I SOLISTI AQUILANI DIRETTI DA BEATRICE VENEZI ALLA RIBALTA DOMANI ALL’AUDITORIUM DEL PARCO

24 Ottobre 2023 10:39

L'Aquila - Cultura

L’AQUILA -Il direttore d’orchestra Beatrice Venezi torna all’Aquila domani (mercoledì 25 ottobre, alle 18 nell’auditorium del Parco) per guidare I Solisti Aquilani dopo il successo della stagione estiva 2023 contrassegnato da diversi appuntamenti, a cominciare dal progetto “Io  ti veglierò. Io ti proteggerò – D’Annunzio, le donne, dalla vita all’arte” che è stato presentato a Taormina, a Gardone Riviera e, naturalmente, nel capoluogo durante la stagione Cantieri dell’Immaginario.

Una iniziativa che ha visto l’orchestra collaborare con il Teatro stabile d’Abruzzo, con la presenza sul palco anche del direttore artistico del Tsa, l’attore Giorgio Pasotti. Una produzione dei Solisti Aquilani, con la direzione artistica di Maurizio Cocciolito, nell’ambito di una collaborazione inedita tra L’Aquila, il Consiglio regionale dell’Abruzzo, Taormina Arte e il Vittoriale.





Domani, dunque, Venezi sarà di nuovo sul podio per un appuntamento più marcatamente cameristico con un programma basato su musiche di Mendelssohn Bartholdy e Čajkovskij.

Le sinfonie di Felix Mendelssohn Bartholdy, spiega Carla Di Lena nelle note di sala, furono composte tra il 1821 e il 1823, quando il musicista aveva più o meno tredici anni. Sarebbero quindi rimaste sconosciute le piccole opere dell’adolescenza, se non fossero state ritrovate nel 1950 in un ricco fondo di manoscritti nella Biblioteca statale di Berlino. Oggi la facilità creativa e l’equilibrio degli elementi in questi dodici gioielli ancora affascina. La Sinfonia X in si minore insieme alla XIII è l’unica in un solo movimento, non si sa se per scelta o perché incompiuta.





Una sorte simile, ma con aspetti più eclatanti, è toccata al Concerto in re minore per violino. Composto nel 1824 per essere anch’esso eseguito nei concerti privati di casa Mendelssohn, mai pubblicato e poi alla morte del compositore consegnato dalla vedova a Fernand David rimase nell’oblio. Finchè la partitura non fu acquistata nel 1951 da un commerciante di libri inglese che prese l’iniziativa di mostrarla a Yehudi Menhuim. Da lì il Concerto in re minore iniziò una nuova vita, con una prima esecuzione a New York nel 1952 e varie registrazioni dello stesso Menhuin.

La Serenata opera 84 di Čajkovskij può essere considerata un capolavoro non solo nell’ambito della sua produzione, ma di tutto il repertorio per orchestra d’archi.

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