GIUNTA: OGGI SUMMIT CENTRODESTRA, TANTI I NODI, VERI’ DA ESTERNA, IMPRUDENTE VICE PRESIDENTE

A FDI TRE ASSESSORI, MARSILIO IMPONE CONTINUITA' IN ASSESSORATO SANITA', UN POSTO A FI PIU' PRESIDENZA CONSIGLIO, UNO A LEGA, SOTTOSEGRETARIATO CONTESO, NOI MODERATI VUOLE UN RICONOSCIMENTO

2 Aprile 2024 08:34

Regione - Politica

L’AQUILA – Sì può scommettere che nel centrodestra vincente alle elezioni regionali del 10 marzo, le trattative per la composizione della nuova giunta non si sono fermate nemmeno a Pasqua e Pasquetta. L’obiettivo dichiarato del riconfermato presidente Marco Marsilio, di FdI, è quello di chiudere entro venerdì prossimo, come dicono in seno al centrodestra, in particolare in Fratelli d’Italia e lo stesso Marsilio, per poi presentare il nuovo esecutivo nel primo consiglio regionale che dovrebbe cadere martedì 9 o giovedì 11 aprile.

Quadrare il cerchio non è però operazione facile, visto che occorre tenere conto dei voti presi da candidati e liste, ovviamente, ma anche degli equilibri territoriali, della continuità amministrativa, e pure delle “surroghe” ovvero dei consiglieri primi dei non eletti, che scalpitano per entrare in consiglio al posto dei nominati assessori.

La speranza per sciogliere i molti nodi è riposta nel summit di oggi pomeriggio a Pescara dove il nuovo governatore che si presenta con il piglio del decisore, e incontrerà i leader dei partiti di centrodestra: il senatore Etel Sigismondi, coordinatore regionale di FdI, il deputato Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo, coordinatore regionale della Lega, Terenzio Rucci, coordinatore della lista civica Marsilio presidente, l’ex consigliere regionale e parlamentare Paolo Tancredi, segretario regionale di Noi Moderati e, forse, un esponente dell’Udc-Dc, lista che non ha eletto alcun rappresentante.

Il summit arriva dopo confronti bilaterali tra Marsilio ed i leader, nei quali il riconfermato presidente ha sondato il terreno mostrando la disponibilità ad ascoltare e registrare le pretese. Ma si ha anche la certezza che il presidente non lascerà molto spazio a capricci o scontri personali, mettendo le parti davanti al fatto compiuto, cioè al “decido io”. Per questo, alcuni prevedono che ci sarà un surriscaldamento degli animi e non si chiuderà granché nel pomeriggio di oggi.

Le volontà di Marsilio sono chiare da tempo, visto che non ha mai fatto mistero che il principio a cui si ispira è la continuità negli uomini e nelle deleghe: in tale direzione si inseriscono le scelte in merito all’assessorato all’Agricoltura che andrà al riconfermato consigliere regionale della Lega Emanuele Imprudente rieletto con oltre 7miila preferenze, e all’assessorato alla Sanità che sarà ancora nelle mani di Nicoletta Verì, ex Lega candidatosi con la lista del presidente nel collegio di Pescara, dove non è stata eletta ottenendo 2.559 voti.

Per Imprudente ci potrebbe essere anche il ruolo di vice presidente della Regione, esercitato nella precedente legislatura, ma oggi per motivi diversi rispetto al passato quando il Carroccio era il primo partito con il 27,5% con quattro assessori su sei e dieci consiglieri sui diciotto di maggioranza. Oggi Marsilio riabbraccia Imprudente con le stesse deleghe e con la vice presidenza per rispondere alla richiesta di D’Eramo di due posizioni con due consiglieri.





Come “surrogata” di Imprudente farà il suo ingresso come surrogata l’ex FdI Carla Mannetti, e dirigente regionale ai Trasporti e capo di gabinetto all’epoca del compianto presidente, Giovanni Pace, .

Con questa scelta tra i salviniani si apre però il fonte degli scontenti a partire dal riconfermato consigliere Vincenzo D’Incecco, capogruppo uscente che ha collezionato quasi 6mila preferenze, che punta sull’interesse in giunta soprattutto perché a Pescara a giugno si vota, dalla seconda nella sua lista Daniela Sulpizio,  che ha collezionato circa 3.800 voti, commercialista e dirigente aziendale nel settore farmaceutico, sorella del vice sindaco del capoluogo Adriatico, Adelchi Sulpizio, e figlia del già consigliere comunale e consigliere regionale Camillo Sulpizio.

