IL PAPA A L’AQUILA: ELPIDIO VALERI, “FRANCESCO COME CELESTINO V COMBATTE PER RINNOVARE LA CHIESA”

PROSEGUE SERIE DI INTERVISTE SUL SIGNIFICATO DELLA VISITA DEL PONTEFICE IL 28 AGOSTO IN OCCASIONE DELLA PERDONANZA. LO STORICO ED EX DOCENTE AQUILANO, "DIMISSIONI DI PIETRO DEL MORRONE NON FU VILTÀ MA GESTO RIVOLUZIONARIO CONTRO POTERE TEMPORALE E CORRUZIONE DELLA CHIESA DELL'EPOCA"

di Filippo Tronca

9 Agosto 2022 07:46

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – “Papa Francesco è stato eletto anche lui per riformare la chiesa, ci ha provato e ci sta provando con ogni mezzo, ma con tante difficoltà e ostacoli. La sua missione è analoga a quella di Celestino V, che si è dimesso non per viltà, ma per protesta, contro la Chiesa corrotta, con un rivoluzionario gesto di umiltà. Anche in questo sta il valore straordinario della sua visita qui a L’Aquila il 28 agosto, oltre l’apertura della Porta santa, che ci sarebbe stata comunque, da parte di un cardinale, come avviene da oltre sette secoli”.

A sostenerlo è Elpidio Valeri, 76enne storico aquilano, ex docente di italiano è latino nelle suole superiori del capoluogo, di Sulmona Avezzano e altre città che ha scritto libri molto importanti sul papa eremita e santo e la sua epopea, basti citare “Papa Celestino V. Storia di Pietro del Morrone (1209-1296) che fu papa nel 1294”.

In questo e altri testi, punto fermo per Valeri, una autentica missione, è quella di superare i pregiudizi e le errate interpretazioni della figura e l’opera di Celestino,  “luoghi comuni duri a morire, come quelli di un papa che per incapacità, o addirittura per viltà, alla fine ha deciso di gettare la spugna. Il suo è stato invece un grande e coraggioso gesto di protesta, contro la chiesa dell’epoca corrotta, mondanizzata, concentrata sul potere temporale, in mano alle potenti famiglie romane. Pietro del Morrone non era tra i frati francescani Spirituali, contrapposti ai Conventuali, ma con gli Spirituali condivideva la dura condanna del potere temporale dei papi. E papa anche lui divenne, da mite e umile eremita quale era, in un momento molto particolare, dove forte si sentiva queste esigenze di rinnovamento, e grazie in particolare all’iniziativa del cardinale Latino Malabranca, nel conclave di Perugia. Il vuoto di potere, l’impasse nella lotta per scegliere il pontefice tra le varie famiglie degli Orsini, dei Colonna e dei Caetani, con conseguente scelta di un papa anziano e di transizione, sono tutte letture che passano a mio modo di vedere  in secondo piano”.

Ma quando Celestino V, sottolinea lo storico, “determinato a imprimere una grande azione riformatrice, si rese conto che la sua missione di rinnovamento non poteva essere coronata da successo, allora con grande coerenza decise di fare un passo indietro. La sua umiltà è stata rivoluzionaria”.

Nel suo brevissimo pontificato, durato appena quattro mesi, ha lasciato però al mondo, sottolinea Valeri, un grande dono, quello della Perdonanza-

“Per comprendere il suo immenso valore occorre distinguere la Perdonanza della semplice confessione – spiega lo storico -.  Quest’ultima assolve dalla colpa, ma non cancella la pena, comminata dal confessore. E ai tempi di Celestino le pene potevano essere anche durissime, come il pellegrinaggio penitenziario in giro per santuari, senza meta e senza limiti di tempo, di fatto un lunghissimo esilio. Se si aveva poi la disgrazia di morire prima di aver espiato la pena, si restava peccatori, e si andava dritti all’inferno. Ecco, Celestino con la Perdonanza ha detto ai fedeli peccatori, ‘se sinceramente pentiti nel cuore io vi assolvo, anche se non farete in tempo ad espiare tutte le vostre pene”.

Conclude Valeri: “Papa Francesco è stato eletto anche lui per rimettere ordine all’interno della curia romana, scossa dagli scandali. Ci ha provato e ci sta provando con ogni mezzo, ma con tante difficoltà e ostacoli. La sua missione è analoga a quella di Celestino V. Non credo che però lui si dimetterà, nonostante i crescenti problemi fisici. Del resto Papa Giovanni Paolo II è restato al suo posto nonostante un attentato che lo ha portato quasi a perdere la vita e lo ha fortemente debilitato. Spero che Francesco anzi, andrà avanti, fino alla fine”.

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