TERREMOTO: I COSTI DELLA GOVERNANCE/1. L'INCHIESTA DI ABRUZZOWEB

I QUATTRO ”SAGGI” DELLA RICOSTRUZIONE INCASSANO 50 MILA EURO. CHI LI HA VISTI?

25 Luglio 2011 21:04

L’AQUILA – Con questo articolo inizia l’inchiesta di AbruzzoWeb sui costi della “governance” che guida la ricostruzione dell’Aquila e dei centri del “cratere” sismico.

Una struttura al cui vertice c’è il commissario Gianni Chiodi, coadiuvato dal vicario Antonio Cicchetti, e che è suddivisa in due strutture: la Sge, che si occupa della gestione dell’emergenza, con l’avvocato Roberto Petullà come responsabile, e la Stm, che affianca gli enti locali sotto l’aspetto tecnico, coordinata dall’architetto Gaetano Fontana.

A questi si affiancano altre figure, come il soggetto attuatore per lo smaltimento delle macerie, l’alto dirigente dei Vigili del fuoco Giuseppe Romano, l’ufficio del vice commissario per la messa in sicurezza dei Beni culturali, l’ingegnere Luciano Marchetti, o i vari consulenti chiamati a collaborare su argomenti specifici.

Nessun intento scandalistico, sia ben chiaro, né la ricerca dello scoop a tutti i costi, piuttosto la volontà di far conoscere ai lettori le varie sfaccettature di un assetto istituzionale che, tra figure apicali, dirigenti regionali, co.co.co. e tecnici, vede all’opera oltre trecento persone.

È un’operazione trasparenza, quindi, tra l’altro già in parte svolta dall’ufficio comunicazione del commissario, che serve a sottolineare l’impegno cospicuo di risorse necessarie a far funzionare una macchina complessa che sta affrontando una sfida epocale per il capoluogo e per tutti i territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.     

Che fine hanno fatto i quattro saggi della ricostruzione?

Giusto un anno fa, nel corso di un convegno al Ridotto del Teatro comunale, venivano presentati dal commissario Gianni Chiodi e dal vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis gli esperti a disposizione della Struttura tecnica di missione e dei sindaci del “cratere”.

Era il 26 luglio 2010 e i quattro, l’economista Paolo Leon, l’urbanista Vittorio Magnago Lampugnani, il sociologo Aldo Bonomi e il vice presidente di Confindustria, Cesare Trevisani, vennero presentati come le eminenze grigie che, con le loro competenze, avrebbero dato una svolta alla ricostruzione della città.

Da allora hanno scritto qualche paragrafo delle “Azioni a breve termine” (ottobre 2010) e delle “Linee di indirizzo strategico per la ripianificazione del territorio” (marzo 2011), due documenti prodotti dalla Stm, poi più nulla.




Nel frattempo, però, almeno tre di loro, Leon, Bonomi e Lampugnani, sono stati ben ripagati degli “sforzi” fatti fino a oggi: i primi due con 18.100 euro a testa, l’altro con 15.600 euro, per un totale di 51.800 euro.

Non sappiamo se queste somme siano nette o comprensive di oneri e tasse, né se siano “una tantum” o rappresentino una spettanza annuale.

In ogni caso, all’Aquila non si sono visti molto in giro e l’ultima apparizione che si ricordi è quella di Bonomi a una serie di incontri, nel novembre scorso, con sindaci, associazioni e categorie.

Va bene che un saggio, in genere, ha bisogno di riflettere a lungo prima di manifestare il proprio pensiero ma la città non ha tutto questo tempo a disposizione. (red)

1ª puntata – segue

ARTICOLI CORRELATI:

QUATTRO SAGGI PER AIUTARE I COMUNI

LA PROTESTA DEI COMITATI

GLI INTERVENTI DEI SAGGI

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA

Download in PDF©






Ti potrebbe interessare:


Gli articoli più letti in queste ore: