I CARABINIERI PER LA TUTELA DELL’ARTE ALL’AQUILA, IN CENTRO IL REPARTO D’ELITE

Autore dell'articolo: Alberto Orsini

7 Dicembre 2017 06:07

L’AQUILA – I Carabinieri scommettono sull’Abruzzo e sull’Aquila, “culla” dei beni culturali della regione, posizionando nei prossimi anni nel capoluogo un reparto d’élite che si occupa proprio di tutela di monumenti, opere d’arte e così via.

Un gruppo, questo nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc), capace di mettere a segno operazioni come la “Teseo” del 2015, con il recupero di 5.361 singole opere di 1.300 anni di storia, ma anche missioni internazionali di contrasto alla distruzione dell’arte messa in atto dai terroristi dell’Isis.

Un’unità che, tra le altre cose, ha una banca dati considerata senza eguali al mondo, con circa 6 milioni di opere registrate a disposizione di tutte le polizie internazionali.

Anche se i tempi non saranno brevi, la notizia, di per sé di grande rilievo, è passata per la verità un po’ troppo in sordina ieri, nel corso dell’incontro con la stampa per la firma dell’intesa sulla riorganizzazione delle caserme cittadine, in cui è stata annunciata.

Oltre ad annodarsi a doppio filo con le strutture del ministero dei Beni culturali, segretariato e soprintendenza speciale, con i vari musei preesistenti e quelli in arrivo come il Maxxi, è anche la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della vocazione aquilana di città a forte pubblico impiego, con tutti i benefìci economici che ne conseguono.

È, difatti, l’ennesimo ufficio pubblico che arriverà portando con sé decine di militari dell’Arma, e le loro famiglie, sotto il comando di un ufficiale, probabilmente un capitano, anche se alcuni nuclei in Italia sono guidati anche da maggiori o tenenti colonnello.

La sede aquilana del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc) sarà il grande distretto militare vicino alla scuola De Amicis e alla Basilica di San Bernardino, e una volta a regime i carabinieri convivranno con il segretariato regionale Mibact e l’Archivio di Stato.

La tempistica stimata per l’appalto pubblico e i lavori annunciata in conferenza stampa è del 2022, non breve ma forse inevitabile rispetto a una commessa di decine di milioni di euro.

Questa novità è anche la conferma di una storica tendenza cittadina a ospitare le forze armate: oltre ai comandi regionali di Esercito, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e Forestale (i Carabinieri invece sono a Chieti da un secolo e mezzo), da maggio in città c’è anche il nuovo reparto Orta del IX reggimento Alpini, specializzato in calamità naturali.

Tutti piccoli pezzi dell’ormai famosa “medaglietta”, quella di capoluogo di Regione, non solo onorifica a dispetto di quanto creda qualche malavveduto.





Quanto al nuovo reparto, le origini del comando Carabinieri Tutela patrimonio culturale risalgono al 3 maggio 1969, quando venne costituito presso il ministero della Pubblica istruzione quello che veniva chiamato nucleo Tutela patrimonio artistico.

L’obiettivo era quello di fronteggiare in modo mirato quello il fenomeno di depauperazione delle opere d’arte dell’Italia, considerata il “più grande museo al mondo”.

La sede prescelta, e tuttora quartier generale, fu uno storico Palazzetto romano in piazza Sant’Ignazio, dalla caratteristica pianta triangolare, ideato dall’architetto Filippo Raguzzini.

L’Italia fu, così, la prima nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore. Il 20 settembre 1971 il Comando Generale dell’Arma stabilì l’elevazione del reparto al rango di Comando di Corpo, retto da un colonnello.

Con decreto del ministro per i Beni culturali del 5 marzo 1992, venne poi formalmente sancita la collocazione del Comando nell’ambito di quel dicastero e fu formalizzata la nuova e attuale denominazione.

L’attuale organizzazione del Comando, retto dal generale di brigata Fabrizio Parrulli, prevede la struttura centrale a Roma articolata su un ufficio Comando (nel cui ambito sono inserite le sezioni Segreteria e personale, Operazioni ed Elaborazione dati, oltre a una squadra Servizi) e un reparto operativo, che comprende le sezioni Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte contemporanea.

Il reparto ha una competenza d’area (almeno fino a oggi) sulle Regioni Lazio e Abruzzo e funzioni di coordinamento per le attività di maggior rilievo su tutto il territorio nazionale e verso l’estero.

Inoltre, c’è la struttura periferica, diretta e coordinata dal vice comandante, articolata su 15 nuclei più una sezione a Siracusa, dipendente dal nucleo di Palermo, aventi competenza regionale o interregionale.

I nuclei sono quelli di Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Firenze, Genova, Monza, Ancona, Napoli, Palermo, Perugia, Roma, Torino, Udine e Venezia.

Da notare che questi raggruppamenti occupano sempre sedi di particolare rilievo storico, come Palazzo Pitti a Firenze, la Villa Reale di Monza, Castel Sant’Elmo a Napoli e così via.

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