GRANDI RISCHI: DILEMMA BERTOLASO, NESSUNA NOTIFICA DA TESTE NE’ DA INDAGATO

1 Febbraio 2012 19:55

L’AQUILA – “Guido Bertolaso non ha ricevuto alcuna notifica né in ordine alla convocazione come testimone al processo Grandi rischi né all’iscrizione sul registro degli indagati per omicidio colposo”.

Le parole dell’avvocato Filippo Dinacci, legale dell’ex capo della Protezione civile nazionale, pronunciate oggi al termine dell’udienza, non fanno chiarezza sulla presenza del suo assistito nell’udienza del prossimo 8 febbraio del processo all’organo consultivo della presidenza del Consiglio, i cui sette componenti che si riunirono all’Aquila il 31 marzo 2009, a cinque giorni dal devastante sisma, sono alla sbarra per omicidio colposo e disastro colposo, con l’accusa di aver fornito false rassicurazioni alla popolazione che non avrebbe adottato le tradizionali precauzioni come quella di uscire di casa dopo una forte scossa.

Bertolaso era stato convocato come testimone per le ultime udienze dell’anno e per le prime del 2012, ma non ha potuto adempiere all’impegno perché impegnato all’estero.

Ma nel frattempo la sua condizione giudiziaria è cambiata perché l’ex capo dipartimento, che ha gestito in prima linea la fase dell’emergenza post terremoto, nei giorni scorsi è stato iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo nell’ambito di un nuovo filone.

Un’inchiesta satellite, innescata, proprio come la prima, dalla denuncia dell’avvocato aquilano Antonio Valentini, questa volta basata sulla telefonata tra lo stesso Bertolaso e l’allora assessore alla Protezione civile abruzzese Daniela Stati.





In quel colloquio del 30 marzo 2009, il giorno prima della riunione della Cgr, Bertolaso spiega alla Stati che è stata convocata perché sia “un’operazione mediatica” e per “zittire qualche imbecille”, e comunque “non perché siamo spaventati e preoccupati, ma perché vogliamo tranquillizzare la gente”.

Il nuovo filone potrebbe sfociare in un processo-bis, con Bertolaso imputato per reato connesso e alla sbarra al pari dei sette componenti della Grandi rischi.

Dinacci, che difende anche l’ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, uno degli imputati, ha sottolineato di non aver parlato con Bertolaso “se non nell’immediatezza della notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati”, annunciando che, pur essendo in pensione, “facendo molto volontariato” l’ex sottosegretario “è spesso molto lontano dall’Italia’.

L’aspetto da chiarire non è solo la presenza il prossimo 8 febbraio: da verificare anche lo status dell’ex capo dipartimento che, da testimone, dovrebbe assumere lo status di indagato e quindi presentarsi con l’avvocato.

Da quanto si è appreso, questo potrebbe accadere in due modi: o con la notifica dell’avviso di garanzia insieme a quella della convocazione, oppure con la comunicazione all’interessato dell’iscrizione sul registro direttamente da parte del giudice, Marco Billi, all’inizio dell’udienza.

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