GREEN PASS: IN ABRUZZO E’ GIA’ BOOM DI VACCINAZIONI. MARSILIO CRITICO, “STRUMENTO DI COSTRIZIONE”

23 Luglio 2021 14:53

Regione: Abruzzo

PESCARA  – “Il green pass da strumento di apertura e liberazione sta cominciando ad essere uno strumento di costrizione e limitazione”.

Lo ha detto a Pescara il presidente della Regione Marco Marsilio a margine della visita della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati presso il Centro Vaccinale di via Torino.

Intanto è boom di prenotazioni per il vaccino contro il Covid-19, in Abruzzo, dopo l’annuncio del premier Mario Draghi relativo all’estensione del Green pass.

Ieri ci sono state 800 prenotazioni in più rispetto al giorno precedente e rispetto alla media quotidiana dell’ultimo periodo, mentre stamani, alle 10.30, le richieste erano 1.611, dato di poco inferiore al totale che, negli ultimi giorni, si registrava nelle 24 ore.

L’auspicio della task force regionale è che le misure adottate dal Governo spingano gli abruzzesi che non lo hanno ancora fatto a prenotare la vaccinazione. Circa 400mila, in Abruzzo, le persone che non hanno ancora ricevuto la prima dose (il dato comprende anche coloro che hanno prenotato e sono in attesa della somministrazione).

Al momento ha ricevuto almeno una dose l’80,22% degli over 80, l’83,47% della fascia 70-79 anni, il 78,22% di quella 60-69 anni, il 69,18% della fascia 50-59 anni, il 61,91% di quella 40-49 anni, il 53,4% di quella 30-39 anni, il 59,41% della fascia 20-29 anni e il 33,57% di quella 12-19 anni. Si lavora, in particolare, per sensibilizzare gli over 50, fascia a rischio di ospedalizzazione in caso di Covid-19.

“Dubito – ha detto Marsilio – che in ristoranti, palestre e piscine i gestori siano attrezzati per distinguere da uno schermo con un qr code autentico ad un altro. Diventano degli oneri organizzativi, gestionali e di responsabilità anche nella sanzione: chi è che si mette a sanzionare? E’ un modo un po’ propagandistico di affrontare le questioni dando questo segnale di falsa sicurezza, ma poi la gestione di queste decisioni ricasca sulle spalle degli altri. Le Regioni hanno provato a spiegarlo al Governo chiedendo di usarlo per aprire discoteche, andare allo stadio o ai concerti e nei luoghi di grande assembramento cercando di garantire maggiore sicurezza, ma si è scelta una strada diversa e io non credo sia corretta”.

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