IN RICORDO DI GIOVANNI LEONARDIS: FIGLIA FRANCESCA, “MEDICO INNAMORATO DI SUA TERRA AQUILANA”

DOMANI AL COMPIANTO ANESTESISTA E RIANIMATORE SCOMPARSO NEL 2010, SARÀ DEDICATA UNA STRADA NELL'AREA DELL'OSPEDALE SAN SALVATORE, ASSIEME AD ALTRI NOVE ILLUSTRI COLLEGHI, SU INIZIATIVA DELL'ORDINE. "MIO PADRE DICEVA DI AVER 'ADDORMENTATO' DUE VOLTE LA POPOLAZIONE AQUILANA TUTTA".

17 Marzo 2023 10:24

L'Aquila - Sanità

L’AQUILA – “Il prof Giovanni Leonardis oltre ad essere stato il primo anestesista rianimatore a L’Aquila ed aver creato nell’ospedale San Salvatore un servizio di Anestesia dal nulla e aver aperto una delle prime Rianimazioni in Italia – tutto questo prima di vincere il concorso da professore ordinario -, è stato un uomo innamorato della sua terra d’Abruzzo, del suo paese Tussio, della piana di Navelli, ed è stato attivo cittadino nella città di L’Aquila”.





Un commosso ricordo, del grande medico aquilano Giovanni Leonardis, morto a 82 anni nell’agosto 2010, è scandito dalla figlia Francesca Leonardis, che ha seguito le orme del padre, ed è ora primario di Terapia intensiva al policlinico Tor Vergata di Roma. Figli del compianto medico, che ha lasciato la moglie Elena, sono anche Carlo Leonardis, medico anestesista anche lui,  presso gruppo Petruzzi, e Alberto Leonardis, editore e patron della Sae, network dell’informazione in grande ascesa.

Domani a Giovanni Leonardis sarà intitolata una strada nell’area circostante dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, e lo stesso avverrà per altri nove medici che “si sono contraddistinti per la loro dedizione al lavoro”. L’iniziativa, accolta dal Comune dell’Aquila, è stata lanciata dall’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri, presieduta dal dottor Maurizio Ortu, e sarà celebrata e ufficializzata sabato con un evento che inizierà alle ore 10.30 presso la sede dell’Ordine provinciale in via Gronchi. Questi i nomi degli altri nove medici, eroi del quotidiano e di cui resterà impresso il ricordo nella toponomastica aquilana: Dante Vecchioni, una delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009, Claudio Vittorini, Fabrizio De Matteis, Angelo Tozzi, Nanda Palesse, Enzo Giannoni, Camillo Maschio, Felice Natellis e Claudio Porto





Prosegue nel ricordo del padre Francesca Leonardis: “Giovanni era appassionato della storia e dell’archeologia del territorio dove era nato, si è dilettato nello scoprire e portare alla luce con amici storici e archeologi, la città di Peltuinium, vicino Prata D’Ansidonia, comune che lo vide nascere. Questa città, prima terra della popolazione italica dei Vestini e poi città Romana è poi diventata un sito archeologico di rilievo. Si è adoperato per la città di L’Aquila non solo come medico anestesista, e diceva di aver ‘addormentato’ due volte la popolazione aquilana tutta, ma anche come presidente della Croce rossa italiana, comitato di L’Aquila, agli arbori della medicina trasfusionale, altro ambito nel quale si è prodigato per la cura del paziente”.

“Nelle vesti di presidente e poi socio onorario del Rotary Club si è attivato con entusiasmo nella ‘cura’ della città facendosi promotore di iniziative quali l’illuminazione del corso e dei portici e la rimozione sul corso delle insegne ‘a bandiera’- prosegue Francesca Leonardis – . In qualità di direttore dell’Isef, attivò le sedi distaccate di Foggia, Taranto, Cagliari e Camerino, amplificando la visibilità e la rilevanza di questo istituto aquilano. Sempre in questa veste è stato uno dei promotori della conversione da diploma a corso di laurea in Scienze motorie dell’Istituto superiore di educazione fisica. Si è dilettato nella scrittura di racconti sulla sua infanzia e sulla storia del suo paese e della sua terra”.

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