I DATI DEL MINISTERO DELLA SALUTE SU TRACCIAMENTO SMART CONTAGI; PRIMA PROVINCIA AUTONOMA BOLZANO, ULTIMA LA SICILIA; IN REGIONE LA UTILIZZANO IL 13,1% POSSESSORI SMARTPHONE. PER ASSESSORE VERI' DATO INCORAGGIANTE

IMMUNI: ABRUZZO TERZA IN ITALIA PER UTENTI MA APP ANTI COVID ANCORA POCO DIFFUSA

13 Settembre 2020 08:15

Regione - Sanità

PESCARA – L’applicazione  Immuni per il tracciamento dei contatti, resa disponibile dal governo per contrastare la diffusione del coronavirus è stata scaricata in Italia 5.570.799 volte.

E l’Abruzzo, si scopre dalla mappa diffusa dal  ministero della Salute è terza in Italia per percentuale di utenti Immuni, in rapporto ai possessori di smartphone.

Prima è la provincia autonoma di Bolzano, con il 15,1%, a seguire l’Emilia Romagna, 13,3%, e appunto l’Abruzzo con il 13,1%.

A seguire la Liguria e la Toscana, 12,4%, e le Marche, 12,3%.





Percentuali più basse al sud, con fanaline di coda Sicilia, 5,4%, Calabria, 6,4%, e Campania, 6,4%

A sottolinearlo, pochi giorni fa anche l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, nel sottolineare “il grande lavoro in atto nell’ambito della sanità nel periodo Covid” della Regione Abruzzo,  “identificata tra le prime tre regioni a livello nazionale: lo è stata per il piano Covid, per l’App immuni e per il numero di tamponi negli aeroporti. Ciò vuol dire che il sistema sanitario sta cambiando e questo si percepisce nonostante il periodo critico”.

Un appello a scaricare Immuni è stato fatto a metà agosto dal capo della task force regionale abruzzese, Alberto Albani.

“Il virus non è più leggero – aveva detto  Albani – ma il bagaglio di farmaci a disposizione e l’individuazione precoce ci sta aiutando. L’app Immuni in questo momento potrebbe fornire un valido supporto: peccato che l’abbiano scaricata poche persone in Abruzzo, faccio un appello a farlo”.

L’app in effetti ancora poco diffusa, meno di due possessori di smartphone l’ha finora scaricata,  eppure dal primo giugno a fine agosto, 155 utenti hanno segnalato di essere positivi proprio  grazie all’app: 21 a giugno, 38 a luglio e 96 in agosto.





L’applicazione ha poi inviato 1.878 notifiche ad altrettanti dispositivi, che erano stati rilevati nei paraggi degli smartphone di chi aveva poi scoperto di essere positivo al coronavirus.

Grazie all’applicazione insomma, è stato possibile evitare alcune catene di contagio, che avrebbero potuto portare a nuovi focolai.

I download, dopo una fase iniziale di maggiore interesse hanno iniziato a rallentare, e per questo nelle ultime settimane sono state rafforzate le campagne per invitare la popolazione a utilizzarla.

Questo il suo funzionamento: Immuni consente di ricevere notifiche se si è entrati in contatto con persone che hanno poi scoperto di essere positive al coronavirus: entrambe devono avere naturalmente l’app installata sul loro smartphone. E’ garantita la tutela della privacy degli utenti e non viene registrata la posizione geografica.

Quando una persona che ha Immuni sul suo telefono scopre di essere positiva al coronavirus – tramite un tampone – ha la possibilità di segnalare la sua condizione alla app con l’aiuto di un operatore sanitario (per evitare false segnalazioni). La segnalazione avviene attraverso l’invio di un codice (chiave) univoco e anonimo, che viene poi utilizzato per informare gli altri utenti di Immuni che erano entrati in contatti con la persona che ha scoperto di essere positiva.

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