L'AQUILA: NUOVA SFIDA PER UROLOGO ED EX CONSIGLIERE COMUNALE E PEDIATRA RITA PERSIA

GUEST HOUSE AL CIVICO 71 VIA FORTEBRACCIO DI NICOLA, “RACCONTARE CITTA’ CHE RINASCE”

22 Agosto 2020 07:15

L’AQUILA – “Da aquilano mi si riempie il cuore di gioia, nell’accogliere persone che sono stupite, entusiaste nel vedere gran parte della citta ricostruita e restituita ad un’antica e nuova bellezza”.

E’ molto di più di una struttura ricettiva, quella che nel palazzo ottocentesco del civico 71 di via Fortebraccio, ha avviato il medico urologo Giuliano Di Nicola, ex consigliere comunale dell’Italia dei Valori, assieme alla moglie Rosa Persia, pediatra. Ora entrambi in pensione.

È una scommessa sulla loro città, che a 11 anni dal sisma e al netto della catastrofe pandemica, ha questa estate registrato un record assoluto di turisti.

Anche lo splendido palazzo che gode della vista della basilica di san Bernardino e di quella di san Flaviano, era stato danneggiato dal terremoto, ed è ora tornato all’antico splendore dopo il restauro e consolidamento sismico affidato all’impresa Cingoli di Teramo.

Lungo una strada su cui oggi si affacciano palazzi ricostruiti, tranne un solo aggregato. Luogo di rinascita che, ironia della toponomastica, porta il nome di Andrea Fortebraccio, più noto come come Braccio da Montone capitano di ventura umbro, che assediò L’Aquila per lunghi mesi, trovando però strenua resistenza, e poi la fatale sconfitta sul campo di battaglia di Bazzano.

La struttura ha aperto da qualche giorno, e ha già registrato il tutto esaurito.

Per i due noti medici, ora in pensione, questa ha l’aria di diventata la loro prima attività. Un impegno cominciato già negli anni scorsi per seguire nei minimi particolari il restauro e gli arredi di gran pregio.




“Questo palazzo l’ho acquistato, con tanti sacrifici, nel 2000, una follia, per coronare un sogno. L’ho potuto godere solo per pochi anni, perché poi è arrivato il terremoto. Dopo un lungo restauro, oggi lo scenario è però cambiato, noi abbiamo un’altra abitazione, le mie figlie vivono altrove, ma non volevamo lasciare vuoto e inutilizzato uno spazio così bello, a cui siamo legati sentimentalmente. E così è nata l’idea di realizzare una struttura ricettiva in cui si respira la storia, con offerte diversificate alla portata di tutti”.

Nel palazzo del civico 71 ci sono tre mini-appartamenti e sei camere guest house, due delle quali impreziosite affreschi liberty. Per un totale di 14 posti letto. I piani sono collegati da antiche scalinate di pietra, e da un moderno ascensore esterno.

C’è poi una suggestiva sala lettura, con camino e due farmacie settecentesche ben restaurate, una sala da pranzo, una grande cucina attrezzata a tutto punto. Un ampio terrazzo che si affaccia nel cortile interno. Ma la vera perla del civico 71 è la castellina, adibita a sala relax, oltre le cui vetrate ai quattro punti cardinali, il panorama è avvincente.

A nord la basilica di San Bernardino che svetta al culmine della scalinata monumentale, a est il quartiere di Santa Maria di Farfa, i cui palazzi dopo il sisma sono stati abbattuti e ricostruiti ex novo, più belli e sicuri. A sud il monte Ocre e la conca aquilana, che si dispiega ai suoi piedi, ad ovest gli absidi del retro della chiesa di san Flaviano.

“Questa per me non è solo un’attività imprenditoriale – conclude Di Nicola – : è un luogo dove avrò occasione di ospitare e fare la conoscenza di chi viene a visitare una città che anche da amministratore pubblico ho visto prima crollare e morire, e poi giorno dopo giorno rinascere. Io e mia moglie vogliamo contribuire ad offrire una calda e generosa accoglienza, raccontando la storia della città, quello che c’è da fare e da vedere, suggerendo itinerari nel cosiddetto contado, nei paesi, nelle valli e sulle montagne di quello che ho da sempre considerato la città-territorio, vera leva della nostra offerta turistica, della nostra capacità di futuro”. FT

 

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