”GURU” DI PAOLO, IL RICORDO DEL DJ GRAZIANI, ”SENZA TE L’AQUILA NON E’ LA STESSA”

1 Gennaio 2016 03:15

L'AQUILA – Nella notte tra il 31 dicembre 2013 e il 1° gennaio 2014, moriva Enrico Di Paolo, il “Guru”, leggendario dj aquilano. 

La sua assenza si fa sentire all'Aquila e non solo, come dimostrano le parole di Luca Graziani, che da Onna, frazione straziata dal sisma del 6 aprile 2009, è passato per gli anni di crescita da dj all'Aquila per poi appodare da grandicello, con un altro mestiere che gli dà da vivere ma con la consolle accesa quando la passione (spesso) chiama, nella Grande Mela, Ney York City, dove a pochi giorni dalla morte del Guru, lo stesso Graziani gli ha dedicato la chiusura di una nottata in uno dei locali più alla moda, lo Skyroom Rooftop Terrace.

Come ultimo pezzo, Graziani ha sparato un vecchio successo di Frankie Hi Nrg che Di Paolo amava tanto, Quelli che benpensano

Ecco il suo ricordo del Guru. 

Senza Enrico, senza il Guru, le notti aquilane non sono più le stesse.

Lo scrivo da ragazzo che con le discoteche si è fatto grande, da vero dj, da aquilano di Onna che oggi vive e lavora negli Usa, a New York City, dove la notte conta parecchio. 

Se non ricordo male, era il 2003. Venivo da tre stagioni fatte insieme a lui, la prima nel 1999-2000 al Roxy, per me la stagione più bella di sempre, resto convinto che all’Aquila un locale di quel livello non ci sia più stato. 

Poi, con Enrico ho fatto il 2001 e il 2002, eravamo insieme a Ivan Z al No End, bella invenzione nel nostro splendido centro storico che ancora non riusciamo a ricostruire per inter.

Proprio al No End, siamo riusciti a tirare fuori dal nulla la notte del mercoledì, cosa mai fatta prima,  con 400 persone fino alle 4 del mattino. 

Dopo di questo, nel 2003 appunto, io e Ivan decidiamo di cominciare a organizzare le serate da soli all'ex Bolle Blu.

E la prima volta con noi c’era lui, c’era il Guru, con quella presenza importantissima in termini di qualità tecnica, ma anche e soprattutto di vita, perché chi fa questo lavoro in fondo “lavora” con la vita e ne fa uno stile inconfondibile.

Insomma, il Guru manca a tutti noi.

Perché ci ha insegnato che la notte significa cuore e passione per la musica, quindi per l’esistenza.

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