IN ABRUZZO EMORRAGIA DI POSTI DI LAVORO: OCCUPAZIONE PRIORITÀ PER NUOVO GOVERNO

MENO 30MILA POSTI A GIUGNO, DATO PEGGIORE IN ITALIA. A SOFFRIRE MAGGIORMENTE LE COSTRUZIONI E I SERVIZI. BENE AGRICOLTURA E INDUSTRIA

28 Settembre 2022 08:26

Regione - Politica

PESCARA  – Tra il quarto trimestre 2021 e il secondo trimestre 2022, gli occupati, in Abruzzo, subiscono una flessione di ben 33mila unità, la peggiore a livello nazionale.

Di questo dato dovranno tenere a mente, in primis, i 13 deputati e senatori eletti in parlamento domenica, che in campagna elettorale hanno ripetuto come un mantra che la priorità delle priorità è quella del lavoro, della difesa dell’occupazione, in una congiuntura drammatica in cui si rischia il moltiplicarsi dei licenziamenti o delle non assunzioni, a causa dell’impennata del costo dell’energia e delle materie prime, che stanno mettendo in ginocchio imprese e attività commerciali.

Il dato è stato calcolato in un report dal ricercatore abruzzese Aldo Ronci, aggiornato a giugno, e dunque in un periodo migliore rispetto all’attuale, in cui le conseguenze globali della guerra in Ucraina ancora non dispiegavano a livello globali il loro nefasto effetto

In valore percentuale la flessione in Abruzzo è stata del 6,5%, in controtendenza con il dato nazionale che ha registrato un incremento dell’1,4%.

Tale flessione fa registrare all’Abruzzo il peggior risultato a livello nazionale.

Nel primo semestre di quest’anno, si osserva, “l’occupazione in Abruzzo subisce un vero e proprio tracollo”.

Anche la disoccupazione, rileva l’analisi, condotta su dati Istat, registra dati allarmanti con un incremento di 14.000 disoccupati pari al 31,1% in controtendenza rispetto al dato nazionale che ha segnato un decremento del 12%.

Anche l’incremento dei disoccupati del 31,1% fa realizzare all’Abruzzo il peggior dato a livello nazionale.

All’allarmante dato sull’occupazione nel I semestre 2022, si affiancano, nello stesso periodo, una dinamica dell’impresa che vede l’Abruzzo registrare un incremento percentuale di appena lo 0,12% e posizionarsi al terzultimo posto nella graduatoria delle regioni d’Italia ed un andamento dell’export che, con una flessione dello 0,8%, in controtendenza con l’incremento nazionale del 22,5%, segna una battuta d’arresto e posiziona l’Abruzzo al penultimo posto della graduatoria nazionale.

Per quanto riguarda i singoli settori, significativo l’incremento in agricoltura (+4mila unità; +17,2%) pari a sette volte quello italiano (+2,3%), dato che piazza l’Abruzzo al quinto posto nella graduatoria nazionale, e buono anche l’incremento dell’industria (+6mila unità; +6,6%) in controtendenza con quello italiano (‐0,3%).

Tutte le altre attività subiscono decrementi in controtendenza con gli incrementi nazionali: le costruzioni (-7mila, ‐16,3% contro il +8,9%italiano), comparto nel quale l’Abruzzo si posiziona al terzultimo posto nella graduatoria nazionale; il commercio, gli alberghi e i ristoranti (-13mila, ‐12% contro +2,5%) e gli altri servizi (‐23mila, -9,6% contro +0,7%), comparti per cui l’Abruzzo si piazza all’ultimo posto della graduatoria nazionale.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©

    Ti potrebbe interessare: