GRANDE PESCARA: MATRICCIANI, ‘COSTANTINI INTELLETTUALMENTE DISONESTO’

28 Ottobre 2019 13:30

PESCARA – “E' intellettualmente disonesto affermare, come fa Carlo Costantini in una recente intervista all'Ansa, che chi contrasta il suo progetto della Grande Pescara lo fa solo per 'salvezza del proprio tornaconto' e 'autoconservazione'”.

Lo afferma, in una nota, il presidente del Consiglio comunale di Spoltore, (Pescara), Lucio Matricciani, rispondendo a Costantini, attualmente consigliere comunale di Pescara, che ha messo in dubbio l'esistenza di vere identità legate alle città di Spoltore e Montesilvano.

“Le dichiarazioni di Costantini sono utili perché ci permettono di immaginare il nostro futuro se la fusione avverrà e alle sue condizioni. Noi sappiamo che 'spoltoresità' e 'montesilvanesità' non sono invenzioni estemporanee create per tutelare chissà quali privilegi della politica locale, ma fanno riferimento a una cultura concreta e tangibile: lo dimostrano le motivazioni con le quali nel 1947, mentre Spoltore tornava ad essere un comune indipendente da Pescara, si sottolineava come le due comunità non avessero caratteristiche omogenee tali consentire loro di convivere in una sola entità”.






C'è poi la questione risorse e finanziamenti: “Ci piacerebbe sapere – scrive Matricciani – in quale normativa sono previsti. Durante la campagna referendaria si è ripetuto allo sfinimento che con la fusione dei tre Comuni si potevano recuperare, in soli 10 anni, 150 milioni di euro da destinare a investimenti, occupazione o abbattimento delle tasse. La verità è che queste risorse erano previste in normative non più in vigore e quindi, senza la garanzia di un nuovo intervento legislativo dello Stato centrale, non arriveranno né a Pescara né a Montesilvano né a Spoltore. Se Costantini fosse intellettualmente onesto, ammetterebbe che, in mancanza di una legge dedicata esclusivamente a questa fusione, la volontà di chi ha votato sì al referendum verrebbe tradita in ogni caso”.

“Costantini parla di creazione di municipi che manterrebbero autonomia finanziaria e di pianificazione – prosegue Matricciani – Se i poteri restano ai municipi, a cosa serve la fusione? Solo a liberarsi di due consigli comunali? La verità è che bisogna ancora chiarire come sarà stabilita la composizione del futuro Consiglio di Pescara e nulla garantisce che si terrà conto delle comunità di origine con meccanismi per tutelare la presenza di consiglieri spoltoresi e montesilvanesi”. 

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