GIRA L’ITALIA IN MOTO PER RITROVARE I COLLEGHI
DEL CORSO POLIZIA DOPO 30 ANNI, TAPPA ALL’AQUILA

Autore dell'articolo: Alessia Centi Pizzutilli

29 Giugno 2017 06:59

L’AQUILA – Gira l’Italia in sella alla sua moto per riabbracciare i colleghi del 116° corso di Polizia dopo 28 anni.

Sembrerebbe la trama di un film, invece il protagonista di questa bella storia esiste davvero: si chiama Filippo Furneri, ha 51 anni, una moglie e due figli e ha già percorso oltre 2 mila chilometri.

Un viaggio iniziato il 9 giugno da Catania, città dove vive con la sua famiglia e che ha portato il poliziotto in quasi tutte le regioni d’Italia, compreso l’Abruzzo, dove è arrivato la settimana scorsa per far visita ai colleghi dell’Aquila.

Un giro per le vie del centro storico alla riscoperta della città nuova, per vedere senza filtri mediatici cosa realmente è oggi il capoluogo abruzzese.

“Non tornavo a L’Aquila dal 2012, da allora mi sono affidato agli organi di informazione per seguire l’iter della ricostruzione, ma vederla con i miei occhi è stata davvero un’emozione forte – racconta ad AbruzzoWeb – Personalmente ho notato molti progressi, mi sono trovato davanti una città viva, un unico grande cantiere che lavora, ma la più grande sorpresa sono stati gli aquilani”.

“Mi aspettavo di trovare persone provate dalla terribile esperienza del terremoto, invece – rivela Furneri – fermandomi a chiedere informazioni o parlando con la gente nei bar, ho incontrato sguardi forti, fieri, cittadini che hanno superato quel 6 aprile e si sono rimboccati le maniche”.

Ogni tappa del viaggio è importante per il “poliziotto motociclista” per chiudere un anello ideale, che congiunga tutti ‘i ragazzi del 116°’.

“Con gli anni ci siamo persi di vista, una volta concluso il corso, ognuno è stato trasferito in una città diversa e mantenere i contatti non è stato facile – prosegue Furneri – ma rivedere tutti era un sogno che avevo da tanto tempo e finalmente sono riuscito a realizzarlo, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, come i gruppi Whatsapp e al vecchio passaparola tramite intermediari”.





Assicura che “l’esperienza del corso di Polizia di Stato a Vicenza non la dimenticherò mai. Con quelli che poi sono diventati i miei colleghi ho condiviso tutto – ricorda – dalla sveglia e la colazione all’alba, fino ai momenti più duri dell’addestramento, eravamo una grande famiglia e andava riunita”.

“Sono passati molti anni, ognuno è cresciuto, ha fatto esperienze diverse, ma la cosa più bella – ammette – è stato trovarmi davanti gli stessi 20enni dell’89, il tempo sembra essersi fermato in quella Scuola che tanto è rimasta nei nostri cuori”.

C’è anche un’altra motivazione che lo ha spinto a intraprendere questo viaggio in solitaria, la passione per le due ruote.

“Amo la mia moto da enduro. Certo, per le sue caratteristiche, non si presta a itinerari così lunghi, ma mi piace soffrire – scherza – Sono sempre stato convinto che non è importante la destinazione e la comodità del percorso, ma il viaggio stesso, fatto senza fretta per poter godere dei meravigliosi scorci del nostro Paese e conoscere persone ed esperienze diverse di vita”.

Furneri, tra le altre cose, socio del Motoclub della Polizia di Stato, ha declinato ogni offerta proveniente dagli sponsor.

“Volevo essere totalmente libero – sottolinea – per questo ho preferito investire personalmente, senza il supporto di aziende e imprese, insomma un’avventura coinvolgente e intensa solo con la mia moto”.

Il viaggio proseguirà verso Matera, poi toccherà il Messinese e si chiuderà dove tutto è iniziato, a Catania.

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