GREEN PASS: A TRIESTE TENSIONE ANCORA ALTA, MANIFESTAZIONI IN TUTTA ITALIA

18 Ottobre 2021 19:52

Italia: Cronaca

TRIESTE – Ancora disordini nel pomeriggio in un’area non distante dal varco 4 del porto di Trieste tra un gruppo di manifestanti e le forze dell’ordine, dopo che i primi hanno tentato di riprendere la posizione sgomberata in mattinata.

Sono stati azionati idranti e lacrimogeni. Contro il blocco della polizia in via del Lloyd sono stati lanciati fumogeni e bottiglie di vetro. Inoltre sono state bloccate via Locchi, via Tonello e viale Campi Elisi con cassonetti delle immondizie.

La Polizia – secondo quanto riportano i giornali locali – avrebbe arrestato un manifestante. Al momento qualche decina di persone, arroccate in via Tonello, continuano a insultare e a lanciare bottiglie alla Polizia, che presidia il sottostante viale Campi Elisi. La Polizia sta arretrando verso il varco IV del Molo VII. Nel frattempo il varco IV è rimasto bloccato. Decine di camion che sarebbero dovuti entrare nel porto sono rimasti bloccati in via Locchi, non lontano dallo scalo marittimo.

Intanto a Milano un sit-in  indetto per esprimere “solidarietà alla resistenza di Trieste” si è trasformato in un corteo di circa 300 persone partito da piazza Fontana in direzione della prefettura dove la sigla “Io non chiudo” ha indetto un flashmob di protesta al Green pass. La situazione è monitorata dalla Digos e la testa della protesta è preceduta da una squadra del Reparto mobile della questura. Si stanno già verificando i primi disagi alla circolazione con un tratto della cerchia dei Navigli chiuso al traffico.

Anche a Firenze, come in altre città italiane, nel pomeriggio manifestazione dei No Green pass in solidarietà con i portuali di Trieste. La protesta ha portato in piazza della Signoria una sessantina di persone. I partecipanti hanno gridato più volte “Libertà, Libertà”, l’ormai consueto slogan relativo a queste proteste, mentre a Palazzo Vecchio è tuttora in corso il Consiglio comunale.

LA GIORNATA

Alle 7 del mattino al varco 4 di Trieste arriva il leader (dimissionario) della protesta, Stefano Puzzer.

Assieme agli altri lavoratori portuali libera la postazione, vicino ai tornelli, da cui da venerdì scorso sono stati scanditi i tempi e i modi della protesta “No Green Pass” obbligatorio sul posto di lavoro. Poco dopo, dal porto escono i blindati della Polizia. I manifestanti li aspettano seduti a terra, perché – cantano in coro – “la gente come noi non molla mai”.

Puzzer è seduto abbracciato “ai fratelli” portuali. Davanti a lui e ai manifestanti – donne e uomini di ogni età – c’è la polizia in tenuta antisommossa che chiede lo sgombero dell’area antistante il porto.

La resistenza contro il Green pass continua, vengono azionati gli idranti una prima volta. Durante la mattinata avverrà numerose altre volte. Ci sono momenti di tensione tra forze dell’ordine e manifestanti. A passo lento la Polizia, dopo aver aggirato il primo blocco di portuali, guadagna terreno. Infine vengono sparati lacrimogeni.

È quasi ora di pranzo. C’è un fuggi fuggi generale, panico, dolore agli occhi. La polizia segue la folla che si allontana verso la strada principale, poi si ferma incerta. Finché in testa al corteo non arriva il leader, Puzzer. Si va verso piazza Unità: “vediamo se hanno il coraggio di caricarci anche là”, dice il portuale.

Il corteo, pacifico, percorre le strade della città per poi tornare di nuovo in piazza. Si chiede di stare seduti e tranquilli, perché non si ripetano le cariche. Il bilancio dei disordini del mattino al Porto, secondo la Questura, è di cinque persone denunciate, tre poliziotti feriti non in modo grave.

Nel pomeriggio la protesta continua. Volano insulti contro i giornalisti “venduti”, “vergogna”, poi alcune telecamere vengono allontanate dalla piazza.

Puzzer continua nel suo ruolo di mediatore. Sale in Prefettura, chiede un incontro con il Governo nell’arco di due-tre giorni. Ma al porto continuano le cariche delle forze dell’ordine. “Noi qui siamo oltre 5 mila – dice Puzzer – al porto 150 persone. Non li abbandoniamo, li faremo venire in piazza”.

I contestatari hanno chiesto un incontro con il Governo ed è quello l’obiettivo che si vuole raggiungere continuando a presidiare la piazza. Per la Questura sono circa 3000 i presenti. In zona Campi Elisi, vicino al porto per tutto il pomeriggio è guerriglia, cassonetti trascinati in strada, lancio di oggetti e ancora cariche. Sempre nel pomeriggio un boato si avverte proprio in
quella zona, qualcuno pensa a un fumogeno, altri addirittura a una bomba carta, fumo bianco sale dalla strada.

Mentre in centro si festeggia l’elezione del sindaco, Roberto Dipiazza, in vari punti della città risuonano echi di sirene.

Lontano dal frastuono, però, la situazione fa riflettere. La manifestazione dei portuali contro l’obbligatorietà del Green pass sul posto di lavoro ha sancito per Trieste il titolo di capitale della protesta no Green pass.

È soltanto una ufficializzazione: nelle ultime settimane aveva già preso corpo in città un tenace schieramento di protesta – che a Trieste in particolare, trova terreno fertile anche in mai sopite spinte indipendentiste – e che ha esibito la sua forza in varie manifestazioni fino all’ultima protesta con 15mila persone.

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