CRISI GOVERNO: DIMISSIONI MINISTRI ITALIA VIVA.
CENTRODESTRA: “ANCORA SPAZIO PER CONTE TER”

13 Gennaio 2021 18:26

ROMA – “Le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto si dimettono dal governo”.

Lo ha annunciato Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in conferenza stampa alla Camera: “Noi non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Nell’affermare la fiducia incrollabile nel Presidente della Repubblica, noi pensiamo che si debba affrontare i tre punti cardine che le ministre e il sottosegretario hanno scritto al presidente del Consiglio”, ha aggiunto Renzi.

“È molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo. Noi viviamo una grande crisi politica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia. Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello di risolvere i problemi, non nasconderli. La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”, ha continuato.

“Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram. Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini l’utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi”.




“Rispondere alla pandemia significa sbloccare davvero i cantieri, avere una strategia unitaria sulle politiche industriali, dall’acciaio ai trasporti. Noi abbiamo bisogno di crescere”.

Conte riferisca subito in Parlamento, già domani mattina, o si dimetta, perché non ha più la maggioranza e andiamo al voto”, dicono all’unisono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani al termine del vertice di stasera per fare il punto della situazione politica dopo l’uscita della delegazione di Iv, che ha aperto formalmente la crisi del governo Conte.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, però, i leader del centrodestra restano convinti che alla fine si farà un Conte ter. Anche perché, fanno notare fonti azzurre, “è ancora tempo per trattare e evitare la rottura definitiva”. Il “pretesto”, spiegano, è lo scostamento di bilancio per poi varare il decreto ristori: Matteo Renzi ha promesso ieri (e oggi lo avrebbe ribadito) che sosterrà questi due passaggi, così come dirà si al Recovery Fund. E questo significa che Conte potrebbe restare in carica fino ad allora (lo scostamento è previsto il 20 gennaio in Parlamento) ma anche oltre (con il decreto ristori si arriverebbe ai primi di febbraio o ancor più avanti).

Tradotto: ci sarebbe lo spazio per tentare nuove mediazioni, magari attraverso un incontro del premier con Renzi e gli altri leader della maggioranza giallorossa. I pontieri sono in campo e non solo il centrodestra, anche tra M5S e Pd c’è chi scommette su un recupero in extremis dei renziani. Lega FdI e FI, così come “Cambiamo”!, Udc e Noi per l’Italia, anche loro presenti al summit, oggi si sono ritrovati, almeno per una volta, uniti sulla necessità di fare presto, perché l’emergenza pandemica incombe: smentiscono soccorsi a ”governi di sinistra” e si appellano ”alla saggezza di Mattarella” in attesa dei prossimi sviluppi di quello che Silvio Berlusconi continua a definire il teatrino della politica, fatto solo di giochini di palazzo. In particolare, il Cav, che non ha mai creduto in un Renzi kamikaze, pronto ad andare fino in fondo, anche adesso, raccontano, è dell’idea che il leader di Iv tornerà sui suoi passi, ma solo dopo aver fatto logorare il più possibile l’alleanza M5S-Pd, depotenziando Conte.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©




Ti potrebbe interessare:

Gli articoli più letti in queste ore: