GOVERNO DRAGHI, IN ABRUZZO SCONTRO FDI-LEGA: “CENTROSUD ESCLUSO”; “NO A LEZIONI DA MARSILIO”

di Azzurra Caldi

14 Febbraio 2021 15:06

L’AQUILA – È ancora scontro all’interno del centrodestra che amministra la Regione Abruzzo: questa volta il nuovo esecutivo guidato dal premier Mario Draghi, e la partita per ministri e sottosegretari, è l’occasione per la maggioranza regionale di mostrarsi ancora spaccata, con Fratelli d’Italia e Lega, già in passato in contrasto tanto da arrivare a crisi di Giunta e rimpasto, ai ferri corti.

Tutto parte dalle dichiarazioni del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, partito rimasto all’opposizione, secondo il quale nella nuova squadra di Governo “la distribuzione geografica e geopolitica dei ministeri fotografa un’imbarazzante marginalizzazione del centro-sud e di alcune aree in particolare”.

Un attacco all’esecutivo guidato dall’ex numero uno della Bce, sostenuto anche dalla Lega, che non è stato apprezzato dal coordinatore regionale del carroccio, il deputato Luigi D’Eramo: “Più che fare lezioni di geografia a Draghi e Mattarella, sarebbe utile che Marsilio si occupasse dell’Abruzzo e degli abruzzesi. In questo momento di grave difficoltà è opportuno che il governatore profonda tutti gli sforzi possibili affinché l’Abruzzo esca quanto prima dall’emergenza sanitaria ed economica piuttosto che criticare il governo appena nato”, sottolinea D’Eramo rimandando alla gestione dell’emergenza covid in particolare nella Asl aquilana, dopo aver più volte attaccato l’operato del dg Roberto Testa, espressione di Fratelli d’Italia.

A D’Eramo risponde il segretario regionale di Fratelli d’Italia Etel Sigismondi: “Spiace apprendere che l’amico Luigi D’Eramo non condivida l’ apprensione del presidente, quotidianamente impegnato , insieme ai rappresentanti della Lega, ad occuparsi dell’Abruzzo in questo grave momento di difficoltà che stiamo affrontando e che dobbiamo ancora combattere e superare. Una collaborazione stretta – evidenzia -, in special modo per tutto ciò che attiene alle complicate questioni sanitarie, condividendo con l’assessore regionale al ramo – espressione proprio della Lega – scelte e strategie per affrontare l’emergenza da pandemia e non solo”.

Secondo Marsilio, “È necessario che il presidente del Consiglio Mario Draghi eserciti fino in fondo il ruolo di garante dell’unità nazionale e della coesione territoriale. La distribuzione geografica e geopolitica dei ministeri fotografa un’imbarazzante marginalizzazione del centro-sud e di alcune aree in particolare. Tanto più imbarazzante se si considera che il Governo Draghi è stato presentato, sin da prima che nascesse, come il governo dei ‘migliori’. Si può pensare che i ‘migliori’, questa nuova ‘aristocrazia’ della politica e della società civile, nascano solo in alcune regioni italiane, e che nelle altre – evidentemente – nascano solo i ‘peggiori’? Spero che nella squadra di viceministri e sottosegretari si proceda a un minimo di riequilibrio”.




“Ovviamente – ha aggiunto Marsilio -, non metto in questione le qualità umane, politiche e morali dei ministri appena nominati, di molti dei quali sono amico personale e sincero estimatore. Faccio in particolare i miei auguri personali di buon lavoro – oltre che a tutto l’Esecutivo – a Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo, settore di cui l’Abruzzo guida la Commissione speciale della Conferenza delle Regioni; a Maria Stella Gelmini, con la quale sarà un piacere lavorare (ormai quasi quotidianamente) in Conferenza Stato-Regioni; a Giancarlo Giorgetti, con il quale ho vissuto in Ufficio di Presidenza della Commissione Bilancio la mia prima esperienza parlamentare; a Renato Brunetta, al quale nel mio messaggio di auguri e congratulazioni ho già trasmesso il ‘compito’ di risolvere la vexata quaestio della stabilizzazione dei lavoratori degli uffici della ricostruzione; a Erika Stefani, che ho conosciuto e apprezzato come collega nel suo breve periodo di responsabile delle Autonomie; e, in ultimo, un particolare saluto a Mara Carfagna, che come Ministro del Sud e della Coesione avrà il compito in prima persona di fugare le perplessità – se non le paure – che lo squilibrio territoriale della compagine governativa solleva. Alla quale sottoporrò subito l’esigenza di onorare gli impegni assunti ma non mantenuti dal suo predecessore in merito alla nomina del commissario della ZES e al rifinanziamento dei fondi europei e nazionali ‘riprogrammati’ per l’emergenza Covid”.

