IN ARRIVO SUPER GREEN PASS ESTESO AGLI STATALI. ISS, “CON VACCINO -96% RICOVERI E DECESSI”

BOLLETTINO ABRUZZO: 85 CASI, ZERO MORTI, 135 GUARITI, CALANO I RICOVERI

12 Settembre 2021 08:29

Regione: Sanità

PESCARA – Certificazione Verde Covid-19 a tutti i dipendenti dei ministeri, delle Regioni e degli enti locali, degli enti pubblici non economici, delle agenzie fiscali e delle autorità indipendenti. E includerebbe come categorie la magistratura, i militari e le forze di sicurezza. E ancora per  quelli dei settori privati dove è già previsto per i clienti. Ovvero bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre e piscine, trasporti a lunga percorrenza.

Questo prevede il decreto legge  per estendere il Green Pass obbligatorio che potrebbe vedere la luce tra mercoledì 15, data in cui potrebbe essere convocata la Cabina di Regia del governo, e giovedì 16, il giorno del Consiglio dei Ministri. Oppure un provvedimento ancora più ampio, che comprenda tutto il lavoro privato, ma da varare dopo il primo turno delle elezioni amministrative, in programma tra il 3 e il 4 ottobre. Se il premier Mario Draghi, spalleggiato dal ministro della salute Roberto Speranza e della Funzione pubbica Renato Brunetta, premono sull’acceleratore, mentre  il premier Matteo Salvini, manifesta ancora una certa resistenza attorno all’ipotesi.

Sono intanto più di 10 milioni gli italiani sopra i 12 anni che non hanno fatto neanche la prima dose di vaccino. Dall’ultimo report del Governo emerge che 3,5 milioni sono gli over 50 senza alcuna copertura, mentre sono poco meno di un milione e 700mila i ragazzi tra i 12-19 anni in attesa. A questi vanno aggiunti più di 5 milioni tra i 20-49 anni che portano il totale a oltre 10 milioni. Ma secondo i dati dell’Iss, per i vaccinati con 2 dosi, il rischio di morire si riduce del 96%. Sul fronte dell’obbligo vaccinale sembra quasi certa l’intenzione di procedere anche se per step, come si è fatto per il Green Pass.

Intanto, calano i contagi: 5.193 (ieri 5.621) e 57 le vittime (ieri 62).

REPORT ISS: “DA VACCINO FORTE PROTEZIONE, -96% DI RISCHIO DI RICOVERO IN INTENSIVA E MORTE”

“Si osserva una forte riduzione del rischio di infezione da virus Sars-CoV-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate: 77% per la diagnosi, 93% per l’ospedalizzazione 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi”.

Lo attestano i dati contenuti nell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di Sanità

“La maggior parte dei casi notificati negli ultimi 30 giorni in Italia sono stati diagnosticati in persone non vaccinate”, attesta l’Iss

A mo’ di esempio, nel report viene proposto il confronto tra la popolazione con età inferiore ai 12 – non vaccinabile – e la popolazione con età superiore ai 12. «Si osserva che dalla seconda decade di agosto l’incidenza per gli under 12 è maggiore rispetto a quella degli over 12». Inoltre, a partire dalla seconda decade di luglio “si è osservato un aumento in percentuale dei casi nelle fasce di età più giovani (<3, 3-5, 6-11) a discapito delle fasce 12-15 e 16-19». Sempre riguardo all’impatto della campagna vaccinale sulle curve epidemiologiche, il lavoro dell’Iss rileva che – negli ultimi 30 giorni – il 26% delle diagnosi Covid, il 37,4% delle ospedalizzazioni, il 46,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 49,9% dei decessi nella popolazione over 80 siano avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcune dose di vaccino”.

Quindi il farmaco biologico è risultato inefficace nei pazienti più anziani? No, poiché queste cifre vanno lette tenendo conto del “cosiddetto effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra vaccinati e non vaccinati, per via della progressiva diminuzione nel numero di questi ultimi”.

Analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi tra le persone ultraottantenni, ad esempio, “si osserva che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben 13 volte più basso dei non vaccinati, 1,1 contro 14,8 per 100 mila abitanti, mentre il tasso di decesso è 15 volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo, 76,2 contro 5,0 per 100 mila abitanti”.

L’ULTIMO BOLLETTINO IN ABRUZZO 

Sono 85 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo, di età compresa tra i 2 e i 95 anni, emersi dall’analisi di 3.049 tamponi molecolari e 5.673 test antigenici.

Nessun decesso nelle ultime ore, mentre sono 135 i guariti, che portano il totale a 75.383 dall’inizio dell’emergenza.

Dei nuovi casi, 26 fanno riferimento alla provincia di Pescara, 25 a quella di Chieti, 20 a quella di Teramo, 16 a quella dell’Aquila.

Gli attualmente positivi sono 2.186 (-51), 72 i ricoverati in area medica (-6), 6 in terapia intensiva (+1), 2.108 in isolamento domiciliare (-46).

U con l’età mediana alla diagnosi che sale a 37 anni. Quanto al lieve aumento registrato dal monitoraggio settimanale per l’occupazione dei posti letto in terapie intensive e aree mediche, “è un trend che tende a fermarsi e tenderà a declinare” ha assicurato il presidente dell’Iss.

Dello stesso parere anche il matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), secondo il quale ha raggiunto il picco circa una settimana fa la curva media dei ricoveri giornalieri nelle unità di terapia intensiva e negli ultimi giorni ha toccato il massimo anche la curva dei decessi giornalieri. I dati sembrerebbero dunque andare verso un miglioramento, ma decisivo per le prossime settimane resta l’andamento della campagna vaccinale, per garantire un minore rischio di contagio anche in vista della riapertura delle scuole.

Lo ribadisce con forza Rezza: “Preoccupano gli oltre 3,5 milioni di over 50 ancora non vaccinati, ma vediamo una ottima adesione fra i giovani. La variante Delta corre di più, quindi vaccinare anche i più giovani è importante per fare sì che circoli di meno l’infezione, poiché – conclude – sono proprio i più giovani che possono poi portare l’infezione dentro le case”.

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