GREEN PASS E OBBLIGO VACCINALE: “NO” DEL GIURISTA CARRARO, “PERCHE’ GOVERNO E’ CONTRO ALTRE CURE?”

18 Luglio 2021 07:42

Italia - Cronaca, Politica, Sanità

L’AQUILA – “Il governo non ha ancora il coraggio di imporre l’obbligo vaccinale a tutti in maniera diretta. Se è così convinto della bontà di quello che a tutti gli effetti resta un farmaco in fase sperimentale, lo dica chiaramente e la smetta con le campagne mediatiche di demonizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi e di esaltazione di chi si vaccina. Tanto, si è visto cosa ha fatto con le terapie non vaccinali: le ha censurate, bypassate, sacrificate, cancellate, occultate, ma se si fosse fatto il lavoro che un’amministrazione sanitaria pubblica dovrebbe fare, cioè implementare e non negare le terapie, il vaccino non sarebbe mai rimasto l’unico strumento da imporre”.

Lo afferma Francesco Carraro, avvocato, giurista e giornalista, autore, tra l’altro, del fortunato libro, ristampato nel 2020, Salute S.p.A. Gli affari dei nuovi mercanti sulla pelle dei cittadini, scritto insieme a Massimo Quezel, presentato nel 2018 anche all’Aquila in un importante convegno organizzato da AbruzzoWeb.it sul tema delle enormi difficoltà in cui versava da decenni la sanità pubblica che poi è stata letteralmente investita dalla emergenza Covid-19.

“L’ultima moda adesso è quella ‘francese’, cioè la linea macroniana di discriminare i non vaccinati. Un corto circuito logico, giuridico, filosofico e morale pazzesco, in un mondo che si picca di essere ostile a ogni forma di discriminazione. Questi scappati di casa vorrebbero una società fatta di cittadini di serie A e di serie B come neanche nel Sudafrica dell’apartheid. Sono degli analfabeti non funzionali, ma costituzionali. E il problema più grave è che la loro mamma e sempre incinta, come si diceva un tempo dei cretini”, dice Carraro sulla possibilità di “copiare” il “modello Macron” dopo che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha recentemente dichiarato – per scongiurare, questa la motivazione, una quarta ondata Covid legata alla Variante Delta – di voler imporre l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari e il pass sanitario per qualsiasi attività sociale e non, dai trasporti al ristorante. Dichiarazioni che hanno scatenato polemiche e proteste, ma pure una clamorosa “corsa” al vaccino in Francia e dato una ulteriore spinta al “carrozzone” mainstream impegnato h24 a fare da megafono al pensiero unico sul Covid-19.

“Siamo nel delirio più totale, siamo di fronte a un tentativo di introdurre surrettiziamente l’obbligo vaccinale – tuona poi l’esperto – un obbligo che fino ad oggi il governo non ha avuto il coraggio di imporre per via normativa, è del tutto evidente. Se sono così convinti della bontà di quello che a tutti gli effetti resta un farmaco in fase sperimentale, lo dicano chiaramente e la smettano con le campagne mediatiche di demonizzazione di chi sceglie di non vaccinarsi e di esaltazione di chi si vaccina. Introducano un obbligo di legge e delle sanzioni. E il circo mediatico mainstream la pianti di fare quella che secondo me è a tutti gli effetti una propaganda in puro stile Goebbels, con tecniche come l’orchestrazione e l’infodemia, ossia l’overdose di informazioni, siano esse buone o cattive, vere o false, che generano uno stato di spaesamento e di disorientamento interiore per cui le persone hanno il bisogno quasi fisico più che psicologico di aggrapparsi a una qualsivoglia verità, o a un qualsivoglia consiglio, che poi alla fine è quello che appare più ‘rispettabile’ in base al principio di autorità”.

