GRANDI RISCHI: LEONE, ”NESSUNO ESCLUSE UNA FORTE SCOSSA”, CHIESTO CONFRONTO CON STATI

12 Gennaio 2012 13:08

L’AQUILA – Come quella nell’udienza scorsa del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, anche la testimonianza del dirigente regionale della Protezione civile, Altero Leone, è parsa andare a sfavore delle tesi dell’accusa nel processo alla commissione Grandi rischi.

Nel suo racconto, preciso in alcuni punti e più confuso in altri, Leone non ha dato credito all’idea di un clima di rassicurazioni. “Si parlò dello sciame e nessuno di loro escluse la possibilità di una forte scossa”, ha detto infatti, riferendosi ai sette componenti dell’organo consultivo della presidenza del Consiglio.

Successivamente il dirigente ha aggiunto che “ero un po’ preoccupato prima e un po’ preoccupato pure dopo”, tanto che “volevo programmare, ma il tempo non c’è stato, alcuni interventi sulle scuole”.





Leone ha anche negato che nella riunione del 31 marzo 2009 si sia parlato dei rapporti di Abruzzo Engineering e di quello dell’allora presidente Ingv, Franco Barberi (oggi imputato), due studi sulla vulnerabilità degli edifici pubblici e sul rischio sismico.

Al termine della deposizione l’accusa ha chiesto il confronto tra i testimoni Daniela Stati, ex assessore regionale alla Protezione civile, e lo stesso Leone, motivandola con una serie di “contraddizioni”, come ribadito anche dagli avvocati difensori, che le hanno definite “evidentissime”.

Le difese hanno ravvisato contrasti di testimonianze anche rispetto a quella del primo cittadino Cialente. Il giudice Marco Billi si è riservato di decidere anche se il suo parere dovrebbe essere positivo.

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