GOVERNO: PER CONTE IL GIORNO DELLA FIDUCIA, A MONTECITORIO PROTESTA CENTRODESTRA

9 Settembre 2019 09:17

ROMA – È il giorno della fiducia alla Camera per il governo Conte bis. 

Inizierà intorno alle 19.30 alla Camera la votazione sulla fiducia al secondo governo Conte: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Il presidente del Consiglio svolgerà dichiarazioni programmatiche stamani alle 11. 

Quindi una sospensione per consentirgli di consegnare il testo al Senato: la discussione generale riprenderà alle ore 13 e fino alle 17.30. Alle 17.45 la replica di Conte e quindi le dichiarazioni di voto. Quindi il voto di fiducia.

Domani, poi, ci sarà invece il secondo atto al Senato. 

Voteranno a favore del nuovo esecutivo il Movimento, il Pd e “Liberi e Uguali”. 

Contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. E Fratelli d'Italia e Lega.






Proprio nel giorno in cui il premier incaricato chiede la fiducia alla Camera, in piazza a Roma, davanti a Montecitorio, il centrodestra protesterà, a partire dalle 10,30, contro il governo giallo-rosso. 

Presenti anche diversi esponenti abruzzesi: il gruppo regionale di Fdi ha organizzato 7 autobus, che sono già in viaggio verso la capitale.

Il premier Giuseppe Conte spiegherà al Parlamento e al Paese quali sono le direttrici sulle quali intende guidare il suo governo, un governo che nelle intenzioni dovrà avviare una “stagione di riforme”: riforme sociali, un nuovo corso sull'immigrazione e nel rapporto con l'Europa, dopo gli scontri del precedente esecutivo.

Il pallottoliere sorride al nuovo governo. 

Alla Camera i numeri non danno problemi. E anche al Senato la conta non preoccupa, almeno per il momento: l'asticella dovrebbe fermarsi al massimo a quota 172, anche se sono possibili defezioni dell'ultima ora. 

Nel dettaglio: Movimento e Pd hanno 155 voti (non si contano i due dissidenti interni, il 5S Gianluigi Paragone e il dem Matteo Richetti, più un'altra senatrice assente da tempo), ai quali vanno sommati undici senatori del Misto – quattro sono di LeU, quattro ex grillini, due del Maie e Riccardo Nencini – tre del gruppo delle Autonomie, tre senatori a vita (Liliana Segre, Elena Cattaneo e, probabilmente, Mario Monti). 

Altri tre senatori, quelli dell'Svp, si asterranno, ma poi sosterranno l'esecutivo nel corso della navigazione.

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