“GUERRA UCRAINA DETONATORE CRISI GIA’ IN ATTO”, CIANCIOTTA, “ORA PUNTARE SU MERCATO FAR EAST”

INTERVISTA A DOCENTE E PRESIDENTE ABRUZZO SVILUPPO, "PAGHIAMO MANCATA POLITICA ENERGETICA NEGLI ULTIMI DECENNI". "CON SANZIONI A RUSSIA PER NOSTRA REGIONE RIPERCUSSIONI SU LUXURY E FASHION, A SEGUIRE MECCANICA E AGROALIMENTARE, MENO SU TURISMO"

di Filippo Tronca

8 Marzo 2022 15:30

Regione: Abruzzo

L’AQUILA – “L’esplodere del conflitto bellico in Ucrania ha fatto da acceleratore ad una tendenza che si registrava già sul fronte del caro energia e del caro materiali, forse sottovalutata, con esito finale quello che viene ora definito tempesta perfetta. Per l’economia abruzzese, ora più che mai è importante diversificare l’export, intensificare l’internazionalizzazione, in particolare nei mercati asiatici, del far east”.

Guerra in Ucraina, sanzioni alla Russia e ripercussioni sul sistema economico regionale, possibile exit strategy: questo l’argomento al centro dell’intervista di Abruzzoweb a Stefano Cianciotta, presidente di Abruzzo Sviluppo,  società “in house” della Regione Abruzzo,  docente di Crisis Management alle Università di Teramo e Verona, al Force Training Centre della Nato, e all’Istituto di Alti Studi Strategici del Ministero della Difesa. E’ presidente dell’Osservatorio Infrastrutture Confassociazioni e componente Tavolo Mise per il rilancio di Edilizia e Infrastrutture.

Nel settembre del 2018 ha rappresentato lo Stato Maggiore della Difesa alla Conferenza annuale della Nato, con una relazione sul futuro geopolitico del Mediterraneo e l’influenza cinese in Africa.

Abruzzo sviluppo, in occasione della missione di fine febbraio all’Expo di Dubai,  ha sottoscritto un importante accordo con la la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi Uniti, per favorire l’internazionalizzazione delle imprese abruzzesi.

“L’Italia negli ultimi mesi dello scorso anno – spiega Cianciotta -, stava registrando una incoraggiante ripresa economica: il nostro manifatturiero era riuscito a primeggiare con un competitor come la Germania, che da sempre in qualche modo detiene la leadership europea. Quindi si è un po’ sottovalutato quello che stava realmente accadendo. Da ottobre in poi ricordo che le nostre fonderie avevano già limitato la produzione, perché il costo dell’energia cominciava a salire e c’erano già avvisaglie significative di inevitabili ripercussioni sulle tasche e sul paniere dei cittadini, ovvero dell’aumento dei prezzi al consumo. Ovviamente quello che è accaduto negli ultimi 15 giorni ha accelerato questa tendenza”.

A pesare, sottolinea Cianciotta, anche le mancate politiche energetiche negli ultimi decenni, con la conseguenza che ora l’Italia dipende per oltre il 40% dalle importazioni di gas dalla Russia, sempre più a rischio.

“L’Italia a prescindere dal colore politico del governi avrebbe dovuto mettere in agenda questa priorità. Invece per almeno 30 anni abbiamo interpretato questo tema in modo molto ambivalente e obliquo, sull’onda dell’emotività, a partire dal referendum sul nucleare. Il risultato è che ci troviamo in forte ritardo tecnologico nel settore dell’estrazione del gas, in una posizione di svantaggio”.

Capitolo sanzioni alla Russia: Cianciotta focalizza l’attenzione sui settori che saranno più penalizzati in Abruzzo.

“In Russia c’è una minoranza di soggetti che hanno una capacità di spesa molto elevata, in un quadro che vede un alto numero di poveri. Ma a quei benestanti  si rivolgevano le imprese abruzzesi soprattutto del fashion e del luxury, che ora inevitabilmente incontreranno le maggiori difficoltà. Le ripercussioni anche se in misura minore si avranno anche nella meccanica nell’agroalimentare, mentre per quanto riguarda il turismo va detto che il mercato russo è estremamente marginale”.

A maggior ragione, conclude Cianciotta, l’Abruzzo deve ora con maggior vigore puntare sull’internazionalizzazione verso altri mercati,  e va in questa direzione la convenzione sottoscritta a Dubai che definisce i termini per l’assistenza annuale esclusiva riservata alle imprese abruzzesi che vogliono investire nei paesi emiratini.

“Merito della Regione Abruzzo  – afferma Cianciotta – è aver dato un  ruolo sul fronte dell’internazionalizzazione, a soggetti diversi come Arap e Abruzzo sviluppo, come avvenuto con le  missioni all’Expo di Dubai.  L’obiettivo della missione è stato quello di  consentire alle nostre imprese di incontrare potenziali partner commerciali, favorendo incontri che ci auguriamo nel proseguo dell’anno possano diventare occasioni di business. Garantiremo cin fondi di Abruzzo sviluppo alle imprese regionali un anno di consulenza gratuita del sistema camerale a Dubai Non mi sembra una cosa da poco conto: nel sistema economico del Far East si concentra il 50% del business mondiale, ed è lì che anche a causa di questa guerra si sposterà ancora di più il business”.

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