“IGNOTO NUMERO PERSONALE SCOLASTICO NON VACCINATO”, BRUCCHI: “USR NON CI FORNISCE I DATI”

LA DENUNCIA DEL REFERENTE CAMPAGNA VACCINALE IN ABRUZZO. NOTO SOLO QUADRO DEI 30MILA PRENOTATI A PIATTAFORMA: L'87,1% E' IMMUNIZZATO, IL 97% HA AVUTO UNA DOSE. PERCENTUALE SUPERIORE A MEDIA NAZIONALE

di Filippo Tronca

29 Agosto 2021 08:25

Regione: Sanità

TERAMO – “Non abbiamo a disposizione il numero ​complessivo​ del personale scolastico, docente e non docente​ in regione,​ e dunque non ​è ​possibile avere contezza della percentuale ​assoluta ​di coloro che non si sono ancora vaccinat​i​, ma solo quella ​tra coloro​ chi si ​sono​ prenotat​i​ alle piattaforme. Abbiamo chiesto da mesi al​l’​Ufficio scolastico regionale di avere i dati, ma non ci vengono forniti. Abbiamo in ogni modo rinnovato la richiesta, staremo a vedere…”.

A rivelarlo ad Abruzzoweb, è Maurizio Brucchi,  referente regionale per la campagna di vaccinazione, ex sindaco di Teramo e medico chirurgo all’ospedale Mazzini, che affronta uno dei nodi della campagna vaccinale in vista della riapertura della scuola fissata per il 13 settembre. Alla vigilia dell’importante incontro di lunedì prossimo alle 15, convocato dall’assessore regionale abruzzese alla istruzione Pietro Quaresimale, della Lega, a cui parteciperanno tra gli altri, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, della Lega, il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega ai Trasporti Umberto D’Annutiis, FdI, e la stessa responsabile dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Tozza, tirata in causa indirettamente da Brucchi

In realtà, una percentuale dei vaccinati tra il personale scolastico è nota, aggiornata a venerdì dal Ministero della Sanità, e dalle tabelle si può leggere che su una platea di 30mila docenti e personale Ata, che si sono prenotati per il vaccino, in 29.110 hanno fatto la prima dose, con una percentuale del 97%, superiore a quella nazionale dell’87,4%. Hanno fatto anche la seconda dose, o la dose unica di Jhonson & Jhonson, in 26.148, l’87,1%, rispetto ad una media nazionale dell’84,2%.

Il punto però, sottolinea Brucchi, è che quei 30mila “sono gli iscritti alle piattaforme, coloro che avevano prenotato il vaccino” non rappresentano la totalità del personale scolastico, che non si è eventualmente prenotato.

“Questo numero sarebbe importante conoscerlo, ma non lo abbiamo – ribadisce Brucchi – a differenza di altri target, come quelli per fascia di età, e non siamo ad oggi, in assenza di risposte dall’Ufficio scolastico regionale, di poter calcolare in modo esatto quanti ancora non sono immunizzati”.

Tra gli iscritti tra il personale scolastico alla piattaforma, scorrendo la tabella ministeriale, l’Abruzzo è in buona posizione per percentuale di immunizzati.

Ad eccellere è la Campania con il 97,3%, seguito dal Molise con il 95,3%.

Più indietro la Calabria con il 67,8% e la Sardegna con il 67,2%.

Va detto che in ogni caso, in Abruzzo come altrove, l’accesso a scuola sarà possibile solo con green pass. Chi non ha fatto il vaccino potrà ottenerlo solo facendo un tampone ogni 48 ore.

L’obbligo del tampone non riguarderà però il personale che non può fare il vaccino per motivi di salute, esenzione che, però, dovrà essere provata con un certificato, anche cartaceo, in attesa della digitalizzazione.

Come stabilito dal decreto legge di agosto, che ha introdotto e disciplinato il Green pass,  saranno invece gli insegnanti sprovvisti di  “lasciapassare”, andranno incontro ad una sospensione dal lavoro e dello stipendio, dopo cinque giorni di assenza, considerata “ingiustificata” qualora sia una conseguenza della mancata vaccinazione o certificazione.

E si procederà al reclutamento di nuovi insegnanti, in sostituzione  appunto di chi non potrà lavorare in presenza, con un nuovo sistema di supplenze che coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado, comprese le università.

Il presidente dell’Authority per la Privacy, Pasquale Stanzione,  ha poi spiegato  che le scuole non possono avere gli elenchi dei prof vaccinati, in quanto per ragioni di privacy, “non è consentita la verifica diretta delle scelte vaccinali e della condizione sanitaria da parte dei dirigenti scolastici: devono limitarsi a verificare il possesso di una certificazione valida”.

Brucchi, rivolgendosi a chi ha resistenze anche ideologiche a vaccinarsi, compreso qualche docente e addetto ata, tiene a spiegare: “Le motivazioni per non vaccinarsi che ho sentito, non hanno alcuna base scientifica, non hanno alcun fondamento, sono smentite dalle evidenze sperimentali e anche dai dati oramai conolidati. Ma è difficile convincerli del contrario. Neanche facendogli notare che la quasi totalità dei ricoverati, e intubati in Abruzzo, come altrove sono i non vaccinati, mentre chi si vaccina anche se contrae il virus ha sintomi lievi o assenti, e non rischia di andare in terapia intensiva e anche di perdere la vita”.

Come già illustrato a questa testata, Brucchi è estremamente fiducioso che in Abruzzo si arriverà a superare la soglia dell’immunità di gregge, l’80% della popolazione over 12 anni, tra metà e fine settembre. Spiegando che si registra un ottimo trend di somministrazioni tra i giovani in età scolastica, visto che è stato vaccinato il 100% della categoria tra i 17 e i 19 anni, mentre sulla categoria dei  12-17enni, le percentuali sono superiori al 60%, e si registra, con il ritorno dalle vacanze, e l’avvicinarsi del ritorno a scuola, un trend in crescita, tenuto conto che ora non serve nemmeno più la prenotazione obbligatoria, basta recarsi ad uno degli hub vaccinali. L’assessore Quaresimale ha ipotizzato il test salivare in ingresso a scuola, per tutti gli studenti, ha detto no alla proposta del direttore dell’Agenzia sanitaria regionale (Asr), Pierluigi Cosenza, tecnico di area Lega, di posticipare la riapertura per permettere a più studenti possibile di vaccinarsi alla luce dei buoni numeri che si stanno registrando in questi giorni.

 

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