GREEN PASS, SOSPESA MAESTRA DI SULMONA. L’APPELLO A MARSILIO: “RENDERE GRATUITO IL CERTIFICATO”

8 Ottobre 2021 12:13

L'Aquila: Scuola e Università

SULMONA – Sospesa dall’insegnamento, con privazione dello stipendio, per non aver presentato il green pass per cinque giorni.

Alba Silvani, 62 anni, insegnante di Sulmona insieme allo sciopero della fame, aveva iniziato la sua protesta nei giorni scorsi contro l’estensione del certificato verde come misura di contenimento contro il covid, prima davanti alla scuola di Collarmele e poi all’Ufficio scolastico provinciale dell’Aquila. Il provvedimento è stato adottato dalla dirigente della scuola dell’Infanzia “Fontamara” di Pescina da cui dipende il plesso di  Collarmele.

Silvani, in una nota, ribadisce: “Come ho precisato dall’inizio della mia protesta, non ritengo sbagliato il green pass in quanto tale ma penso che sia ingiusto che per poter lavorare si debba pagare” e, a tal proposito, allega anche la lettera, inviata al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nella quale chiede di “destinare appositi fondi del bilancio regionale per rendere gratuito il certificato verde”.

“Il governo – dice Silvani – ha concepito l’obbligo del green pass a pagamento come una vera e propria punizione per chi non intende vaccinarsi. Lo ha detto chiaramente il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta quando ha dichiarato che il green pass ‘è geniale perché aumenta il costo  psichico ed economico’ per chi decide di non vaccinarsi. Che governo democratico è quel governo che ricatta i cittadini? È mai  possibile che in un Paese che pone il lavoro alla base della propria Costituzione si costringano i lavoratori a pagare una vera e propria tassa per poter esercitare questo diritto? Se il green pass è una misura di controllo sanitario, e quindi di monitoraggio  della diffusione del virus, così come dovrebbe essere, allora dovrebbe essere gratuito come gratuito è il vaccino”.

“Per questo motivo – spiega – ho scritto al Presidente della Regione Marco Marsilio per chiedere che la Regione Abruzzo destini degli appositi fondi per il pagamento del green pass, tanto più che per alcune categorie come quella degli insegnanti la percentuale dei vaccinati è ormai vicina al 100%.E’ stato lo stesso Marsilio a dichiarare che non si può rendere la vita impossibile a chi non vuole fare il vaccino, e del resto la scelta del green pass gratuito è già stata adottata da alcune Regioni. Se lo Stato ha deciso che il vaccino debba essere facoltativo perché non intente farsi carico delle conseguenze degli effetti collaterali che esso può produrre, allora sia coerente e non costringa chi ha dei dubbi al riguardo a sottostare alla sanzione del green pass a pagamento”.

“Del resto è molto strano che dopo  quasi due anni non si siano ancora trovate delle cure per combattere la pandemia. La verità è che le cure ci sono e sono anche efficaci ma non vengono messe a disposizione dei cittadini perché le multinazionali del farmaco hanno tutto l’interesse a puntare esclusivamente sui vaccini. So bene che  qualcuno considera  la mia una battaglia ‘di principio’ e pensa che probabilmente non porterà a dei risultati, ma quando si è di fronte ad una palese ingiustizia i principi contano e la lotta, condotta in modo civile e nonviolento, merita di essere portata fino in fondo”.

LA LETTERA A MARSILIO

Sig. Presidente,

chi le scrive è un’insegnante di Scuola dell’Infanzia che , dopo molti anni di precariato, ha finalmente ottenuto l’immissione in ruolo nel plesso di Collarmele. Ma questo diritto mi viene negato dallo Stato il quale da me richiede il pagamento di una vera e propria tassa per svolgere il mio lavoro di insegnante. Tale è infatti, a mio avviso, l’obbligo del green pass a pagamento introdotto dall’attuale governo. Per non aver esibito per cinque giorni il certificato verde sono stata sospesa dall’insegnamento e privata dello stipendio.

Le preciso che non sono contraria al green pass come tale ma  ritengo che non  sia giusto che si debba pagare per poter lavorare, tanto più che viviamo in un Paese il cui art. uno della Costituzione afferma che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”.

Se il green pass fosse , come dovrebbe essere, una misura per il monitoraggio della diffusione del virus e quindi un provvedimento di natura sanitaria, allora dovrebbe essere gratuito, come gratuito è il vaccino. Invece il governo ha concepito il green pass come misura punitiva nei confronti di chi nutre legittimi dubbi sulvaccino. Lo ha detto chiaramente il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta quando ha affermato che “il green pass è geniale perché aumenta il costo psichico e monetario” a carico di chi sceglie di non vaccinarsi. Eppure ad avere perplessità sul vaccino covid non è solo una parte dei cittadini ma anche insigni uomini di scienza come il Premio Nobel per la medicina Luc Antoine Montagnier, medico, biologo e virologo francese, scopritore del virus dell’HIV, il quale ha dichiarato che “siamo di fronte ad una situazione sconosciuta e quando è così bisogna adottare un principio di precauzione. Lo sanno tutti che i vaccini covid non ci proteggono dalla trasmissione del virus. Il 40% delle persone vaccinate può infettarsi, il virus non resta quello che era all’inizio : cambia, muta e crea nuove varianti”. E a proposito delle cure Montagnier ha aggiunto : “esistono terapie efficaci e a poco costo, ci sono i mezzi per lottare contro la pandemia. Le case farmaceutiche dovrebbero impegnarsi per trovare queste cure che sono state trovate per l’Aids, invece si impegnano solo per i vaccini”.

In merito all’obbligo del green pass lei ha dichiarato : “trovo una contraddizione insanabile tra la moral suasion invocata per preservare la facoltatività del vaccino e le restrizioni con relative sanzioni imposte a chi non lo fa, tra cui la sospensione dello stipendio e dei contributi” ed ha aggiunto che non si può “rendere la vita impossibile” a chi sceglie liberamente di non fare il vaccino. Le sue sono parole condivisibili e di buon  senso. Per questo sono a chiederle di fare, come Regione, quello che lo Stato, mostrando grande incoerenza, si rifiuta di fare : ovvero destinare appositi fondi del bilancio regionale per rendere gratuito il certificato verde. Tanto più che vi sono categorie, come quella degli insegnanti, che hanno raggiunto percentuali di vaccinazione vicino al 100%, quindi non dovrebbe trattarsi di una spesa eccessiva. In questo modo garantirebbe un servizio sanitario pubblico ed eliminerebbe una pesante ingiustizia che il governo di un Paese davvero democratico non dovrebbe perpetrare a danno dei propri cittadini.

Confido in suo favorevole riscontro a questa mia lettera e le invio i miei più distinti saluti.

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