GRASSO LOCALIZZATO: A L’AQUILA C’E’ IL LIPOLASER, LA TECNICA INNOVATIVA DEL DOTTOR MASTROMARINO

di Mariangela Speranza

19 Gennaio 2015 08:32

L’AQUILA – Pancetta, maniglie dell’amore, culotte de cheval. Questi e tanti altri gli inestetismi causati dal problema del grasso localizzato che, in inverno come nei mesi estivi, assilla un po’ tutti, dai più magri alle persone un po’ più “in carne”.

E a nulla, a volte, valgono lo sport, le creme e la corretta alimentazione: nonostante i digiuni, il sudore e l’impegno più assiduo, gli odiati cuscinetti rimangono lì, a ricordarci che non tutti siamo perfetti o in grado di sfoggiare fisici mozzafiato alla Kate Moss

Per questo, sempre più spesso, sono in molti quelli che decidono di dare letteralmente “un taglio” al problema e di ricorrere ad interventi molto invasivi e complessi come la liposuzione o la liposcultura, ignorando però che, ad oggi, esistono rimedi più veloci e meno dolorosi che, al pari delle più famose operazioni chirurgiche, riescono benissimo a eliminare i numerosi difetti legati al grasso localizzato.

Primo tra questi la cosiddetta laserlipolisi, una tecnica innovativa e all’avanguardia che, nata circa 7 anni fa per mano del chirurgo Pablo Rubens Paolucci, promette risultati sorprendenti senza per forza dover ricorrere ai ferri.

“Si tratta – dichiara ad AbruzzoWeb il chirurgo Alessandro Mastromarino – di un metodo laser che, più che alla liposuzione, si contrappone alla liposcultura per la rimozione dell’adipe localizzata su addome, fianchi, schiena e tutte le altre parti del corpo”.

Medico pugliese ma ormai aquilano di adozione, con un passato da dirigente medico di primo livello presso l'ospedale ‘San Salvatore’, Mastromarino lavora attualmente presso il Medical Servizi dell’Aquila ed è uno dei pochi italiani davvero in grado di utilizzare questa tecnica.

Il motivo risiede nel fatto che, come afferma lo stesso specialista “la laser lipolisi è poco conosciuta anche e soprattutto perché è nata solo da qualche anno”.

“Personalmente – racconta – ho avuto la fortuna di lavorare a Cordoba, gomito a gomito con Paolucci e, quindi, di imparare ad utilizzarlo direttamente da lui”.

Nonostante sia un metodo ancora poco conosciuto, il lipolaser promette però diversi vantaggi rispetto alla stessa liposcultura.

Se per quest’ultima si intende infatti un vero e proprio intervento chirurgico attraverso cui, grazie all’utilizzo di anestesia totale e di cannule aspiratrici, si sottopone il paziente all’asportazione di tessuto adiposo sottocutaneo direttamente in sala operatoria, la tecnica di Paolucci può essere tranquillamente effettuata in regime ambulatoriale e in anestesia locale.




“Un rimedio davvero poco invasivo – prosegue Mastromarino – che non comporta alcun rischio effettivo per il paziente in quanto prevede semplicemente la rimozione del cuscinetto da eliminare prima sciogliendolo e, poi, rimuovendolo solo ed esclusivamente attraverso micro-incisioni di appena due millimetri”.

Inferiore quindi anche il rischio di complicanze visto che, grazie al laser e alla sua conseguente azione di emostasi, il pericolo di formazione di ematomi, sanguinamenti o altre problematiche legate alla perdita di sangue è pressochè nullo.

“Un altro vantaggio molto importante – aggiunge il chirurgo aquilano, che opera nel centro medico polispecialistico Medical Servizi del capoluogo – è quello dell’effetto lifting sulla pelle, tanto che spesso viene utilizzato anche sul viso. Grazie all’utilizzo del laser infatti, una volta eliminato il cuscinetto adiposo, la pelle che lo ricopre non si ‘appende’ come invece avviene per la classica liposcultura, ma si ritira senza costringere per forza il paziente a doversi sottoporre ad ulteriori trattamenti medicali”.

Poche, quindi, le accortezze post-operatorie da parte del soggetto che vuole sottoporsi a questo trattamento, in quanto sarà solo obbligato ad utilizzare una guaina contenitiva per 20 giorni e a prestare un minimo di attenzione all’esposizione ai raggi solari.

“Stiamo comunque parlando di una tecnica laser che, seppur non chirurgica, va ad attuare un’azione cicatrizzante, e quindi un effetto infiammatorio, su tutta la zona trattata – chiarisce Mastromarino – Il contatto diretto con il sole potrebbe quindi comportare alcune problematiche, legate soprattutto al pericolo di alterazione cromatica della pelle e, quindi, alla formazione di macchie”. 

Fatta però eccezione per questi piccoli accorgimenti, quella del lipolaser rimane il metodo più sicuro e meno doloroso per far fronte al problema del grasso localizzato. Ma si può utilizzare su tutti i pazienti?

Secondo lo stesso Mastromarino “non comporta rischi per nessuno, anche perché lo stesso anestetico utilizzato prima del trattamento è composto soprattutto da acqua fisiologica, che serve ad isolare la zona che si va a trattare, ed una bassa percentuale di anestetico vero e proprio”.

L’unico limite risiederebbe nel fatto che può farne uso solo chi è affetto da problematiche di lieve entità e non da chi, invece, è più propriamente in sovrappeso.

“La lipolaser sostituisce la liposcultura ma non la liposuzione vera e propria – chiarisce in questo senso lo specialista – Quest’ultima utilizza cannule molto più grandi ed è quindi, di fatto, un intervento molto più invasivo e complesso anche della stessa liposcultura. Necessita inoltre di un regime di ricovero, di una sala operatoria e di tutta una serie di altri accorgimenti nemmeno contemplati dalla tecnica da me utilizzata“.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore: