ANNO GIUDIZIARIO: 190 ADDETTI PER UFFICI ABRUZZO.
“PROCESSO RIGOPIANO AVANTI CON MASSIMO IMPEGNO”

TRIBUNALI, "ATTESI INPUT DEL MINISTERO", REATI DI GENERE "PIU' 25 PER CENTO CON NUOVA LEGISLAZIONE"

22 Gennaio 2022 11:32

L'Aquila: Cronaca

L’AQUIILA – Un pensiero alle vittime della tragedia di Rigopiano, assicurando il corretto svolgimento del processo e il massimo impegno per la giustizia.

Si è aperta così la Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte d’Appello dell’Aquila, nel quinto anniversario “dei tragici fatti dell’Hotel Rigopiano che ferite inguaribili hanno lasciato non solo nelle famiglie delle vittime, alla cui memoria ci inchiniamo, ma anche nella comunità abruzzese e nazionale”, le parole della presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Francabandera.

“Il processo che si occupa dei profili penalistici di quelle drammatiche circostanze sta facendo regolarmente il suo corso, anche se i tempi sono quelli resi necessari dall’estrema complessità della ricostruzione dei fatti, dal numero degli imputati, dal gran numero di parti civili. Mi è accaduto di leggere che il tempo sia trascorso inutilmente ma posso assicurare che massimo è stato, ed è tuttora, l’impegno del tribunale di Pescara nel portare avanti, dopo la pausa imposta dal lockdown, in piena sicurezza sanitaria, un compito difficile”.

Nel  corso dell’evento la presidente della Corte d’Appello ha poi annunciato che nel 2022, in Abruzzo, le risorse umane negli uffici giudiziari aumenteranno di 190 unità, “di cui 45 in Corte d’Appello, che saranno inseriti sulla base degli articolati Progetti Organizzativi che, all’esito di un’analisi accurata delle risorse e delle criticitaà, sulla base dei dati statistici utilizzati dalla Commissione Europea per l’individuazione degli obiettivi quantitativi descritti nel PNRR, tutti abbiamo redatto nel dicembre scorso, previo confronto costruttivo tra magistrati, dirigenti amministrativi e presidenti dei Consigli degli Ordini professionali”.

“Risorse importanti – ha sottolineato – per un deciso e più incisivo funzionamento dell’apparato giudiziario nella regione”.

PER LA PRIMA VOLTA TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PER ADULTI, MA NO A ‘PENSIERO MAGICO'”

“Anche quest’anno la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario si svolge, in piena sicurezza, in un contesto di emergenza sanitaria, prorogata ancora una volta nello scorso dicembre, in ragione delle preoccupazioni seguite alla maggiore contagiosità della variante Omicron; siamo ormai alla ‘quarta ondata’, in una sequenza della quale non si vede la fine, tanto da
convincere il legislatore della necessità di imporre, per la prima volta nella storia, un trattamento sanitario obbligatorio per gli adulti, che si auspica duri il tempo strettamente necessario per mettere la collettività al riparo da danni maggiori”, si legge nella Relazione.

“La pandemia condiziona la nostra vita quotidiana, i nostri progetti, i nostri movimenti ormai da tempo, molto più di quel che potevamo immaginare quando esplose; il virus muta e ci sorprende,
costringendoci ad una emergenza tanto protratta da diventare una nuova normalità, con l’attenzione spasmodicamente puntata sui numeri -contagi, ricoveri, decessi- e sulle varie disposizioni che si rincorrono, indirizzate dalle mutevoli circostanze e dalle conoscenze che man mano si ampliano e cambiano l’orizzonte di riferimento”.

“Mai come in questa drammatica occasione la scienza ha mostrato di essere l’unico strumento di cui l’uomo moderno dispone per combattere questa battaglia di vita, baluardo di razionalità che ha
messo a nostra disposizione in un tempo brevissimo vaccini e cure che stanno salvando insieme alla salute, il nostro stile di vita, l’economia, il lavoro. Eppure emergono ogni tanto in superficie le tracce di quel che il virus sta lasciando sedimentare sul terreno, una sorta di irrazionale ‘pensiero magico’, che si esprime anche in forme organizzate di protesta, sia pure minoritarie”.

“Ce lo ha confermato il Censis nel rapporto annuale uscito alla fine dello scorso anno, sorprendendoci con la notizia che per alcuni milioni di italiani (che pure sono vaccinati in percentuali molto alte) il Covid non esiste, il vaccino è inutile, le misure che adottiamo per fronteggiare la pandemia sono l’occasione per confiscare ai cittadini le loro libertà, per manipolarli e condizionarne le scelte, in una sorta di “dittatura sanitaria” voluta dai soliti ‘poteri forti'”.

“La logica sembra quella del complotto, che ha dimenticato il tempo iniziale del ‘ne usciremo migliori’, i canti e gli striscioni colorati sui balconi, l’adesione diffusa alle dure misure necessarie, la solidarietà nei confronti delle famiglie colpite e del personale sanitario, in una sfiducia nei confronti delle classi dirigenti che preoccupa. Eppure, ferma la convinzione che solo le conoscenze e le competenze consentano di governare realtà complesse come quella attuale, bisogna riuscire ad andare avanti nel percorso intrapreso, conciliando il diritto di tutti alla salute con quello al dissenso,
muovendoci -come acrobati- su una corda tesa in precario equilibrio tra eccezione emergenziale e normalità, tra nuove decisioni, nuove regole e rispetto per chi le deve osservare senza condividerle”.

