Il TSA VOLA IN ARGENTINA: A DICEMBRE IL DEBUTTO DELLO SPETTACOLO “STEFANO”

di Ilaria Micari

27 Novembre 2023 16:53

L'Aquila - Cultura

L’AQUILA – Debutta a dicembre in Argentina lo spettacolo “Stéfano”, un grottesco scritto nel 1928 dal regista teatrale e drammaturgo argentino Armando Discepolo, nuova produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con il Teatro del Sangro e il Teatro Abeliano di Bari.

Il nuovo allestimento del TSA, che vedrà la prima delle 6 date in Argentina, a Buenos Aires, il prossimo 2 e 3 dicembre, è stato presentato questa mattina a L’Aquila, nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni, da Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, Carlo Dante, vice presidente del TSA, e Stefano Angelucci Marino, attore, regista e anima del Teatro del Sangro.

Una nuova produzione in cui testo di “Stéfano” viene messo in scena per la prima volta da una compagnia italiana pur essendo un classico della tradizione teatrale argentina, “un caposaldo della drammaturgia, un testo di cui fanno 2-3 allestimenti l’anno con versioni innovative, da considerarsi al pari di testi come ‘Filumena Marturano’ o ‘Natale in Casa Cupiello’ di Eduardo De filippo, per noi italiani – ha specificato Angelucci Marino-. In Italia, invece, non se ne è mai occupato nessuno, e soprattutto nessun italiano lo ha mai rappresentato nel paese in cui è stato scritto e dove saremo accolti con grande partecipazione”.





“Non raccontiamo la storia di immigrati vista da noi come abbiamo fatto in altri spettacoli che in 10 anni di collaborazione col Teatro Stabile d’Abruzzo pure abbiamo portato in sud America – ha aggiunto il regista -. Lo spettacolo racconta il fallimento del grande sogno migratorio, del sogno liberale. È la storia di chi ha vissuto quelle situazioni, raccontata direttamente da un figlio di immigrati, che però, a differenza di altri ce l’aveva fatta. Il padre dell’autore, Santo Discepolo, era un famoso direttore d’orchestra di Buenos Aires di origini napoletane e tutti i suoi cinque figli divennero artisti: Armando ebbe successo come drammaturgo, e il più piccolo Enrique Santos detto ‘Discepolin’, fu l’inventore di un genere di tango, con le sue canzoni a sfondo sociale, e nel nostro spettacolo tutte le canzoni sono brani suoi”.

Particolarità dell’innovativa messa in scena, l’utilizzo di maschere antropomorfe, realizzate dal BRAT Teatro di Udine, che permettono la trasfigurazione. Un particolare codice espressivo nato dalle suggestioni create dai murales e dai ‘bamboloni’ della Boca, il celebre barrio porteño contraddistinto da una forte impronta italiana.

“Prendiamo un monumento teatrale della loro storia, e proviamo a raccontarlo in un modo che non conoscono. Attraverso l’uso della maschera contemporanea, c’è un lavoro sull’archetipo, si racconta la storia dei personaggi, migranti specifici, che grazie alla maschera diventano anche altro. Questo specifico del teatro italiano che è l’uso della maschera, e il racconto dell’italianità all’estero fatta da italiani rappresenta la grande scommessa che vogliamo compiere”, ha concluso Angelucci Marino.





Entusiasta dell’iniziativa il presidente Marsilio ha affermato: “Quest’opera fa conoscere e riscoprire un autore argentino di origini italiane che parla di un tema attuale come quello dell’immigrazione. Sosteniamo e seguiamo questo progetto anche come Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) con cui stiamo cercando in questi anni di rendere fecondo il rapporto tra l’Abruzzo e le comunità abruzzesi in Italia e nel mondo. Questa è un’iniziativa che, grazie anche al lavoro di stefano Angelucci, ci sta permettendo di ricostruire e rinsaldare legami con la comunità abruzzese in Sud America, con la possibilità di offrire anche una proposta culturale e artistica rispettosa delle loro radici”.

Il sindaco Biondi ha evidenziato la “volontà del TSA di essere un’istituzione di produzione di eventi culturali capace di muoversi anche oltre la città dell’Aquila, con collaborazioni con piccole realtà del territorio, con realtà nazionali e internazionali. Portare uno spettacolo in Argentina dove c’è una delle comunità italiane tra le più numerose, con italiani di prima, seconda, terza, quarta generazione, può sicuramente rinsaldare i legami con la terra di nascita degli avi, e portare anche del turismo, sebbene quella attuale è un’Argentina in profonda trasformazione, dove ci sono cambiamenti importanti in atto”.

Lo spettacolo “Stéfano” vedrà in scena gli attori Vito Signorile, Tina Tempesta, Rossella Gesini, Paolo Del Peschio e  Stefano Angelucci Marino, che firma anche la regia, mentre scenografia e costumi sono rispettivamente a cura di Tibò Gilbert e Luisa Nicolucci.

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