IL TITOLARE DEL DICASTERO DEL SUD HA PARTECIPATO A LANCIANO ALLE GIORNATE DELL'ECONOMIA ''MARCELLO DE CECCO''

IL MINISTRO PROVENZANO A LANCIANO: ”L’AUMENTO DELL’IVA PESEREBBE DI PIU’ AL SUD”

29 Settembre 2019 15:02

LANCIANO – L'aumento dell'Iva «peserebbe di più al Sud che in altre aree del paese» e il suo disinnesco «è una priorità mia e di questo governo». Lo ha detto il ministro del Sud e della Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, che ha concluso “le giornate dell'economia Marcello De Cecco”. Secondo Provenzano, il disinnesco delle clausole «non blocca ma limita gli spazi nella prossima manovra» tuttavia l'aumento avrebbe appunto un effetto maggiore «sui consumi nel Mezzogiorno» che va scongiurato.

«Bisogna lavorare per non perdere un solo euro dei fondi europei, un qualcosa che non ci possiamo permettere visto che già quest'anno rischiamo un grave disimpegno» e poi «c'è un tema di investimenti pubblici che sono, e non solo al Sud, al livello più basso di tutta a storia repubblicana» ha aggiunto in merito al piano per il Mezzogiorno allo studio del Governo Conte.

Provenzano ha sottolineato l'importanza «pur senza caricarle di troppe aspettative delle Zes (zone economiche speciali) e delle infrastrutture, »non solo l'alta velocità ma anche un'offerta maggiore sull'esistente« per evitare l'isolamento di alcune aree. Fra gli altri punti , il ministro ha citato il rilancio degli »investimenti privati« sottolineando come negli scorsi anni »il credito imposta è servito e così i contratti di sviluppo« mentre ha avuto minor efficacia la decontribuzione sulle assunzioni. 






»Andrebbe ridotto – ha aggiunto – il carico fiscale sul lavoro ma in tutto il Paese, lasciando le gabbie salariali ad archeologia. Differenziali sui salari reali già esistono« de facto.

«Io inviterei a evitare di risolvere il problema Nord-Sud attraverso l' autonomia differenziata» e pensare che «un'economia di 60 milioni di abitanti» sia trainata «da alcune gazzelle che rischiano, visti anche i segnali dal commercio internazionale, di non farcela da sole».

«Non possiamo fare un regolamento di conti territoriale fra Nord e Sud. Le cause del declino dell'economia sono tante ma – ha aggiunto Provenzano – c'è anche quella dell'interdipendenza e del calo del mercato interno» e del Mezzogiorno. «Va riacceso il motore interno e anche il Sud», nell'interesse quindi anche del Nord

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