IN UN LIBRO DI CUTONILLI E PRIORE L'ALTRA VERITA' SUL 2 AGOSTO DEL 1980
''TUTTO NASCE IN ABRUZZO, C'E' DI MEZZO LA PISTA LEGATA ALLA PALESTINA''

I MISSILI DI ORTONA E LA STRAGE DI BOLOGNA ”BOMBA PER LODO MORO, NON NEOFASCISTA”

Autore dell'articolo: Roberto Santilli

20 Agosto 2016 08:30

L’AQUILA – “La Strage di Bologna comincia a Ortona con gli arresti, nella notte tra il 7 e l’8 novembre del 1979, di Daniele Pifano, Giorgio Baumgartner e Luciano Nieri, e di Abu Anzeh Saleh, cittadino giordano, a Bologna. È con questi arresti e col ritrovamento nel furgone di Ortona di due lanciamissili terra-aria Sam-7 Strela di fabbricazione sovietica, che comincia a cedere l’accordo con le organizzazioni armate palestinesi per evitare attentati in Italia. La bomba che il 2 agosto del 1980 causa 85 morti ed oltre 200 feriti non è di matrice neofascista. Quella bomba è una diretta e terribile conseguenza della fine del cosiddetto Lodo Moro”.

È uscito da poco, ma il libro I segreti di Bologna (Chiarelettere), scritto dall’avvocato Valerio Cutonilli insieme al giudice Rosario Priore, ha provocato un terremoto di polemiche con tutta probabilità inevitabile e che ha coinvolto in primis Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione familiari delle vittime della strage di Bologna ed esponente del Partito democratico, a dir poco furioso con entrambi gli autori per cui è arrivato a nominare il reato di depistaggio.

Del resto, ad essere analizzato a fondo – ma da un’angolazione totalmente diversa rispetto a quella conosciuta e certificata processualmente – è il più grave atto terroristico del secondo dopoguerra italiano, 36 anni fa, un “momento” da considerare all'interno del quadro della “Strategia della tensione”, un quadro di sangue, polvere, dolore, bugie, depistaggi e, appunto, polemiche.

Per la strage, sono stati condannati come esecutori materiali i neofascisti Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, nata a Chieti, e Luigi Ciavardini, nato all’Aquila e nel 1980 ancora minorenne.

Tre esponenti dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari.

Mancano ufficialmente i mandanti, verrebbe da dire ovviamente, ma nella ricostruzione non soltanto giudiziaria si è sempre parlato di servizi segreti deviati, criminalità organizzata, neofascisti come appunto i tre Nar.

Per la pista palestinese cui si fa riferimento nel libro, poi archiviata, c'è ampia documentazione della discussa Commissione parlamentare d'inchiesta sull'altrettanto discusso Dossier Mitrokhin.

“Per una questione di coerenza ideologica – comincia a riannodare i fili della 'sua' storia Cutonilli partendo dai fatti di Ortona – i tre arrestati, tre autonomi della sinistra extraparlamentare, non raccontano nulla alla magistratura durante gli interrogatori, ma i carabinieri non si accontentano della scoperta e riescono a sviluppare un’indagine molto accurata che porterà alla individuazione di Abu Anzeh Saleh, rappresentante in Italia del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, il Fplp.

Anche se dovesse essere nata casualmente, la vicenda di Ortona è diventata di estrema rilevanza a livello internazionale. Ed è proprio da Ortona che si comincia a far luce sull’accordo, sul patto di non belligeranza, sul Lodo Moro”.

“Nel 1967 i palestinesi, dopo la sconfitta nella Guerra dei 6 giorni – prosegue – cambiano strategia e decidono di portare in Europa, con il terrorismo, con i dirottamenti aerei, la questione tra Israele e Palestina.

Nei primi anni di attuazione di questa strategia, molte nazioni europee arrivano a negoziare con i terroristi, ottenendo la liberazione degli ostaggi dei dirottamenti aerei con il rilascio di persone arrestate, tutto questo a prescindere dall’orientamento politico dei governi”.

Uno dei passaggi-chiave verso la scelta del Lodo Moro è la strage di Fiumicino del 1973, attentato terroristico palestinese in cui furono uccise 34 persone e ferite oltre 15.

