IL VATICANO NON PAGA LA TARI PER BASILICHE A ROMA: EMENDAMENTO BLINDATO DEL SENATORE D’ALFONSO

2 Dicembre 2021 10:32

Regione: Abruzzo

ROMA  – Porta la firma del senatore abruzzese del Pd, Luciano D’Alfonso, ex presidente della Regione e ora presidente della commissione Finanze, il controverso emendamento che esenta dal pagamento della tassa rifiuti (Tari), per basiliche e altri immobili.

Sono nel dettaglio le basiliche di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore e di San Paolo, Castel Gandolfo, la Basilica dei Santi XII Apostoli, le chiese di S. Andrea della Valle e di San Carlo ai Catinari e pure Università Gregoriana, Istituto Biblico, Istituto Orientale e Archeologico, Seminario Russo, Collegio Lombardo, i due palazzi di Sant’Apollinare e la Casa degli esercizi per il Clero di San Giovanni e Paolo.

L’emendamento è al decreto fiscale la cui approvazione sarà blindata con la questione di fiducia.

“La disposizione – prevede il testo dell’emendamento scritto da D’Alfonso – si applica per i periodi d’imposta per i quali non è decorso il termine di accertamento del tributo nonché ai rapporti pendenti e non definiti con sentenza passata in giudicato“.

Al Vaticano toccherà quindi saldare il dovuto per il passato, compresa la cartella esattoriale da oltre 70mila euro arrivata per il mancato pagamento nel 2012 della tassa dovuta dal Pontificio Istituto Biblico. La Commissione tributaria regionale nel 2014 aveva dato ragione alla Santa Sede, ma in seguito la Suprema Corte ha dato ragione all’Ama respingendo le tesi del Vaticano che si appellava all’articolo 16 dei Patti lateranensi del 1929, in base al quale tutti gli immobili prima citati “saranno esenti da tributi sia ordinari che straordinari tanto verso lo Stato quanto verso qualsiasi altro ente”. L’esenzione, hanno spiegato i giudici, deve valere solo per “le imposte che gravano sui redditi degli immobili in questione”, non per il corrispettivo di un servizio quale è la Tari.

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