“Resta, però, il tema di fondo: è normale che su 23 ministri 13 sono lombardo-veneti? Che sotto l’Emilia-Romagna non vi sia una Regione che meriti una rappresentanza? Tutta l’Italia centrale, Roma esclusa (Giovannini e lo stesso Draghi), vale a dire Toscana, Umbria, Marche e il resto del Lazio sono assenti. Nessuno nelle isole maggiori (quelle isole che hanno espresso più di un Capo dello Stato…). In tutto il sud, solo 4 ministri, dei quali uno al ministero del… sud (e ci mancherebbe altro). E solo uno (Speranza) con una minima capacità di spesa sul territorio, perché gli altri due (Esteri e Interni) non incidono certo nella distribuzione di risorse, infrastrutture, investimenti. Concentrati in due sole regioni, peraltro (Campania e Basilicata). Tolto uno ‘strapuntino’ per la Puglia con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, tutto l’asse adriatico (Marche compresa) al di sotto dell’Emilia-Romagna è escluso da Palazzo Chigi. Sarà un caso che le aree meno sviluppate e più in sofferenza, siano così marginalizzate dal centro decisionale del Paese?”.

“Spero davvero che si apra una riflessione seria su questo tema, che non mi si risponda che è tutto un caso o uno scherzo del destino, e che – soprattutto – mi si dimostri nei fatti che gli investimenti in infrastrutture, crescita economica e coesione sociale e territoriale saranno fatti con equilibrio e attenzione, per ridurre le distanze invece di aumentare il divario storico che affligge il sud e rende l’Italia intera meno competitiva”,ha concluso il governatore.

Queste le dichiarazioni che hanno innescato la reazione del deputato leghista D’Eramo che, invitando Marsilio ad “occuparsi dell’Abruzzo” al posto di “fare lezioni di geografia a Draghi e Mattarella” ha riacceso nuovamente lo scontro tra FdI e Lega, oggi rispettivamente all’opposizione e nella squadra di Governo, posizioni che potrebbero aprire a nuovi scenari in vista delle prossime elezioni nelle quali il centrodestra si è presentato sempre unito.

A rispondere al coordinatore della Lega, partito di maggioranza relativa della coalizione con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6, oggi è stato Sigismondi: “Nessuna lezione di geografia da parte del presidente Marsilio ma grande preoccupazione per l’oggettiva scarsa rappresentatività che l’Abruzzo e il Sud Italia hanno all’interno della formazione del nuovo Governo nazionale. Spiace apprendere che l’amico Luigi D’Eramo non condivida l’ apprensione del Presidente, quotidianamente impegnato , insieme ai rappresentanti della Lega , ad occuparsi dell’Abruzzo in questo grave momento di difficoltà che stiamo affrontando e che dobbiamo ancora combattere e superare. Una collaborazione stretta, in special modo per tutto ciò che attiene alle complicate questioni sanitarie, condividendo con l’assessore regionale al ramo – espressione proprio della Lega – scelte e strategie per affrontare l’emergenza da pandemia e non solo. L’Abruzzo non ha avuto rappresentanza, in questa legislatura, nei due passati governi e ci auguriamo che gli esponenti del centrodestra, che saranno protagonisti di questa nuova compagine governativa, sappiano assicurare alla nostra regione importanti ruoli istituzionali per superare l’evidente squilibrio che si è venuto a creare. Un augurio che rivolgo in primis al coordinatore regionale della Lega”.

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