GOVERNO: DA SENATO 156 VOTI FAVOREVOLI,
FIDUCIA STRETTA PER CONTE. INCOGNITA FASE 2

140 NO E 16 ASTENUTI, NIENTE MAGGIORANZA ASSOLUTA. RENZI: "DOVEVANO ASFALTARCI", CENTRODESTRA SI APPELLA AL COLLE: "ABBIAMO MANTENUTO COMPATTEZZA, NON ERA SCONTATO, ORA COLLOQUIO CON MATTARELLA"

19 Gennaio 2021 22:36

ROMA – Con 156 voti favorevoli il Governo Conte ottiene la fiducia al Senato, 140 i No e 16 astenuti. Il risultato del voto viene accolto dalla maggioranza con un applauso nell’emiciclo.

Il premier Giuseppe Conte è a Palazzo Chigi, riunito con il suo staff. Dalla sede del governo il presidente del Consiglio ha appreso il verdetto del voto del Senato: “Il Governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere. Subito al lavoro per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica. Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori”, scrive il premier in un tweet.

Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti consentono al governo di andare avanti, per il momento. Il verdetto dell’Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. La presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati blocca il voto: l’ex 5S Alfonso Ciampolillo e Riccardo Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis.
Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. I senatori guidati da Matteo Renzi al momento tengono in ostaggio l’esecutivo giallo-rosso: se si sommassero alle opposizioni, a Palazzo Madama i rapporti di forza cambierebbero (senza Nencini, sono infatti 17 in tutto, contando anche un senatore assente per Covid, e dunque sommati ai 140 no delle opposizioni supererebbero l’attuale maggioranza). In Aula come nelle commissioni, paralizzando l’attività parlamentare.

Che vi sia un “problema di numeri” lo mette a verbale anche il premier: “se non ci sono, il governo va a casa”, dice chiaro e tondo davanti ai senatori. Dove ingaggia anche un duello con l’ormai rivale Renzi: l’ex premier sceglie di intervenire in discussione generale, così da garantirsi la replica del premier. Lo accusa di “non essere salito al Quirinale per paura” e di chiudersi in “un arrocco dannoso”.

“Oggi dovevano asfaltarci, non hanno maggioranza”, il primo commento di Matteo Renzi. “Davvero Conte se la sente di andare avanti con questi numeri? Se la sente di fronte alla pandemia di andare avanti così? Non hanno i numeri nelle commissioni. Un Paese in crisi non si governa con questi numeri risicati. Forse non è game over per il governo ma è game over per il Paese”, ha aggiunto Renzi.

“Ci rivolgeremo a Mattarella: c’è un governo che non ha la maggioranza al Senato e sta in piedi con chi cambia casacca”. Lo annuncia il leader della Lega, Matteo Salvini che commentando il voto aggiunge: “Che schifezza!!! Che pagina triste, che faranno? Promettono 5 poltrone per andare a 161?”. E Giorgia Meloni, FdI, rilancia: “Rispetto alle premesse e alle speranze di Conte e Casalino le cose non sono andate come speravano: sentivo parlare di decine di responsabili ma al netto di casi singoli, dall’altra parte ce ne sono di più, il centrodestra ha mantenuto la sua compattezza e non era scontato. Ho parlato con Salvini, parlerò con Berlusconi. Ora dobbiamo chiedere un colloquio con il Colle”.




“La prova di forza e di superbia del governo Conte finisce nel più miserabile dei modi: l’operazione ‘raccattavoti’ è miseramente fallita. Il voto del Senato condanna l’esecutivo e il suo premier a recarsi immediatamente dal Presidente della Repubblica. Non c’è maggioranza assoluta: i voti raccolti a palazzo Madama dal governo, per giunta con la ‘chiamata’ dei senatori a vita e il sostegno di un paio di voltagabbana d’accatto, non bastano a sostenere alcuna maggioranza. Si archivi dunque questa squallida pagina della storia parlamentare e si torni nel sentiero costituzionale nel momento in cui il Paese ha bisogno di una guida sicura e capace. Forza Italia con il centrodestra è pronta ad assumersi tutte le responsabilità”, il commento di Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.

Il Quirinale prende atto del voto. Il Capo dello Stato ha seguito dal suo studio il dibattito e il voto del Senato, come ha fatto ieri per il dibattito e il voto della Camera. E alla fine di una giornata sul filo dei numeri constata l’esito del voto parlamentare.

Ha osservato con attenzione le fibrillazioni di questi giorni e di queste ore, dispiaciuto che, in un clima come questo, non si sia ricomposta la crisi. Ieri la Camera ha dato al premier Giuseppe Conte la fiducia assoluta, oggi palazzo Madama gli ha votato la maggioranza relativa, numeri che sulla carta e dal punto di vista strettamente parlamentare gli permetterebbero di andare avanti. Diverso il discorso politico, perché l’esecutivo non pare avere quel solido sostegno che servirebbe a un governo in questo frangente. Ma questa è appunto una valutazione politica e solo la politica può sciogliere questo nodo.

Ora dunque il presidente Sergio Mattarella attende di conoscere le valutazioni che faranno il presidente del Consiglio, e con lui la sua maggioranza. Conte allargherà la maggioranza aprendo un tavolo con le forze a cui ha rivolto un, seppur finora inascoltato, appello? Rafforzerà la squadra dei ministri? Riaprirà il dialogo con Italia viva? Una volta che premier e partiti avranno sciolto questi quesiti si chiarirà quali saranno i prossimi passi. Sarà dunque il premier nei prossimi giorni a decidere se e quando salire al Quirinale per riferire l’andamento del voto e le sue valutazioni.

 

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