GREEN PASS, CONFSAL L’AQUILA: “STRUMENTO IN CONTRASTO CON PRINCIPI COSTITUZIONALI”

14 Ottobre 2021 22:33

L'Aquila: Lavoro

L’AQUILA – “Oltre a difettare  dei requisiti di necessità ed urgenza, addirittura con una previsione differita, lede i diritti del singolo e della collettività,  ponendosi in contrasto con principi costituzionali fondanti  l’impianto normativo nazionale, letto anche alla luce delle norme sovranazionali recepite”.

Lo scrive in una nota Roberto Montagnani, segretario Confsal Comunicazioni della provincia dell’Aquila, alla vigilia dell’obbligo green pass sui posti di lavoro, “nella consapevolezza  che una legge comunque va rispettata”, precisa.

“Un sistema democratico che si fondi sui principi della Costituzione -osserva -, non può non espellere come corpo estraneo un provvedimento che, nei fatti, si pone in antitesi con i principi fondamentali richiamati e che ha lo scopo dichiarato di obbligare i cittadini e nello specifico i  lavoratori a sottoporsi ad un trattamento sanitario, pena un danno economico o la perdita dello stipendio o del lavoro”.

Il tutto “in palese violazione anche del regolamento europeo  953/2021, il quale, pone l’obbligo di non discriminare,  direttamente e indirettamente, chiunque abbia scelto di  non vaccinarsi. Il decreto legge, in spregio di tale  regolamento e ai dettami costituzionali, da un lato  introduce un surrettizio obbligo vaccinale senza che una  legge lo disponga, dall’altro individua due categorie di  cittadini evidentemente con trattamenti disuguali. Esso incide sull’economia dei singoli e delle famiglie creando un  doppio binario in termini di libertà della scelta terapeutica”.

“Potranno continuare a scegliere di non vaccinarsi solo  coloro i quali potranno permetterselo perché in condizione  economica vantaggiosa. Il concetto di libertà non può  essere declinato in termini economici, la libertà è o non è.  Non si compra con una reviviscenza di antichi istituti  romanistici nei quali lo schiavo poteva acquistare la propria  emancipazione. Aggrava i timori la circostanza che il  decreto legge pone in capo ai datori di lavoro, poteri  enormi di controllo e ricatto non previsti da alcuna fonte  normativa e contratti di lavoro”.

“Ci aspettiamo che il  governo, al fine di evitare l’inasprimento delle divisioni  sociali, legiferi con l’obiettivo di sanare le forti contraddizioni  che il richiamato decreto legge presenta”, conclude.

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