GIRO D’ITALIA: METEO E COVID DA BATTERE, OGGI TAMPONI, DOMANI LANCIANO-TORTORETO

12 Ottobre 2020 18:32

ROMA – Il primo giorno di riposo del 103esimo Giro d’Italia coincide con i tamponi per individuare eventuali casi di positività al Covid-19 all’interno della “bolla” rosa.

E’ un giorno frenetico e denso d’incertezza, di speranza e di timori, ma anche di consapevolezza che il virus è sempre lì, pronto a sconvolgere i piani o a ridisegnare le gerarchie.

La strada ieri non ha prodotto gli sconquassi previsti, e in qualche caso temuti, perché Joao Almeida all’Aremogna di Roccaraso ha conservato la maglia rosa, ma non è riuscito a evitare che qualche big si avvicinasse a lui nella generale.

La salita non ha scavato solchi, il meteo sì.

Il freddo sarà il principale avversario contro il quale i corridori dovranno misurarsi, già da domani anche se la decima tappa da Lanciano a Tortoreto non prevede grandi salite.

“Il meteo è un problema che non riguarda solo me, ma tutti noi – ha detto Vincenzo Nibali, nella videoconferenza stampa odierna – E’ un Giro stranissimo, com’è strana l’intera stagione: penso che gli organizzatori abbiano preparato piani B e anche C nelle frazioni a rischio-neve (Stelvio, Colle dell’Agnello, Izoard, ndr). Un po’ di preoccupazione c’è. Non è semplice per noi, che dobbiamo mettere a punto le strategie”.





L’altro avversario, incombente, è il Coronavirus, che ha già costretto al ritiro Simon Yates, uno dei favoriti, malgrado il ritardo in classifica. ”

Il Covid da un lato mi preoccupa – ammette Nibali -: però, c’è da dire che è meno virulento rispetto a inizio anno. Siamo tutti molto attenti e soprattutto, purtroppo, siamo costretti a stare lontani dal pubblico. La positività di Yates è stata molto strana, come lo era stata quella di Ciccone: spero che l’inglese torni presto in sella”.

Nibali ieri è arrivato al traguardo intirizzito, dopo avere perso secondi preziosi nei confronti dei rivali. Non dalla maglia rosa, però.

“La resistenza alle basse temperature può essere determinante ai fini del successo finale – spiega lo “Squalo” -: la nostra percentuale di massa grassa è bassa, sarà importante coprirsi bene e alimentarsi, perché il dispendio di energie è notevole. Le tappe di Tortoreto e Cesenatico? Finora abbiamo attraversato percorsi nervosi, con salite non molto lunghe come quella dell’Etna. C’è stata molta tattica, ma il Giro va valutato giorno dopo giorno. La situazione può sbloccarsi improvvisamente. Non c’è una squadra in grado di controllare una tappa”.

Saranno importanti anche le sfide contro il tempo, nella corsa al successo finale. Come la crono a Valdobbiadene.

“Cercherò di difendermi come ho sempre fatto – l’obiettivo del siciliano, che punta al tris in rosa – Guardando la classifica, in questo momento la mia posizione è giusta (è quinto, ndr). Quello di ieri era un arrivo poco adatto alle mie caratteristiche, anche se ho sbagliato a togliere la mantellina ai piedi della salita verso l’Aremogna. Se temo che, fra me e Fuglsang, possa prevalere Kelderman? Non c’è solo lui, ma anche Kruijswijk, non dimentichiamolo. Io cerco di non sottovalutare alcun corridore. Chi è più in forma? Sicuramente Kelderman è andato più forte, anche nella tappa sull’Etna. Mi è sembrato molto pronto, come lo è Fuglsang del resto. Almeida? Non so se sarà pericoloso fino a Milano: è molto giovane, si sta conservando, nessuno di noi lo conosce benissimo. In futuro si parlerà di lui”.

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