IRA DEI SINDACI DI TERAMO E L'AQUILA: ''IMMOTIVATA LA DECISIONE DEL CONCESSIONARIO STRADA DEI PARCHI'', ''NOSTRA POPOLAZIONE NON PUO' ESSERE USATA COME SCUDO UMANO''

GRAN SASSO: ”TRAFORO NON CHIUDERA”’ OGGI SUMMIT AL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE

Autore dell'articolo: Filippo Tronca

14 Maggio 2019 12:32

L'AQUILA – ''La popolazione non può essere utilizzata come scudo umano, nel braccio di ferro tra Strada dei Parchi e Ministero delle Infrastrutture”, “la decisione di chiudere il traforo e immotivata, oltre che gravissima, il processo penale in corso attiene al pericolo di inquinamento, e alla gestione di questo rischio, non al transito dei veicoli”.

Questa la posizione oggi ribadita in conferenza stampa a palazzo dell'Emiciclo all'Aquila da Pierluigi Biondi, sindaco del capoluogo abruzzese, di Fratelli d'Italia, e da Gianguido D'Alberto, sindaco di centrosinistra di Teramo.

Uniti e compatti, dai due versanti del Gran Sasso, per ribadire un no forte e chiaro, all'ipotesi di chiusura del traforo minacciata da Strada dei Parchi, società della holding dell'abruzzese Carlo Toto, concessionaria delle autostrade A24 e A25.

Al fianco di Biondi e D'Alberto, c'erano i sindaci di  Alba Adriatica Antonietta Casciotti, il sindaco di Cortino, Gabriele Minosse, per il versante teramano, il sindaco di Barisciano Francesco Di Paolo, coordinatore dei sindaci del cratere 2009, per il versante aquilano. Altri sindaci erano presenti in sala. 

La conferenza stampa è stata convocata prima del consiglio regionale straordinario, dedicato proprio all'emergenza chiusura traforo, e in vista dell'incontro previsto alle 19 a Roma dove sindaci e parlamentari abruzzesi sono stati convocati dal capo di Gabinetto del ministero Infrastrutture e Trasporti.

Secondo quanto si è appreso, alle 18 gli stessi vertici del ministero incontreranno i rappresentanti di Strada dei Parchi, Ruzzo Reti Spa e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Ieri sera, dopo un vertice tra Mit e Sdp, si sono intravisti comunque spiragli per uscire da una surreale vicenda, innescata dall'inquinamento delle acque nell'area del Teramano e dall'inchiesta che ne è derivata che vede imputati i vertici di Strada dei Parchi, della Ruzzo Reti che gestisce l'acquedotto, e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare presente con i Laboratori del Gran Sasso. La chiusura sarebbe necessaria dunque per evitare, a detta di Sdp, “la reiterazione del reato”.

Posizione che non è ovviamente condivisa dai sindaci, che lanciano bordate alla concessionaria.






“Ieri ho notificato la diffida a Strada dei Parchi, – esordisce Biondi – anche se alla chiusura del traforo non crede più nessuno, e' comunque inaccettabile, gravissimo, che la popolazione venga utilizzata come scudo umano nei continui bracci di ferro tra Mit e Sdp”.

Biondi snocciola poi i numeri relativi ai devastanti effetti di un'eventuale chiusura.

“A frequentare l'Università dell'Aquila arrivano 2.200 iscritti da Teramo e da Ascoli, la mobilità attiva della Asl aquilana è dal 2014 superiore alle 10.000 unità, per prestazioni pari a 22 milioni di euro. L'università dell'Aquila ha una convenzione con Asl di Teramo per la formazione degli specializzandi. Per non parlare della mobilità giornaliera tra L'Aquila e Teramo lungo l'autostrada”.

E poi altre mazzate ai vertici di Sdp: “Hanno detto che anche in caso di  chiusura sarà assicurata la circolazione ad alcune condizioni, per garantire il funzionamento dei laboratori di fisica nucleare. Ma l'Infn ha chiarito che senza traffico continuo di veicoli, saranno costretti a chiudere. E ci sono esperimenti internazionali in corso” 

“È stato da irresponsabili anche solo paventare l'ipotesi della chiusura. Dovesse accadere ci sarà una denuncia per interruzione di pubblico servizio”, conclude Biondi.

Altrettanto duro il sindaco D'Alberto. “Non è sostenibile che il nostro territorio sia sotto ricatto, il danno di immagine si è già verificato. Al Ministero chiederemo questa sera di mettere la parola fine a questo teatrino”, esordisce il primo cittadino.

“La posizione di Sdp è insostenibile, inaccettabile, e soprattutto immotivata – incalza poi il sindaco di Teramo -: il processo penale attiene al pericolo di inquinamento, alla gestione del rischio, non al transito di veicoli nella galleria. Non è mai stato messo in discussione che debba essere il Ministero a finanziare la messa in sicurezza. Evidentemente ci sono altre ragioni, altre finalità da parte di Sdp nel minacciare la chiusura, e questo per noi è intollerabile”.

“L'obiettivo è arrivare alla definitiva messa in sicurezza – afferma poi D'Alberto -, i nostri rappresentanti al Parlamento devono battersi per ottenere finanziamenti. L' emendamento allo Sblocca cantieri a mio parere è debole: il commissario non è la soluzione, è uno strumento. La soluzione sono le risorse economiche, c'è già la delibera della precedente Giunta che ha individuato gli interventi, e quantificato i costi, e da questo lavoro già fatto si può partire”.

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