“GOVERNO HA FALLITO SU PANDEMIA”, QUARESIMALE “LAVORO E SCUOLA CONTRO LA CRISI”

8 Gennaio 2021 08:03

TERAMO – “Il governo non ha finora fatto il suo dovere, per preparare il Paese ad affrontare la seconda ondata. E l’azione delle Regioni è bloccata da procedure e burocrazia folli.  L’Abruzzo in ogni caso sta moltiplicando gli sforzi, per uscire dalla crisi, creando lavoro, investendo sul sociale e sulla scuola, ed è questo lo spirito che anima il mio nuovo ruolo da assessore”.

Non lesina critiche all’esecutivo del governo Conte bis, il leghista Pietro Quaresimale,  nell’intervista ad Abruzzoweb, ed elenca con dovizia di particolari tutte le azioni messe in campo e a venire, da quando è componente della giunta del presidente Marco Marsilio, Fratelli d’Italia, con deleghe di cruciale importanza quali Lavoro, Formazione professionale, Istruzione, Ricerca e università, Politiche sociali, Enti locali e polizia locali ed Edilizia scolastica.

In queste ore Quaresimale è in prima linea sul fronte del rientro avvenuto ieri, dopo la sospensione causata dalla seconda ondata del covid, nelle scuole di infanzia, elementari e medie, e in prospettiva del ritorno alle lezioni in presenza al 50% previsto per  l’11 gennaio prossimo nelle scuole superiori. Come da indicazioni del governo e a differenza di quanto fatto da altre regioni.

Quaresimale, avvocato teramano di 45 anni, è stato sindaco di Campi dal 2014 al 2018, con una lista civica di area Pdl, ed è entrato nella Lega di Matteo Salvini nel 2017.

Il grande salto lo ha fatto nel febbraio del 2019,  con l’elezione a consigliere regionale, forte di ben  8.838, risultando il più votato del centrodestra nell’intero Abruzzo.

Risultato che gli è valsa la carica da capogruppo della Lega, asse portante della maggioranza  con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6.

Ma la sua legittima aspirazione sarebbe stata quella di fare da subito l’assessore. Da qui anche momenti di fibrillazione all’interno del suo partito, da cui ha minacciato anche di uscire, lamentando scarsa collegialità, per poi deporre le armi, poco prima delle elezioni amministrative di ottobre, dopo un chiarimento con il segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo.

L’ingresso in giunta è stato favorito, ironia della sorte, proprio a seguito dello sconquasso che si è creato all’indomani della sconfitta alle comunali di Chieti ed Avezzano dei candidati salviniani Fabrizio di Stefano e Tiziano Genovesi.

La Lega ha così  chiesto la testa dell’assessore forzista Mauro Febbo, con deleghe pesantissime ad Attività produttive, Turismo e Cultura, reo di non aver appoggiato Di Stefano a Chieti. A seguire il rimpasto con cui il presidente Marsilio ha tolto d’impaccio la maggioranza: Febbo ha fatto un passo indietro, ed è entrato Quaresimale, prendendo le deleghe che erano state del leghista Piero Fioretti, che ha dovuto lasciare l’unico posto da assessore esterno a Daniele D’Amario di Forza Italia, che ha preso le deleghe di Febbo, di cui era il sostituto in consiglio, e senza la promozione in giunta sarebbe tornato a casa. A casa è tornato invece Fioretti.

Nell’intervista Quaresimale si dice pronto, nei settori a lui affidati, a rilanciare e potenziare l’azione di governo, ponendo tra le priorità il potenziamento dei Centri per l’impiego, la formazione finalizzata a creare le figure professionali di cui c’ vero e  urgente bisogno, incentivi all’assunzione di giovano e over 50.  E assicura, “la maggioranza è unita e compatta”

Pietro Quaresimale: quali sono stati i suoi primi, importanti passi da assessore?

Mi sono messo subito al lavoro incontrando direttori, dirigenti e dipendenti che afferiscono alle mie deleghe, per fare il punto, e stilare un ordine di  priorità delle cose da fare, degli iter a cui dare maggior attenzione. L’epidemia ha determinato una situazione difficilissima, che avrà effetti anche nel medio lungo periodo: dobbiamo tutti metterci il massimo dell’impegno e della dedizione per uscire dal guado, e rivedere la luce.

Importante banco di prova, è il caso di dire, la giornata di ieri, con la riapertura delle scuole d’infanzia, elementari e medie: andrà tutto bene?

Il giorno della riapertura mi sono recato di persona in più di una scuola, ho parlato con la direttrice generale dell’ufficio scolastico regionale Antonella Tozza, e non sono emerse criticità di sorta, le misure di sicurezza e prevenzione sono state ovunque applicate in modo scrupoloso, e ho visto anche molta maturità, senso di responsabilità e disciplina da parte di alunni e studenti. Sono ottimista anche per la riapertura in presenza al 50% e poi al 75% delle scuole superiori, in virtù del piano che abbiamo messo a punto con i prefetti, e sarà determinante per massimizzare il distanziamento sociale il significativo incremento delle corse e degli autobus in servizio, circa 120 in più.

 Soddisfatto del bilancio di previsione approvato il 29 dicembre?

