IMPIANTI SCI: FIORAVANTI VS SINISTRA ITALIANA, “FANATISMO AMBIENTALE SVUOTA LE MONTAGNE”

5 Gennaio 2022 12:12

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – “Sinistra italiana la smetta di essere portavoce di politiche fanatiche di terrorismo ambientale che vogliono, come unico e solo scopo, l’allontanamento dell’uomo dalla sua montagna e dai suoi territori per favorire aree costiere e metropoli. La loro politica dei no produce solo ed esclusivamente conseguenze disastrose per L’Aquila e per le aree interne abruzzesi!”.

E’ un passaggio della durissima nota di Giorgio Fioravanti, delegato per l’Abruzzo alle Politiche Montane della Lega-Salvini Premier e segretario Comunale Lega L’Aquila che prende di mira Enrico Perilli, della segreteria regionale Sinistra Italiana Abruzzo, e Pierluigi Iannarelli segretario circolo Sinistra Italiana L’Aquila, che hanno esultato per la sentenza del TAR dell’Aquila che ha bocciato l’ampliamento del bacino sciistico di Ovindoli in direzione Valle delle Lenzuola, che dimostrerebbe “l’impreparazione di molte amministrazioni comunali, intente a speculare sull’ambiente e sulla tutela ambientale senza avere la minima cognizione dei valori e delle norme poste a loro tutela”.

Aggiungendo che “in questi anni la Lega ha avuto ed ha la gestione politica di tutta la filiera ambientale, assessore al Comune, assessore alla Regione e sottosegretario al Governo nazionale, quindi si evince che aveva tutti gli strumenti, gli uomini posizionati nei posti giusti, per assumere decisioni politiche a loro congeniali. Se ciò non è avvenuto non è per colpa degli ambientalisti, che non hanno messo in campo nessuna opera di interdizione, non essendo presente nessun atto amministrativo, ma per la totale inadeguatezza degli amministratori della Lega e della destra incapaci di produrre atti che vadano nella direzione da loro auspicata”.

LA NOTA DI FIORAVANTI 

Lo strampalato e scomposto comunicato di Sinistra Italiana, che getta la compagine leghista in un minestrone di sciocchezze, non meriterebbe alcun tipo di replica anche solo per il palese livore che annebbia i due redattori; ma, in quanto delegato per l’Abruzzo dalla Lega – Salvini Premier per le politiche montane e in quanto segretario comunale della Lega a L’Aquila, mi limiteró a sottolineare le scarse e carenti nozioni, proprio in tema di tutela ambientale, per la quale si auto-proclamano indomiti pseudo-difensori.





Già le folli e scriteriate affermazioni, che vogliono il comparto sciistico invernale non bisognoso di aggiornamenti strutturali, dimostrano la palese e scellerata faziosità con cui vengono affrontati temi molto delicati e dai quali dipende il lavoro di tantissimi operatori del settore; lavoratori pedemontani con famiglie che vivono di turismo ma che vengono scaricati, trattati come reietti, per far posto a fauna e flora spesso “scoperta”, casualmente, solo qualche giorno dopo la presentazione di progetti di sviluppo proprio sulle aree interessate.

Non entro nel merito della sentenza del TAR sugli impianti a Ovindoli, sentenza che va rispettata e accettata, ma, in maniera pretestuosa, i due “progressisti” puntano il dito contro amministratori e tecnici senza citare minimamente le due direttive europee, habitat e uccelli, a cui le sigle ambientaliste e i partiti di estrema sinistra, si appellano ogni volta che c’è da bloccare un progetto di sviluppo turistico sostenibile su aree di scarso pregio ambientale, in quanto già compromesse dalle attività umane.

Direttive importanti e indubbiamente necessarie, con le quali mi troverei anche d’accordo se solo non fossero state applicate, da passate amministrazioni di questa Regione, sempre di area progressista, in maniera totalmente ideologica e schierata contro lo sviluppo delle nostre stazioni sciistiche a tal punto da trovarci, nel caso del SIC/ZPS Gran Sasso, di fronte a un colossale illecito.

Una palese violazione dell’articolo 2, comma 3, della Direttiva 92/43/CEE che impone, in fase di perimetrazione dell’area interessata, di tener conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali.

I due redattori si improvvisano, addirittura, anche novelli meteorologi in erba, scadendo nel totale ridicolo, per cercare di sminuire l’enorme affluenza di appassionati degli sport invernali i quali, in questi giorni, stanno affollando la Funivia del Gran Sasso, unico punto d’accesso invernale per la stazione di Campo Imperatore.

Scienziati talmente accecati da non rendersi nemmeno conto di aver, sostanzialmente, sottolineato come, proprio a causa del riscaldamento globale, Campo Imperatore potrà restare una delle poche località sciistiche in grado di sopravvivere, in futuro, alle temperature più calde in quanto superiore ai 2.000 metri sul livello del mare.





In pratica, hanno confermato che questa parentesi anticiclonica altro non è se non ciò che accadrà sempre più spesso nei prossimi anni causando affluenze sempre maggiori.

Affluenze record che metteranno ulteriormente e palesemente in luce la necessità di un secondo accesso alla stazione di Campo Imperatore; sostanzialmente, si tratta della semplice applicazione del Piano Speciale Territoriale Scindarella-Montecristo che mai ha visto luce, in 30 anni di approvazione, a causa, secondo la strampalata tesi dei due scienziati di Sinistra Italiana, della Lega.

Tutto ciò rinnegando, in conclusione del loro comunicato, anche il partito con il quale Enrico Perilli ha sempre governato questa città e con il quale, le compagini di cui ha fatto parte, hanno governato questa Regione e questo Paese.

Siamo davvero nel ridicolo più totale. Spiegassero, piuttosto, per quale motivo non fanno mai parola sulle rimozioni dei veri detrattori ambientali sparsi sul PNGSL, spiegassero come sia possibile tollerare che una palese violazione di Natura2000 possa impedire qualsiasi minimo intervento di sviluppo su un’area strategica come il Gran Sasso e la smettano di essere portavoce di politiche fanatiche di terrorismo ambientale che vogliono, come unico e solo scopo, l’allontanamento dell’uomo dalla sua montagna e dai suoi territori per favorire aree costiere e metropoli.

La loro politica dei NO produce solo ed esclusivamente conseguenze disastrose per L’Aquila e per le aree interne abruzzesi.

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