GREEN PASS: GIA’MILLE LAVORATORI FUORI PORTO TRIESTE, A TORINO OPERAI PRESIDIANO LE FABBRICHE

15 Ottobre 2021 08:43

Italia: Lavoro

TIRESTE – Sono già circa un migliaio le persone raggruppate davanti al Varco 4 del Porto di Trieste, luogo di ritrovo della manifestazione annunciata dal Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste. Non si tratta solo di portuali, molti riconoscibili dai giubbotti gialli, ma anche di tanti che non operano nello scalo. L’accesso fino a questo momento è stato consentito ma i camion che arrivano, magari da oltre confine, si scoraggiano per la folla e tornano indietro. Sono tante comunque le persone che stanno arrivando dalle 7.00 in poi.

“Di fatto il porto oggi non sta funzionando”, dice Stefano Puzzer, il leader del sindacato autonomo che ha organizzato la manifestazione no green pass al porto di Trieste, che precisa: “Non c’è nessun blocco, chi vuole lavorare lo fa” .

“Sono entrate pochissime persone, della mia azienda solo due persone”, spiega Michele Bussoni, un altro dei portuali. “Che il porto non funzioni si capisce dalle gru ferme e dal fatto che alcune navi sono state spostate in altri porti”.

Uomini e donne giunti da Milano, da Padova, da Varese, che lavorano nel settore della sanità, nel comparto pubblico, e poi vaccinati e no vax: è l’eterogenea folla che sta manifestando davanti ai cancelli del Varco 4 del Molo VII di Trieste.

Qualcuno ha intonato cori e, dispersi nella folla, a tratti si sono persino uditi suonare dei corni. Lo sciopero è iniziato a mezzanotte ma qualcuno ha cominciato ad arrivare soltanto intorno alle 6, poi dalle 8 in poi la folla è aumentata a vista d’occhio. Con essa anche le forze dell’ordine, giunte con autoblindo. I manifestanti intenderebbero inviare una delegazione anche davanti in un’altra area, quella antistante il Varco 1, in riva Traiana.

Un presidio di lavoratori sta bloccando le operazioni portuali al varco Etiopia, nel porto di Genova. Al momento l’operatività dello scalo è nulla. Al terminal nessun particolare problema. All’esterno della palazzina che ospita gli uffici permane il presidio dei lavoratori senza green pass mentre una cinquantina di camalli, che stamani stazionavano davanti ai cancelli, sono entrati.

La rappresentanza sindacale interna dello stabilimento di Susegana (Treviso) di Electrolux ha risposto con uno sciopero stamane all’avvio dell’obbligatorietà del green pass per i lavoratori. La quota dei non vaccinati tra i 1.100 dipendenti diretti nell’impianto, è del 20%. L’adesione allo sciopero, nel primo turno, iniziato alle 5, riferisce la stessa Rsu, è stata tale da consentire
l’attivazione di una sola linea di produzione sulle 4 totali. Fra i partecipanti alla protesta vi sarebbe una parte consistente dei 250 dipendenti con contratto a termine.

Per Francesco, operaio della Fiat Avio di Rivalta Torinese, stamattina all’alba, insieme a un centinaio di persone, si è ritrovato dinanzi alla porta 10 dello stabilimento aerospaziale: “Solo in questo Paese bisogna pagare per lavorare, sono qui da trentadue anni e stamattina non posso entrare perché non sono vaccinato, ci stanno privando della libertà”.

Accanto a lui Roberto, impiegato in un’azienda alimentare del territorio, che si è unito alla protesta: “Ho tre figli e ho bisogno di lavorare, ma non cederò al vaccino o al tampone, veri e propri ricatti”. Contrario al tampone anche Enrico “mettano quelli salivari, non voglio rovinarmi il naso. Oggi non possiamo entrare perché siamo senza green pass. L’azienda ha segnalato la nostra assenza, il posto non lo rischiamo ma non siamo pagati”.

Altri presidi – fanno sapere i sindacati – sono stati annunciati alla Pirelli di Settimo Torinese e alla Iveco di via Puglia.

Lunghe file si sono formate questa mattina davanti agli ingressi del Palazzo di Giustizia di Torino nella giornata inaugurale del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro. A comporre la coda è il personale dipendente e di cancelleria, in attesa di superare i controlli.

Per entrare, il personale deve esibire il certificato verde e compilare una autocertificazione. È previsto anche il rilevamento della temperatura. All’ingresso posteriore, da dove è possibile servirsi del parcheggio sotterraneo, la coda è formata da auto. Per gli avvocati non è previsto il Green pass.

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