GIUNTA ABRUZZO: “SOLITE FATICHE” PER MARSILIO, “TUTTI CHIEDONO DI PIU’, MEGLIO UNA COSA IN MENO”

PRESIDENTE REGIONE SI TAGLIA LA BABBA IN DIRETTA A "UN GIORNO DA PECORA" E RISPONDE ALLE DOMANDE DOPO CONFERMA STORICO SECONDO MANDATO PER IL CENTRODESTRA"; PARTITE ANCORA APERTE IN MAGGIORANZA; "ROMA-PESCARA PARTE PRIMA DEL PONTE SULLO STRETTO"

18 Aprile 2024 20:03

Regione - Politica

L’AQUILA – “Tutti chiedono qualcosa di più, alla fine ne dai una di meno a ciascuno”.

Per il presidente Marco Marsilio, di FdI, riconfermato alla guida della Regione Abruzzo lo scorso 10 marzo, è questa la ricetta che ha portato alla formazione della nuova Giunta: una dichiarazione raccolta dai microfoni di Rai Radio1 nel corso del programma “Un Giorno da Pecora”, proprio mentre il governatore, mantenendo la promessa fatta in campagna elettorale, si è fatto tagliare in diretta la barba da uno dei coiffeur del salone di Antonio Pruno, parrucchiere del premier Giorgia Meloni, sotto lo sguardo dei due conduttori Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.

Sempre più personaggio nazionale, chiamato a rispettare l’impegno assunto con la trasmissione, un modo per festeggiare la conquista dello storico secondo mandato del centrodestra, Marsilio ha così tirato dritto sorvolando sulle complicate questioni ancora aperte all’interno della maggioranza che continuano a minare gli equilibri tra i partiti: “Le solite fatiche, come sempre”, ha aggiunto scherzando.

Il governatore può dettare le regole nella Regione considerata il fortino di Fratelli d’Italia, primo partito con oltre il 24%, dove la stessa premier Meloni è stata eletta nella circoscrizione L’Aquila-Teramo: impossibile accontentare tutti, insomma, e così già nei giorni scorsi il presidente ha ribadito la necessità di cambiare la norma sulla riduzione degli assessori nelle Giunte regionali, facendosi promotore di questa battaglia nella conferenza Stato-Regioni, “perché penalizza le regioni piccole come l’Abruzzo”, precisando subito, “non ho problemi ad ammettere di avere sbagliato nel votare il taglio, come deputato del Pdl nel 2011”.





Lo scorso 10 aprile, nel corso del primo Consiglio regionale della dodicesima legislatura, sono stati ufficializzati i nomi dei nuovi assessori – Emanuele Imprudente, Nicoletta Verì, Umberto D’Annuntiis, Mario Quaglieri, Roberto Santangelo, Tiziana Magnacca – ma sono ancora diversi i nodi da sciogliere.

A cominciare dal sottosegretario che resta in sospeso, un ruolo che, secondo quanto stabilito dopo le combattute riunioni di maggioranza, dovrebbe spettare all’ex assessore regionale al Turismo Daniele D’Amario, in quota Forza Italia.

Una promessa arrivata al termine delle tormentate trattative di maggioranza, che ha spinto gli azzurri, guidati dal segretario regionale di Forza Italia, deputato e presidente della commissione affari costituzionali, Nazario Pagano, a rompere il patto, durato appena due giorni, con il segretario regionale della Lega, Luigi D’Eramo, sottosegretario Masaf. Un accordo inizialmente nato per fare fronte comune contro quello definito lo “strapotere” di Marsilio, con i due partiti uniti per rivendicare un posto in più rispetto a quelli offerti.

A uscirne peggio il carroccio, che ha preso il 7,5% eleggendo due consiglieri, con il riconfermato Imprudente alla vice presidenza, ma la partita è ancora aperta anche con Forza Italia, secondo partito con il 14,3% e quattro consiglieri, che ha visto la riconferma alla Presidenza del Consiglio per Lorenzo Sospiri, l’Assessorato al Sociale all’Istruzione per Roberto Santangelo, ed è in attesa di ottenere il sottosegretariato per D’Amario, già assessore al Turismo nella precedente legislatura.

Tensioni emerse già nel primo Consiglio regionale quando la Presidenza, inizialmente indicata per l’aquilano Santangelo, all’ultimo momento è andata ancora una volta a Sospiri. Circostanza che ha portato il vicesegretario provinciale dell’Aquila di FI, Giorgio De Matteis, a minacciare le dimissioni.





Tutte questioni che Marsilio dovrà necessariamente risolvere con l’avvio della “Fase 2”, per gli incarichi extra ai consiglieri con deleghe funzionali che il presidente si è temporaneamente trattenuto.

Nei giorni scorsi sono state ufficializzate le quattro surroghe, i consiglieri entrati al posto degli assessori, che sono Carla Mannetti per la Lega (Circoscrizione L’Aquila), al posto di Emanuele Imprudente; Marilena Rossi per Fratelli d’Italia (Circoscrizione Teramo), al posto di Umberto D’Annuntiis, Antonietta La Porta per Forza Italia (Circoscrizione L’Aquila), al posto di Roberto Santangelo e Francesco Prospero per Fratelli d’Italia (Circoscrizione Chieti), al posto di Tiziana Magnacca.

Restano le presidenze delle commissioni permanenti, a cominciare da quelle più pesanti che sono la prima commissione Bilancio e la quinta commissione Salute, Lavoro e Cultura. Con prima scelta che sarà garantita alla Lega, a favore di Vincenzo D’Incecco o di Carla Mannetti. Per Fdi candidato il pole position è Paolo Gatti, secondo più votato in assoluto il 10 marzo, e poi Nicola Campitelli e Leonardo D’Addazio, per Forza Italia Emiliano Di Matteo e Antonietta La Porta.

Glissando su queste questioni durante il taglio della barba, Marsilio ha poi risposto ben volentieri alle domande su un altro tema caldo che ha minato la campagna elettorale, quello della tratta ferroviaria Roma-Pescara: “Entro l’estate inizieranno i lavori dei lotti tra interporto Manoppello-Scafa, proprio la settimana scorsa sono state assegnate le gare”.

E alla domanda: “Iniziano prima i lavori della Roma-Pescara o quelli del ponte sullo Stretto di Messina?”, la risposta di Marsilio: “Quelli della Roma-Pescara sono pronti, per iniziare ci vorranno poche settimane, per finirli qualche anno”. (a.c.)

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