“IN FINANZIARIA BRICIOLE PER SANITÀ PUBBLICA”, LOMBARDI, “SENZA PERSONALE PNRR SPRECO RISORSE”

SEGRETARIO AZIENDALE ANAAO ASL AQUILANA BOCCIA SENZA APPELLO MANOVRA GOVERNO MELONI, "DEI 2 MILIARDI, 1,6 VANNO A CARO BOLLETTE, POCO O NULLA A VERA EMERGENZA, QUELLA DI NUOVE ASSUNZIONI. COSÌ RISCHIAMO TRACOLLO". MANIFESTAZIONE SINDACATI IL 15 DICEMBRE

di Filippo Tronca

7 Dicembre 2022 08:22

Regione - Sanità

L’AQUILA  – “Certo, in finanziaria vengono stanziati 2 miliardi per la sanità, ma il grosso, 1,4 miliardi va a coprire i costi maggiorati per le bollette energetiche e i farmaci per affrontare l’emergenza covid. Per la vera emergenza, che mette sempre di più a rischio la tenuta della sanità pubblica, ovvero la carenza di personale, rimangono davvero poche risorse, 600 milioni, e l’inflazione si mangerà buona parte di essi, portando di fatto a un taglio, che rischia di essere fatale, dopo le sofferenze provocate da due anni di pandemia”.

Il 15 dicembre a Roma, bandiera dell’Anaao in mano, ci sarà, suo malgrado, anche Loreto Lombardi, segretario aziendale per la Asl provinciale aquilana, dell’Anaao, il più importante sindacato dei medici, nonché direttore facente funzione del reparto Endoscopia digestiva dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Il suo grido di dolore, nell’intervista ad Abruzzoweb, fa seguito alla levata di scudi di tutti i sindacati della sanità che con una sola voce bocciano la bozza della prima legge finanziaria del governo di centrodestra di Giorgia Meloni, pronti dunque a scendere in piazza, tra due settimane, dopo aver già dichiarato lo stato di agitazione.





Tra le rivendicazioni, oltre le poche o nulle risorse per le assunzioni, citate da Lombardi, la mancata indennità di Pronto Soccorso, rinviata al 2024, il contratto di lavoro 2019-2021 che prevede incrementi pari a un terzo del tasso inflattivo attuale, e nessun finanziamento per
quello 2022-2024. Pesanti le critiche dei sindacati al neo ministro alla Salute Orazio Schillaci. “Le fughe di massa dei professionisti, insieme con l’insoddisfazione e lo scontento di chi non fugge suonano un allarme che, però, non arriva alle orecchie del ministro della Salute e del Governo che non vedono organici drammaticamente ridotti al lumicino al punto da mettere a rischio l’accesso dei cittadini alla prevenzione e alle cure, insieme con la loro qualità e sicurezza”, si legge in una nota congiunta.

Loreto Lombardi, esponente di spicco del sindacato regionale di cui è presidente Alessandro Grimaldi, primario malattie infettive al San Salvatore, sottolinea in particolare che “non riusciamo a intravedere, nelle prime misure del governo, una strategia, un programma di rilancio della sanità. Nel testo della finanziaria ci sono solo  cinque piccoli articoli, davvero poco. Eppure usciamo da due anni pandemia che hanno messo in evidenza tutti i limiti di un sistema sanitario nazionale per troppo tempo oggetto di tagli e ridimensionamenti. Ripeto, la cosa più grave è che non c’è niente per quanto riguarda l’aumento del personale e per le nuove assunzioni, che doveva essere la priorità assoluta”.

A differenza di sigle più schierate e radicali, Lombardi non arriva a dire che “il governo vuole favorire la sanità privata, depotenziando quella pubblica, non voglio crederlo, fatto sta che per ora le sue scelte non vanno certo a favore del servizio sanitario pubblico”.

A questo proposito, Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), avverte che ci sarà una fuga dagli ospedali: “Si rischia l’emorragia di molti medici che andranno via dal sistema sanitario nazionale, attratti dal prepensionamento, dalle offerte dall’estero e dal privato”, proprio per i carichi di lavoro non più sostenibili.





Un rischio enorme, perché la sanità italiana già soffre una carenza di personale e perché la riforma da 7,1 miliardi prevista dal Pnrr avrà bisogno di un aumento del numero di medici, infermieri e operatori sanitari. Altrimenti, resterà una scatola vuota. E Lombardi ne è ben consapevole, anche a proposito dei 213 milioni di euro di fondi messi a disposizione dell’Abruzzo  dal Pnrr, di cui  59 milioni destinati all’apertura delle Case della comunità, 26 milioni agli Ospedali di comunità, 4 milioni alle centrali operative territoriali, 31 milioni all’acquisto delle grandi apparecchiature, 54 milioni all’adeguamento antisismico e 38 milioni alla digitalizzazione.

“Il Pnrr complessivamente non destina adeguate risorse alla sanità che doveva essere invece la priorità assoluta – spiega il medico -. Noi ci siamo trovati ad affrontare la pandemia con una percentuale di 2,6 posti letto per acuti, quando la Germania ne aveva 8,1. Non ci rendiamo conto che abbiamo tanti, troppi, ospedali fatiscenti. Bene gli investimenti sulla sanità territoriale con la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità, ma il punto cruciale e critico è sempre lo stesso: chi ci andrà a lavorare in queste nuove strutture, se non abbiamo sufficiente personale nemmeno per gli ospedali esistenti? Non si possono costruire i contenitori senza pensare poi al contenuto. Il rischio è di sprecare ingenti e preziose risorse”.

 

 

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