GUARDIA DI FINANZA, ELETTI I SEGRETARI PROVINCIALI USIF: SINDACATO PRESENTE IN TUTTA LA REGIONE

10 Dicembre 2020 13:13

PESCARA – Prosegue senza sosta il lavoro di radicamento in Abruzzo dell’Usif, Unione Sindacale Italiana Finanzieri, il più rappresentativo sindacato della Guardia di Finanza. Nei giorni scorsi, con l’insediamento a L’Aquila, tutte le province della nostra regione sono state presidiate con una segreteria provinciale: un ulteriore passo per il buon funzionamento di una struttura capillarmente presente in tutta Italia.

Nel dettaglio, le assemblee dei Congressi prima, e dei Consigli dopo, hanno portato all’elezione di Andrea Mirabilio quale segretario provinciale di Chieti (primo vicesegretario Vincenzo Napolitano), Cristiano Scopece segretario provinciale di Teramo (primo vicesegretario Andrea Battilana), Vincenzo Grittani segretario provinciale di Pescara (primo vicesegretario Claudio Vario) e Augusto D’Alessandro segretario provinciale di L’Aquila (primo vicesegretario Mario Moscato).




Commenta Paolo Bove, referente regionale provvisorio per l’Abruzzo: “Nonostante le attuali limitazioni correlate al covid-19, il mondo sindacale militare continua a radicarsi in Abruzzo, e va avanti con il proprio lavoro per il raggiungimento degli obiettivi fissati, primo fra tutti il pieno riconoscimento di tutti i diritti costituzionali che fino ad oggi sono stati negati ai servitori dello Stato che indossano le stellette”.

Al riguardo, Bove fa il punto sull’attuale modifica legislativa che interessa proprio la rappresentanza sindacale nelle forze armate: “Se il Senato non porrà rimedio all’attuale formulazione, sarà licenziata una legge, quella che disciplinerà i “sindacati militari”, incomprensibilmente distante dal disegno inziale e sulla quale sembra aver trovato un accordo, in maniera incredibilmente trasversale, tutto il panorama politico. Se a questa legge non vi fosse una rettifica migliorativa noi, agendo sempre nella legalità e con gli strumenti normativi a disposizione, non staremo certo a subirla supinamente: siamo, oltre che militari, cittadini italiani. E la carta costituzionale ci riconosce dei diritti, quei diritti per i quali ci stiamo battendo e continueremo a batterci. Finché non li otterremo”

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