IN ABRUZZO OLTRE 2MILA ALUNNI IN MENO, CON COVID CRESCE RISCHIO DISPERSIONE SCOLASTICA

"E' EMERGENZA SOCIALE, MISURE A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE", I DATI DELLE PROVINCE; USR AVVIA MONITORAGGIO

di Azzurra Caldi

13 Aprile 2021 07:51

PESCARA – Una “diminuzione preoccupante” che rende “urgenti e necessarie le politiche per il lavoro, per la famiglia, per il welfare e per la scuola”: l’anno scolastico 2021-22 vedrà 2.073 alunni in meno nelle scuole abruzzesi, con l’impatto sociale della pandemia che rischia di aggravare il fenomeno della dispersione scolastica.

La Cisl Scuola Abruzzo-Molise, per voce del segretario generale, Davide Desiati, sottolinea come, tra l’altro, la diminuzione non sia omogenea nelle quattro province, con Chieti che vedrà una riduzione del 47,75%; Teramo del 28,32%; Pescara del 18,33% e L’Aquila del 5,60%.

“La diminuzione degli alunni – dichiara Desiati – è ancora più preoccupante perché risulta maggiormente concentrata nella scuola dell’infanzia e nella primaria, quindi destinata ad avere effetti nei prossimi anni per i vari ordini e gradi di scuola. Il trend della diminuzione degli alunni prosegue inesorabilmente in senso negativo da diversi anni. Risultano sempre più urgenti e necessarie tutte quelle politiche per il lavoro, per la famiglia, per il welfare e per la scuola finalizzate a favorire la costituzione dei nuclei familiari con figli nella nostra regione”.

Intanto l’Ufficio scolastico regionale ha aderito al piano strategico nazionale, avviando un monitoraggio – per le classi terze delle Scuole Secondarie di Primo Grado e del primo biennio delle Scuole Secondarie di Secondo Grado – contro la dispersione scolastica, “un’emergenza sociale che ha radici profonde e conseguenze dannose non solo per per il singolo studente fuoriuscito dal sistema formativo, ma anche per l’intero Paese”.

Si tratta di un fenomeno multiforme e complesso, al cui contrasto concorrono la scuola, le istituzioni, la famiglia, gli enti e le associazioni del terzo settore. L’Unione Europea, con il programma “Istruzione e Formazione” (ET 2020), aveva posto come benchmark la riduzione del tasso di dispersione al 10%, sintomo questo di un problema sistemico che in Italia si attesta sul 14% della popolazione scolastica, seppur con evidenti differenze tra le varie aree geografiche del Paese.

Sebbene nell’ultimo rapporto pubblicato dal Ministero dell’Istruzione nel luglio 2019 (riferito agli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018), anche in Abruzzo i dati abbiano registrato un’apprezzabile diminuzione, l’emergenza sanitaria rischia non solo di compromettere i risultati delle politiche di contrasto messe in atto negli ultimi anni, ma anche di veder l’aggravarsi del
fenomeno.

Infatti le indagini nazionali ed internazionali che si stanno occupando dell’impatto sociale del lockdown conseguente alla pandemia, rilevano una pesante conseguenza in termini di “caduta degli apprendimenti”, soprattutto nelle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione scolastica, già a rischio di abbandono e di dispersione scolastica.

“Risulta doveroso – scrive l’Usr Abruzzo – procedere ad indagare il variegato fenomeno della dispersione , distinguendo tra evasione , elusione , dispersione implicita e learning loss, valutandone l’eventuale recrudescenza dovuta alle limitazioni alla didattica in presenza derivante dall’emergenza sanitaria in atto. In quest’ottica si inserisce il Piano d’azione, predisposto da questo Ufficio d’intesa con l’IIS ‘E. Majorana’ di Avezzano, in qualità di Scuola Polo Regionale per la lotta alla dispersione scolastica, che prevede in primis la rilevazione aggiornata dei dati afferenti alla dispersione scolastica, consentendo di valutare le azioni e le politiche da mettere in atto per contrastare il fenomeno”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA


    Ti potrebbe interessare: