“GRISU’ E’ TORNATA A CASA”, AIDAA: “PRESENTATA DENUNCIA CONTRO CAPOTRENO E IGNOTI”

27 Marzo 2021 11:24

PESCARA – “Ed ora che la micia Grisù è salva e tornata a casa dai suoi proprietari si faccia chiarezza fino in fondo su quanto accaduto la notte di domenica 21 marzo attorno alla una e trenta nella stazione di Pescara quanto questa gatta è stata allontanata (cacciata?)  dal treno Lecce-Torino sul quale stava viaggiando con i suoi proprietari”.

Non si fermano le polemiche in merito alla vicenda dell’ormai famosa Grisù e in una nota l’Associazione italiana in difesa degli animali ed ambiente Aidaa torna sull’episodio: “Secondo una prima ricostruzione la gatta si sarebbe liberata dal trasportino che era stato chiuso male dai suoi proprietari e si sarebbe allontanata dal posto dove i due proprietari sedevano, essendosi gli stessi addormentati non si sarebbero accorti della fuga della gatta, che però una volta arrivata alla stazione di Pescara sarebbe stata fatta scendere in malo modo dal capotreno senza che lo stesso chiedesse preventivamente ai passeggeri di chi fosse la micia”.

“Secondo un’altra versione il capotreno l’avrebbe fatta scendere scambiandola per una randagia. In entrambi i casi il responsabile si è macchiato dei reati di maltrattamento ed abbandono di animali, in quanto anche fosse stata una randagia doveva essere consegnata o a un ente di protezione animali o alle forze dell’ordine presenti in stazione”.

Da qui la decisione dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente  di presentare una denuncia contro il capotreno e una seconda contro ignoti alla procura di Pescara proprio per ricostruire l’accaduto e punire i colpevoli dei reati commessi: “Leggiamo da più parti che siccome il gatto è tornato a casa sano e salvo la questione della sua cacciata dal treno sia da ridurre ad un errore in quanto Grisù sarebbe stata scambiata per una randagia. Questa ricostruzione a tarallucci e vino ci indigna- scrive l’Associazione Aidaa- qui sono stati commessi dei reati, reati gravi che dovrebbero essere perseguiti fino in fondo altrimenti si rischia di creare un pericoloso precedente, e nonostante le pressioni ricevute in questi giorni noi non facciamo passi indietro e manteniamo entrambe le denunce perché vogliamo sia fatta chiarezza sulle responsabilità di chiunque esse siano”.

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