Nel modo più assoluto: in un momento così difficile siamo riusciti a non aumentare le tasse e a dare risposte importanti ai Comuni sul fronte dell’emergenza, con adeguate risorse per piccole e grandi opere pubbliche, in ogni caso utili e urgenti. Vero è che abbiamo dovuto effettuare tagli al budget dei dipartimenti, ma sono certo che saranno solo temporanei e le risorse mancanti saranno integrate non appena ci saranno le condizioni, già nel secondo semestre di quest’anno, grazie ai trasferimenti statali che attendiamo.

Che pagella dà invece al governo Governo giallo rosso di Giuseppe Conte?

Un giudizio non certamente positivo, ritengo dopo la prima fase avrebbe dovuto adottare misure efficaci e soprattutto tempestive per far fronte alla seconda ondata, che il governo stesso aveva dato per scontata. Occorreva potenziare il sistema sanitario, attrezzarlo a dovere e lo stesso andava fatto in vista della riapertura delle scuole, per i trasporti, e potrei continuare.

C’è però chi accusa di inefficienza in primis le Regioni, mettendo in discussioni uno dei cavalli di battaglia della Lega, quello del decentramento e dell’autonomia differenziata. Cosa risponde?

Se le Regioni hanno avuto difficoltà ad agire è stato a causa di procedure e iter burocratici di cui il governo centrale ha responsabilità. Ha trasferito i poteri per fare i bandi in drammatico ritardo. Se non si snellisce la burocrazia il Paese rischia di non potersi risollevare nemmeno in futuro.

Da assessore con delega al Lavoro si è subito trovato ad affrontare vertenze molto delicate: un primo bilancio?

Il lavoro purtroppo è un fronte caldissimo: per fortuna comunque per quanto riguarda la vertenza della Betafence di Tortoreto, è arrivato l’annuncio da parte della proprietà di voler rimanere in Abruzzo, e di non delocalizzare in Polonia. Ricordo che in ballo ci sono 155  posti di lavoro. Una priorità è il ricollocamento dei lavoratori ex Yokohama, da parte della società Alfagomma che ha intenzione di rilevare il sito produttivo di Ortona e avviare una fase di rilancio.  Per quanto riguarda la vertenza dell’Atr do Colonnella, a seguito della sentenza di fallimento, ho avviato una interlocuzione con i curatori fallimentari per trovare una soluzione a breve.

Questo sul fronte della difesa dei posti di lavoro a rischio, mentre quali saranno le sue priorità per creare nuova occupazione?

Lo strumento su cui dobbiamo far leva sono gli incentivi  per l’assunzione per giovani, gli over 50 e i disabili, utilizzando lo strumento di Abruzzo  include. Inoltre è per me determinante potenziare, con un investimento che stiamo mettendo a punto, da 21 milioni di euro, i Centri per l’impiego, uno strumento fondamentale che va rinnovato e riorganizzato, perché non deve essere l’ultima spiaggia, ma un punto di partenza per chi cerca lavoro. Il personale andrà formato e aggiornato, deve orientare e assistere in modo più efficace chi cerca occupazione, incrociando domanda e offerta.

Poi c’è la formazione professionale: quale impulso intende dare ad un ambito di azione che spesso in passato non è stato efficace?  

Occorre mettere al centro l’analisi di mercato, capire le vere esigenze del mondo del lavoro, i percorsi professionalizzanti devono creare i profili giusti, e dunque serve un constante confronto con il mondo delle imprese Prima dell’estate prossima organizzerò nei quattro capoluoghi di provincia Centri di orientamento, punti di ascolto e di consulenza per indirizzare i giovani a scegliere il giusto percorso di studio, attinente alle loro vocazioni.

Quali invece le priorità sul fronte delle politiche sociali?

In  queste prime settimane ho già messo in campo già iniziative importanti, ho approvato le linee guida per le persone non autosufficienti e questo ha consentito di sbloccare 13 milioni per gli enti d’ambito sociale, ma anche 880 mila euro centri diurni, 300 mila euro per la vita indipendente,  ed anche i 600 mila euro per il bando a sostegno dei caregiver, che si occupano h24 ad assistere disabili gravi, tra le somme più alte mai stanziate. Ora stiamo lavorando alle risorse per i disabili nell’ambito del progetto ‘Dopo di noi’  e per l’abbattimento barriere architettoniche.

Altre priorità sue e della Lega?

Senz’altro le politiche volte a frenare lo spopolamento delle montagne, tema a me caro, e dovremo trovare adeguate risorse per incentivare l’insediamento di attività commerciali e artigianali nei piccoli paesi dell’entroterra. C’è poi il  progetto “Abruzzo regione del benessere”, al centro del programma di governo della Lega e del centrodestra, che si declina anche con la formazione di figure professionali operanti nel settore del turismo sociale, che è uno dei punto di forza su cui la nostra regione deve puntare, per differenziarsi e qualificarsi rispetto ad altre regioni.

Lei è diventato assessore a seguito di un minirimpasto che ha fatto seguito a momenti di tensione della maggioranza. Ora che clima c’è nel centrodestra in regione?

La maggioranza è compatta e il clima è sereno, ci possono essere dibattiti anche accesi, e ci mancherebbe altro, si discute come avviene nelle migliori famiglie.

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