GRAN SASSO: D’ALFONSO, “SU VINCOLI SIC E ZSC 10 ANNI DI CHIACCHIERE, E IMPRUDENTE NON DICE IL VERO”

23 Gennaio 2024 15:18

Regione - Politica

L’AQUILA – “Lo si sapeva dal 2005 che nell’area del Gran Sasso ma anche della Valle del Tirino, dove vivo e lavoro, andavano applicate, dopo quelle del Sic, le ancora più stringenti norme di difesa ambientale dello Zsc, entro il 2011. Ma non è stato fatto, tanto che nel 2015 l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione. Chi da allora ha governato l’Abruzzo, ha fatto finta di niente, o ha fatto solo chiacchiere e propaganda. Ma chi governa dovrebbe assumersi delle responsabilità e non rifugiarsi nella demologia”.

A sostenerlo nell’intervista ad Abruzzoweb è Alfonso D’Alfonso, coordinatore regionale di Demos e che sarà candidato nella lista dei Progressisti nella coalizione di centro-sinistra a sostegno del professore Luciano D’Amico.

La giunta regionale di Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, nella riunione del 28 dicembre ha approvato lo schema di decreto per la trasformazione del sito di interesse comunitario (Sic) del Gran Sasso in una Zsc,  ovvero in una Zona Speciale di Conservazione,  con vincoli ambientali ancora più stringenti e rigorosi rispetto ai Sic in 34mila ettari della montagna, ricomprendendo anche la stazione sciistica di Campo Imperatore.





Una decisione imposta dall’Europa, tenuto conto che l’Italia è sotto procedura di infrazione proprio per la mancata designazione di Zsc e la mancata adozione delle misure di conservazione previste dalla direttiva Habitat.  E infatti nella delibera si specifica che c’è la necessità “di chiudere nel più breve tempo possibile la procedura di infrazione 2163/2015 di mancata designazione delle Zsc”.

“Io sono un imprenditore agricolo e turistico nella valle del Tirino – spiega D’Alfonso – e questi vincoli interesseranno anche la mia attività e mi dispiace che c’è chi specula sulla questione, affermando cose che non rispondono al vero, evocando lo sparacchio dei Zsc o facendo promesse irrealizzabili. Sono anni che si discute della riperimetrazione del Sic e nulla è accaduto, si sono fatte solo chiacchiere per carpire il consenso”.

E infine l’affondo: “siamo arrivati al punto che l’assessore regionale e vice presidente della Regione Emanuele imprudente presenta l’approvazione dello Zsc come una sorta di grande opportunità, ma non è così. I vincoli del Sic che c’erano prima rimangono, e ora se ne aggiungeranno altri ancora più stringenti. E non è detto che i progetti approvati prima del 2004 di sviluppo del comprensorio sciistico del Gran Sasso, saranno esenti dal rispetto di questi vincoli. Imprudente continua a sbandierare una grande pioggia di finanziamenti pronti per realizzare impianti di risalta, e altro, come se non sapesse che ora tutto ciò non è compatibile con i nuovi vincoli”.





Infine ragiona D’Alfonso: “piuttosto bisognerebbe lavorare seriamente ad un nuovo modello di sviluppo della montagna che non si può più basare sulla neve e sugli sport invernali, visto che di neve ce ne sarà sempre di meno. Il 20% del territorio italiano è già sottoposto a Sic e Zsc, occorre conviverci e immaginare nuove traiettorie dello sviluppo sostenibile”.

L’INTERVISTA

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