GIULIANOVA ZONA ROSSA: IMPRESE SUL PIEDE DI GUERRA, COSTANTINI VS REGIONE, “ABBIAMO SOLO 29 CASI!”

25 Aprile 2021 11:24

GIULIANOVA – Proteste a Giulianova dichiarata da domani e fino al 3 maggio zona rossa, mentre l’Abruzzo torna in zona gialla.

I titolari di attività commerciali hanno ieri incontrato il sindaco Jwan Costantini che ha accusato la Regione Abruzzo e la cabina di regia “per aver diffuso dei dati imbarazzanti prolungando la zona rossa alla luce di 29 contagi in una settimana su oltre 24.000 abitanti con un indice dello 0,68, e so per certo che altri Comuni stanno peggio ma non sono stati toccati”.

Parla di “inspiegabile decisione” anche la Pro loco di Giulianova Vivere il mare. “Come associazione apartitica, non possiamo non prestare la nostra voce a favore dei suoi oltre trenta soci esercenti di Giulianova, da mesi obbligati alla chiusura della propria attività aperti con restrizioni al limite del tollerabile, che aspettavano con ansia la riapertura del 26 aprile. L’indignazione è diffusa su tutto il territorio riguardo all’obbligo di far restare Giulianova in zona rossa fino al 03 Maggio con un indice ufficiale RT di 0,68, che non giustifica tale decisione. Uniti ci appelliamo al buon senso del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio per verificare l’errore assunto nei confronti di Giulianova, per dati probabilmente non aggiornati inviati dalla Asl di Teramo. Certi della sua comprensione attendiamo una celere risposta affinché le attività Giuliesi possano riaprire, come del resto accade nella maggior parte del territorio nazionale con RT inferiore a 1”.

Solidarietà dal deputato e coordinatore regionale della Lega, Luigi D’Eramo che ha testualmente dichiarato: «Le perplessità espresse dal sindaco di Giulianova, Jwan Costantini sono assolutamente condivisibili. La città ha già fatto uno sforzo importante per contenere i contagi da Covid-19, ottenendo risultati tangibili come certificano tutti i principali indicatori. È piuttosto incomprensibile la proroga della zona rossa che finisce per danneggiare attività economiche e commerciali che già stanno vivendo un periodo di crisi durissima. Pertanto invitiamo la Regione a chiedere alla Asl un maggiore approfondimento dei dati e quindi a rivedere la decisione assunta”.

 

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