“GOVERNO DECISORE E PARLAMENTARE PORTABORSE”, ORLANDO, “ONOREVOLI ALZANO MANO E PREMONO BOTTONI”

12 Agosto 2022 09:26

Regione - Politica

GUARDIAGRELE – “Poco alla volta, con l’avvento della seconda Repubblica, quella che nell’articolo 70 della Costituzione era definita funzione “legislativa” si è trasformata in una funzione “ginnico-comunicativa”, riservando ai singoli parlamentari quasi esclusivamente la possibilità di votare alzando la mano o premendo un bottone e di fornire ai media una quantità industriale di comunicati stampa.  Di fatto il parlamentare, scelto intuitu personae come l’antico “portaborse” ed elevato al seggio grazie alla semplice investitura per le mirifiche virtù del Rosatellum, semplicemente assiste…”

La riflessione sul ruolo del Parlamento e la potestà legislativa di fatto ad appannaggio del Governo, è di Angelo Orlando, ex parlamentare e consigliere regionale di Rifondazione comunista.

LA FUNZIONE LEGISLATIVA: IL GOVERNO DECISORE  E IL PARLAMENTARE ASSISTENTE

La funzione legislativa, il “ governo decisore “ e “il parlamentare assistente”. C’era una volta tutta una letteratura sulla figura dell’assistente parlamentare, poco elegantemente definito “portaborse”, scelto intuitu personae dai singoli deputati o senatori come supporto alla propria attività istituzionale.

Questo, però, accadeva ai tempi nei quali la Costituzione della Repubblica italiana, Sezione II, “La formazione delle leggi “, si leggeva così: Art. 70 La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere” e all’articolo 71, primo comma,  “l’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale”.

A partire dall’avvento della cosiddetta Seconda Repubblica le sacre regole, scolpite nel testo, hanno, perso la loro sacralità.

Poco alla volta, quella che nell’articolo 70 della Costituzione era definita funzione “legislativa” si è trasformata in una funzione “ginnico-comunicativa” riservando ai singoli parlamentari quasi esclusivamente la possibilità di votare alzando la mano o premendo un bottone e di fornire ai media una quantità industriale di comunicati stampa.

Contemporaneamente l’articolo 71 della Costituzione, primo comma, ha assunto questa nuova formulazione: “l’iniziativa delle leggi appartiene prioritariamente al Governo, marginalmente a ciascun membro…”.

La prova? I report sull’indice di produttività parlamentare redatti da Openpolis.

Prendete il report del 30 marzo 2020, dal titolo indicativo, “Il Parlamento sospeso”.  Ecco alcuni numeri al 30 marzo 2020: 3.752 proposte di legge presentate da deputati e senatori dall’inizio della legislatura, ma 3.000 e oltre disegni di legge non hanno neppure iniziato l’iter in Commissione.

Il 70% delle leggi approvate è invece di iniziativa governativae tra le leggi di iniziativa parlamentare spicca la legge sui dispositivi di sicurezza per bambini in auto dell’Onorevole Giorgia Meloni. Due terzi delle leggi approvate sono poi di ratifica di trattati internazionali o conversioni di decreti del Governo.

Constatato che questo è lo schema dell’attività parlamentare da decenni, quale è il ruolo dei singoli parlamentari, quale il terreno di azione?

Evidentemente la presentazione di migliaia e migliaia di emendamenti, naturalmente quasi tutti stroncati da maxi emendamenti o da voti di fiducia e migliaia di interrogazioni. Forse 10.000  a risposta in aula, in commissione o scritta, tutte occasioni per inondare le redazioni di giornali e telegiornali di infiammati comunicati stampa di plauso o di protesta.

Questa, in sintesi, l’evoluzione del sistema parlamentare: in principio, il bicameralismo perfetto, -successivamente, l’ipotesi di bicameralismo imperfetto (proposto del governo Renzi, bocciato dal referendum, perché è inutile avere doppioni e basta una sola fiducia! , ovvero, finalmente, il bicameralismo azzerato!

E il parlamentare, scelto intuitu personae come l’antico “portaborse” ed elevato al seggio grazie alla semplice investitura per le mirifiche virtù del Rosatellum? Ovviamente,”assiste”! Così, per i depositari della funzione legislativa, in primis Governo e parlamentari, vale la stessa parabola descritta ne “ La fattoria degli animali “ di Orwell: all’inizio, “tutti sono uguali”, oggi, “tutti sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”.

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