Per non parlare poi dell’esclusione dai giochi dei più votati nel collegio di Teramo, il consigliere e assessore uscente Pietro Quaresimale, e in quello di Vasto, il consigliere uscente e componente dell’ufficio di presidenza Sabrina Bocchino. Un bel guaio in vista delle elezioni europee di giugno.

Nodi da sciogliere anche in Fratelli d’Italia, il partito più votato, dove il nome imprescindibile e al centro di un caso è il il recordman di preferenze, con 11.748 voti, il medico marsicano Mario Quaglieri, assessore regionale al Bilancio uscente, su cui però grava il caso della sua incompatibilità tra l’essere consigliere reginale, e figuriamoci assessore, e nello stesso tempo medico in servizio presso le cliniche private.

C’è poi l’ex sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, astro nascente del partito, e infine in sottosegretari di giunta uscente Umberto D’Annuntiis, visto che e l’avvocato teramano Paolo Gatti, ex assessore di Fi tornato dopo anni in consiglio con oltre 10.800 voti dovrebbe rispettare il patto pre-elettorale secondo cui dopo il ritorno in Fdi, e in caso di elezione, non avrebbe avuto pretese a prescindere dal risultato.

Se il caso, molto scivolosa, della incompatibilità dovesse essere ininfluente, al posto di Quaglieri entrerà in consiglio Maria Assunta Rossi, di Pratola Peligna, ex presidente della  Banca di Credito Cooperativo di Pratola Peligna, al posto di Di D’Annuntiis, entrerà come surrogata Marilena Rossi, coordinatrice del partito in provincia di Teramo, al posto di Magnacca Francesco Prospero, capogruppo Fratelli d’Italia al comune di Vasto e figlio d’arte, visto che il padre Antonio Prospero, ex sindaco, è stato consigliere ed assessore regionale.





Come assessore esterno, in quota lista del presidente, nel nome della continuità, e per coprire anche la provincia di Pescara come detto, ci sarebbe l’assessore uscente Nicoletta Verì. E dunque tramonta l’ipotesi di ingresso in giunta dell’assessore regionale uscente all’Ambiente, lancianese Nicola Campitelli, eletto con oltre 8.400 voti, passato dalla Lega ad Fdi pochi mesi prima delle elezioni. Ipotesi che aveva creato molte fibrillazioni. Altro scontento con la scelta della Verì, darebbe poi anche Luca De Renzis, rieletto con Fdi, pescarese anche lui.

Con lo strapotere di Fdi e lista del presidente, a dover rinunciare ad un posto in giunta dovrebbe essere Forza Italia, ipotesi che sta creando tensioni.

E c’è una novità: con il riconteggio, il primo dei non eletti a Pescara è ora Antonio Zaffiri e non Paolo Cilli, a cui Fi voleva garantire un posto in consiglio, e allora il rieletto Lorenzo Sospiri, potrebbe continuare a fare il presidente del consiglio, venuta meno l’esigenza della surroga, mentre l’aquilano Roberto Santangelo, vice presidente uscente, andrebbe a fare l’assessore, e questo significa che entrerebbe in consiglio, la sulmonese Antonietta La Porta, anche lei ex Lega.

Il sottosegretariato di giunta spetterebbe al francavillese Daniele D’Amario, assessore regionale alle Attività produttive, Turismo e Attività culturali uscente, ma il sottosegretariato di giunta non prevede la surroga, e questo significa che rimarrebbe fuori, dopo quattro mandati consecutivi il chietino Mauro Febbo, più volte in giunta.

Il sottosegretariato è però ambito anche da Noi Moderati, che non avrà assessori, a vantaggio della sindaca di Prezza, Marianna Scoccia.

Un ultimo elemento: non sembra costituire, per il centrodestra, un problema il fatto che in provincia dell’Aquila possano esserci tre assessori, Quaglieri, Santangelo e Imprudente, e uno a testa nelle altre province: Verì a Pescara, D’Annuntiis a Teramo e Magnacca a Chieti.

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