GRAN SASSO: AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI GIOVANNA MANIEZZO, UN CONCERTO IN SUO RICORDO

Autore dell'articolo: Stefania Pazienza

22 Settembre 2019 10:27

L'AQUILA – “Giovanna era una amante della musica e delle arti tutte, e in egual misura amava la montagna, da sempre sua dimensione naturale. Ed è proprio lì che la vorremo ricordare, nelle suggestive ed imponenti montagne abruzzesi cullata da una delle sue più grandi passioni: l’arte barocca e la musica; fedele compagna di vita e lavoro. Una linea d’aria sottile con i suoi luoghi di elezione”.

Così alcuni amici ricordano Giovanna Maniezzo, scomparsa tragicamente lo scorso anno mentre stava effettuando una escursione a Pizzo Cefalone, la cima più alta del dorsale occidentale del Gran Sasso d’Italia.

A tradire la donna, grande amante delle montagne abruzzesi, un piede posizionato in maniera errata e la tragica fine a valle dopo un volo di circa duecento metri.

Maniezzo, 60 anni, padovana di origine e residente a Roma da molti anni, aveva lasciato da poco e per limiti di età l’incarico di responsabile marketing e comunicazione dell’antica istituzione musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Si era poi dedicata alla consulenza per le relazioni esterne e il fundraising dell’Accademia Chigiana. Docente dei seminari del corso Master in economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali del “Sole 24 ore”. Consulente del Palazzo Merulana a Roma.

“Giovanna era una delle persone più apprezzate in ambito culturale e musicale per la sua grande professionalità e la sua competenza, nonché per le sue qualità umane e caratteriali” sottolineano gli amici di Giovanna che ad un anno esatto dalla sua scomparsa, organizzeranno un concerto gratuito in sua memoria dal titolo: Alfabeto Falso, quando le lettere nascondono qualcosa.





L’evento si terrà domenica 29 settembre alle 18.30 presso il Santuario della Madonna d’Appari a Paganica in provincia dell’Aquila. La scelta, non a caso, è stata l’Abruzzo e le sue montagne, luoghi tanto amati da Maniezzo.

Legato all’omonimo disco,il programma del concerto è dedicato alla musica per chitarra e tiorba del primo seicento italiano e spagnolo. Un repertorio sconosciuto caratterizzato da bizzarrie ritmiche e stravaganze armoniche, che sfidano l’odierno jazz.

L’alfabeto ordinario era il sistema con il quale i chitarristi dell’epoca segnavano gli accordi: ad ogni lettera corrispondeva un accordo. Nell’alfabeto falso però, le lettere graficamente segnate da un taglio,indicavano accordi ricchi di dissonanze spesso molto ardite.

Il concerto realizzato dal trio “I Bassifondi” ensemble fondato da Simone Vallerotonda, ha per obiettivo quello di riscoprire e proporre al pubblico questa musica in una versione da camera.

Il trio composto da chitarra/tiorba, percussioni e colascione, è la ricostruzione di un ensemble seicentesco.

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