“Ma c’è stato anche chi si è spinto più in là, come l’Italia – arriva al primo punto, fondamentale, della ricostruzione finita nel libro – che tra il 1973 e il 1974 raggiunge un accordo definitivo di non belligeranza, chiamato Lodo Moro, non soltanto con i settori più moderati dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp), ma anche con il Fplp, che aveva un orientamento marxista ed era vicino all’Unione Sovietica. Su quest’ultimo punto, in particolare, abbiamo scoperto che il capo delle operazioni speciali del Fplp era Wadie Haddad, la mente dei dirottamenti aerei in Europa, ricopriva il ruolo di agente del Komitet gosudarstvennoj bezopasnost: il Kgb”.





L’Italia, in pratica, Aldo Moro in testa, per essere risparmiata e per mantenere buoni rapporti col mondo arabo anche per ragioni legate al sostentamento energetico in una ingarbugliatissima situazione internazionale e con i “padroni” Usa impegnati a guardare e ad agire altrove, Vietnam e dintorni, decide quindi di intrattenere rapporti segreti con chi all’epoca terrorizzava l’Europa e che anche dopo il 1974, dopo cioè la visita di Yasser Arafat all’Onu, è a capo del fronte del rifiuto della svolta politica dello stesso Arafat.

“Ma è con e dopo l’omicidio di Moro che cambiano le carte in tavola – 'vira' bruscamente, perché vira la storia dell’epoca, il racconto di Cutonilli -. Nasce infatti il governo di Francesco Cossiga, con l’Italia che di fatto rompe il patto nato con Moro e tiene dietro le sbarre Saleh”.

E da lì, questa la tesi degli autori, si attiva un meccanismo che porterà ad Ortona prima e a Bologna poi.

Le minacce, documentate, al nostro Paese, “cominciano nel dicembre del 1979 ed arrivano fino al luglio del 1980, per poi cessare quando avviene la strage di Bologna, una strage che conferma le preoccupazioni del Sismi e degli altri apparati di sicurezza”.

“In fretta viene individuata l’area politica ideologicamente e praticamente responsabile della strage – l’analisi di Cutonilli – con sullo sfondo il pericolo di far venire a galla il Lodo Moro che, alla fine, si traduce in un enorme, terribile pastrocchio che se scoperto avrebbe creato molto più di un semplice imbarazzo al Paese”.

“Del resto – incalza l'autore – quando Arafat comincia a dialogare con le nazioni europee e in particolare con l’Internazionale socialista per ottenere la dichiarazione di Venezia, che punta al riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese a condizione che i palestinesi riconoscano lo stato di Israele, dunque una soluzione politica e militare della questione, il Fplp e anche tutte le anime interne all’Olp di matrice marxista non ci stanno ed aumentano di conseguenza il volume di fuoco in Europa”.

“Il pastrocchio si capisce però con l’arresto a Torino, nel febbraio del 1980, di Patrizio Peci, primo pentito delle Brigate Rosse che parla di palestinesi che armano le Br, quindi l’Italia intrattiene rapporti con chi arma il terrorismo rosso in Italia”, spiega ancora.

L'esplosivo, secondo recenti dichiarazioni del giudice Priore, (che ha indagato tra l'altro anche sul rapimento e sull'uccisione di Moro e sulla strage di Ustica di cui si parla pure nel libro), sarebbe stato preparato per colpire il supercarcere di Trani, in provincia di Bari, dove era richiuso Saleh.

La vicenda, comunque, da Ortona si sposta nei tribunali di Chieti e dell’Aquila, in un turbine di pressioni “dall'alto” e in un quadro storico complicatissimo.

Tanto che in sede di Appello, al tribunale dell'Aquila un ufficiale del Sismi, in borghese, avvicina i giudici per “invitarli” ad essere indulgenti con Saleh, proprio mentre cresce la preoccupazione, carte alla mano, per un'azione del Fplp.

Nel libro, in ogni caso, c’è molto di più, tra cui una pista che parla sardo, un cadavere della strage che non sarebbe stato “contato” e pure la presenza, di cui si sa da anni, a Bologna – pernottamento all'hotel Centrale la notte tra l'1 e il 2 agosto – del militante tedesco esperto di esplosivi Thomas Kram, uno delle “Cellule Rivoluzionarie”, considerato il braccio destro del terrorista Carlos ‘lo Sciacallo’, altro personaggio importantissimo della vicenda, detenuto in Francia dal 1994.

Pezzi di una ricostruzione che non può che far discutere.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore:

Do NOT follow this link or you will be banned from the site!