“Qui ha buon gioco la strategia che stanno portando avanti – continua l’avvocato Carraro – in tutto questo bailamme incredibile, in questo caos informativo, in questa infodemia, governo, virologi e media ti forniscono l’àncora di salvezza, che è, appunto, il vaccino. Quindi molta gente ci sta cascando, ma per fortuna uno degli effetti collaterali, non voluti, di una simile strategia, è far svegliare tante persone. Che poi sono quelle che rispondono ‘Sei tu a dovermi spiegare perché ti sei vaccinato’ a chi gli chiede ‘Perché non ti sei vaccinato?’. E ciò in base a una logica elementare, direi aristotelica, di buon senso, oltre che di razionalità scientifica”.

“Ormai – dice ancora Carraro – lo hanno capito anche i bambini che siamo di fronte a un virus che, a meno che uno non abbia più di ottant’anni e diverse patologie, ha un tasso di letalità, per chi ha meno di una certa età, pari a quello dell’influenza. Non solo: è un virus per il quale le cure esistono, sono conosciute ed efficaci”. “Gli operatori sanitari, le persone che hanno avuto il Covid, dicono che chi non si vaccina non sa cosa significhi intubare le persone infette e vederle morire da sole, senza i loro cari a dargli un ultimo saluto? Tipico esempio di ragionamento fallace. È una apparentemente valida, ma a ben vedere sbagliata: si oppone a un ragionamento logico, fondato sui dati di fatto e sulle statistiche ufficiali non smentibili, un ragionamento illogico, non razionale e che ignora, se la mettiamo su questa ‘linea’, chi muore ogni giorno di cancro in una sanità pubblica ridotta all’osso, chi si suicida perché non riesce a sopportare il lockdown o perché ha perso il lavoro”.

“Io, se fossi anziano – ammette poi il giurista – dunque appartenente a una categoria assolutamente poco tutelata persino con il Covid già esploso, e in certe condizioni di salute, molto probabilmente mi vaccinerei, accettando un farmaco sperimentale, perché sarei davvero a rischio e il bilanciamento costi-benefici apparirebbe chiaro e logico, ma è del tutto ovvio che l’idea ossessiva di una vaccinazione universale non sta in piedi né come ‘suggerimento’, né, men che meno, come impostazione. Ed è uno dei motivi per cui chi ‘spinge’ per una vaccinazione universale inevitabilmente cade nella fallacia di cui sopra”.

“Ecco perché – prosegue nella sua analisi l’autore di Salute S.p.A. Gli affari dei nuovi mercanti sulla pelle dei cittadini – hanno bisogno di una pubblicità a tambur battente ogni giorno, arrivando a pensare di mettere in didattica a distanza gli studenti che non si vaccinano, facendo strame di un principio costituzionale come il diritto allo studio per una categoria, quella dei giovani e giovanissimi, che sostanzialmente non viene toccata dal virus. In un momento storico, tra l’altro, in cui, secondo la vulgata ufficiale, davvero rischiano di brutto, ossia gli anziani, sono già tutelati dal vaccino. Il diritto, vero, allo studio, non ha nulla a che fare con la dad, che è un surrogato del diritto costituzionale, una misura sproporzionatamente assurda sia rispetto alla situazione attuale che a quella precedente. Lo dimostra il fatto che durante la seconda ondata e in assenza di vaccino, gli studenti delle scuole medie inferiori sono andati a scuola in presenza”.

“Senza contare che si sta imponendo una vaccinazione obbligatoria. Hanno dovuto dolosamente censurare, bypassare, sacrificare, cancellare, occultare le terapie che c’erano già. Se si fosse fatto il lavoro che un’amministrazione sanitaria pubblica dovrebbe fare, cioè implementare e non negare le terapie, il vaccino non sarebbe  mai rimasto l’unico strumento da imporre – spiega ancora Carraro – Ti dicono che ti stanno fornendo uno strumento in grado di abbattere le ospedalizzazioni, dando così modo alle strutture sanitarie di non essere intasate dai malati di Covid per poter curare le altre malattie? Sapevano che esistevano già le terapie e le medicine per questa malattia, ma per un anno non solo non le hanno usate né sperimentate, ma le hanno negate quando addirittura non si sono impegnati per mettere i bastoni tra le ruote a chi voleva usarle, arrivando così all’unico strumento possibile nella loro strategia: il vaccino. E innescando così l’ennesimo business a buon pro dei soliti noti di Big Pharma. Senza un gran numero di morti e in presenza di una terapia pubblicizzata e incoraggiata, la campagna vaccinale non sarebbe rimasta in piedi neppure per un secondo”.

