PACENTRO - Il 6 settembre in auto d'epoca dalla Strada degli Zingari presso Angeli di Varano (Ancona) per raggiungere Pacentro (L'Aquila) e ripercorrere in auto i 230 chilometri che nel 1294 avevano percorso gli Angeli-messaggeri di etnia zingara che avevano ricevuto l'incarico di raggiungere e confermare Celestino V che il suo messaggio, con la decisione di far deporre la Santa Casa di Nazareth a Loreto, fosse stato ricevuto e compreso.
L'iniziativa è organizzata dal "CAMSA, Club Auto Moto storiche di Ancona", in collaborazione con l'"Associazione Corsa degli Zingari" e con la "Arco degli Angeli wine factory" prevede anche una sosta alla Chiesa di S. Maria della Petrella di Ripatransone (AP), uno dei luoghi interessati dalla vicenda della Traslazione e assai verosimilmente attraversato dagli Angeli-messaggeri di etnia zingara.
Il "viaggio" intende, infatti, rievocare lo stretto legame tra le vicende della Traslazione della Santa Casa di Loreto e la plurisecolare "Corsa degli Zingari", gara podistica di circa un chilometro che si svolge a Pacentro la prima domenica di settembre e che vede come suo traguardo l'altare della chiesetta di Pacentro dedicata proprio alla Madonna di Loreto.
Legame che viene illustrato nel saggio "La Via degli Angeli – La traslazione delle Pietre della Santa Casa" di Fernando Frezzotti (Ed. Il Lavoro Editoriale) che ricostruisce in un arco temporale di oltre 21 anni la traslazione a Loreto della Santa Casa, salvata dalla Terrasanta, individuando il ruolo avuto dagli Angelo-Comneno, Despoti di Tessaglia ed Epiro, dai due fra i più noti Grandi Maestri templari, Guillaume de Beaujeu e Jacques de Molay, e da due Papi Gregorio X e Celestino V.
Far deporre la Santa Casa a Loreto anziché nella Basilica di Collemaggio (AQ) - per un contrasto insorto sulla legittimità del possesso con Carlo II d'Angiò, re di Napoli - fu una decisione sofferta per Celestino V che proprio alla realizzazione di Collemaggio aveva dedicato gli ultimi vent'anni della sua vita.
"Trattandosi di una decisione tormentata - spiega Frezzotti - il 2 ottobre 1294 Celestino inviò dei messaggeri da L'Aquila al convoglio che stava trasportando la Santa Casa e che, in attesa dei suoi ordini si trovava a sostare ad Angeli di Varano (AN). Pretese la conferma che il suo messaggio fosse stato ricevuto e compreso e che il suo ordine fosse eseguito, attraverso la "ricevuta di ritorno" che fu a affidata a due distinti gruppi di messaggeri tra i quali un gruppo di fanti appiedati di etnia valacca e denominati "Zingari". Dalla località Angeli (che in greco sta per "messaggeri") di Varano, il tratto verso Meridione dell'antica Via Flaminia (un diverticolo della consolare), prese il nome, tuttora in uso, di "Strada degli Zingari". I messaggeri Zingari raggiunsero Celestino V il 12 ottobre 1294 quando, diretto verso Napoli, si trovava a transitare per Pacentro".
"Un giorno importante quello per la cristianità - sottolinea Frezzotti. Grazie agli Zingari-messaggeri la Santa Casa sarebbe rimasta patrimonio della Chiesa - caratteristica che tuttora possiede - e non sarebbe finita nelle mani del Re di Napoli".
I primi risultati degli studi di Frezzotti sulla vicenda storica della Santa Casa di Loreto sono stati pubblicati a partire dal 2018 dalla rivista "Studi sull'Oriente Cristiano" edita dall'Accademia Angelico Costantiniana presieduta da Alessio Angelo Comneno, discendente diretto della famiglia imperiale degli Angelo-Comneno Ducas e, segnatamente, dei Despoti di Epiro e Tessaglia.