“È in corso una ‘guerra’ tra chi ha titoli universitari e chi non ne ha? Beh, certi ‘studiati’ sono stati indottrinati con un sistema fatto solo di fonti ufficiali, ma avere titoli senza giudizio critico, capacità di analisi e coraggio di andare oltre le apparenze serve solo a fare carriera. A questo proposito, vorrei che si ponesse come centrale il tema del conflitto di interessi. Per una questione di decenza minima, bisogna pretendere dai virologi – che hanno spesso fatto delle figure di palta dicendo una cosa e poi un’altra, finendo per diventare ricchi quanto fatui influencer come una Chiara Ferragni qualsiasi, gente che si permette di parlare di obblighi senza essere giuristi ma che vuole zittire tutti gli altri ‘perché non scienziati’ – e in generale da qualsiasi scienziato in prima linea nell’imporre diktat giuridici e linee politiche improntate al chiusurismo e all’obbligo vaccinale, di dire pubblicamente se ha o meno dei rapporti, e di che tipo, con le grandi corporation del farmaco. Liberissimi di dire ciò che sanno e che pensano, ma a condizione che si sappia se sono condizionati o meno dai loro rapporti con le case farmaceutiche”.

“Arrivare all’obbligo vaccinale è giuridicamente possibile? Francamente, no – risponde a una domanda fondamentale il giurista – Fosse possibile, ci avrebbero già pensato. In nessuno Stato del mondo, o quasi, ciò è avvenuto, a parte l’Italia per quanto riguarda il personale sanitario, cosa che, mi riferisco proprio all’obbligo per i sanitari, non mi fa stare tranquillo. Nel momento in cui, però, dovessero imporlo a tutti, si prenderebbero delle responsabilità enormi. A quel punto, si creerebbe il paradosso per cui io, se dovessi essere obbligato a vaccinarmi, mi presenterei, mi farei dare il consenso informato ma non lo firmerei. Rimarrei lì, senza firmarlo, poiché c’è di mezzo un obbligo, non una scelta. A quel punto, direi agli infermieri: procedete pure e verbalizzate che la liberatoria, cioè il consenso informato, non l’ho firmato. Il problema è che loro sanno che senza consenso non possono muoversi e sanno che è un farmaco sperimentale, sono consapevoli dei rischi a cui si va incontro, così come sono consapevoli che dovranno farsi carico degli indennizzi per qualsiasi reazione avversa. Il personale sanitario, in ogni caso, può fare ricorso, sollevando l’eccezione di incostituzionalità nel processo per ricorrere contro un demansionamento o addirittura il licenziamento. Certo, se la Corte Costituzionale non fa giustizia…”.

“Se avessero speso tutti questi soldi negli anni passati per potenziare la sanità pubblica, invece di smantellare quest’ultima? Con me si sfonda una porta aperta. Dal 2011, 37 miliardi mancano all’appello. Senza quei tagli lineari, non saremmo arrivati a questo punto. Chi oggi si riempie la bocca parlando di salute come prima cosa che conta, nei fatti, nella storia, ha dimostrato di aver sempre fatto il contrario, soprattutto dalle parti del centrosinistra. Ma sarebbe stato sufficiente assumere personale e investire sulle terapie anche domiciliari, a costi ridottissimi rispetto ai miliardi che stiamo sborsando per i vaccini, per non vivere una crisi di questo tipo. La verità è che si sta andando sempre più speditamente verso la sanità privata. I vaccini non sono gratis. Chi li produce vuole una barca di soldi”, conclude Carraro. (red.)

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