IN ABRUZZO 19MILA PROCEDIMENTI PENALI PENDENTI

“Nei Tribunali è proseguito il lieve calo delle nuove iscrizioni, da tempo registrato: sono stati infatti poco meno di 8.500 i nuovi procedimenti (oltre 9 mila lo scorso anno), di cui 8.000 nel settore monocratico e circa 500 nel settore collegiale, quest’ultimo con un preoccupante incremento del 25%, determinato anche dalle novità legislative in tema di reati cosiddetti di genere che stabiliscono la competenza del giudice collegiale in presenza di alcune aggravanti, novità certamente ispirate a ragioni di tutela delle vittime ma di pesante impatto sulla organizzazione del lavoro”.

“Gli uffici, – viene aggiunto – nonostante il rallentamento imposto dal rispetto delle norme emergenziali, sono riusciti a garantire un numero di definizioni (oltre 8.700) adeguato a fronteggiare la sopravvenienza e a evitare la formazione di nuovo arretrato, ma certamente non tale da aggredire il vecchio; pendono, infatti, quasi 19 mila procedimenti, di cui quasi mille nel settore collegiale, e ciò costituisce un peso che è difficile affrontare ed eliminare senza interventi di sistema. La sezione penale della Corte di appello si è largamente avvalsa, del ‘rito cartolare’, trattando con tale modalità circa l’80% dei procedimenti, in piena sicurezza ed evitando spostamenti e assembramenti. L’anno ha registrato un lieve aumento delle sopravvenienze, poco più di 2800 nuove iscrizioni, comunque inferiore alla media degli ultimi anni, cui ha corrisposto un aumento delle definizioni (poco superiore a 3 mila), di cui circa 500 sentenze dichiarative della prescrizione. La pendenza totale, tuttavia, supera di poco i 4600 procedimenti, in flessione del 6% rispetto allo 5 scorso anno”.

REATI DI GENERE: PIU’ 25 PER CENTO CON NUOVA LEGISLAZIONE

“I numeri nella loro essenzialità, aiutano a rendere il conto che si deve alla comunità. La qualità è anche quantità, che spiega il lavoro degli otto tribunali, della Corte d’Appello e gli uffici giudiziari dell’intero distretto d’Abruzzo”.

“I nuovi riti previsti dall’emergenza covid hanno consentito di mantenere ordinario programma tabellare, seppur con le riduzioni delle presenze in presenza. In Corte d’Appello è stato fondamentale il ricorso alla trattazione scritta che consente ai giudici di decidere sulla base degli atti. Nel Penale si è stabilito che il Collegio sia sempre presente in Corte, a garanzia dell’effettiva collegialità della decisione. Proroga al 31 dicembre 2022 della possibilità di avvalersi dei riti speciali di emergenza”.

Sui flussi di lavoro, “nel settore Civile e Lavoro sono stati iscritti nei tribunali del distretto circa 34mila nuovi procedimenti, in aumento rispetto al 2020. Ne sono stati definiti 36.700 recuperando procedimenti arretrati. La pendenza totale rimane circa 30mila procedimenti. Presso la Corte sono in modesto aumento i procedimenti, circa 2.600, ma le sezioni ne hanno definiti oltre 3.500, in aumento rispetto allo scorso anno, garantendo l’abbassamento dell’arretrato, sceso al 18%, che si attesta a circa 4mila procedimenti”.

Nel settore Penale meno iscrizioni nei Tribunali “con 8.500 nuovi procedimenti, di cui 8mila affidati al Monocratico e 500 al Collegiale. Per il collegiale si rileva un aumento del 25% delle sopravvenienze, dovuto alle novità legislative in tema di reati di genere, con le aggravanti. Gli uffici hanno definito 8.700 procedimenti, smaltendo i nuovi numeri, ma senza riuscire a lavorare sulle pendenze, 19mila, di cui quasi mille nel settore Collegiale. Peso difficile da eliminare senza interventi di sistema. In Corte d’Appello lieve aumento delle iscrizioni, circa 2.800, ma aumentano sentenze, poco più di 3mila, di cui solo 500 di prescrizione. Pendono 4.600 procedimenti al 30 giugno” in leggera flessione rispetto all’anno prima.

“FAVORIRE REINSERIMENTO DETENUTI”

In Abruzzo, al 30 giugno 2021, la popolazione carceraria era scesa del 5 per cento ma si deve insistere sugli strumenti rieducativi per favorire il reinserimento, sfruttando la collaborazione ad esempio che l’Università di Teramo offre tramite corsi di laurea destinato ai detenuti. Il calo di presenze negli istituti penitenziari regionali lo si deve anche alle misure alternative al carcere, la cui applicazione è affidabile”.

TRIBUNALI, “ATTESI INPUT DEL MINISTERO”

“L’accorpamento di quattro tribunali abruzzesi, disposto molto tempo addietro, ma sempre prorogato e tuttora oggetto di contestazioni, è ormai prossimo a divenire realtà. Il 14 settembre è domani, ma ad oggi non sappiamo ancora se e come il Ministero si attrezzerà per consentire comunque, almeno in una prima fase, che si auspica non breve, il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria presso le sedi soppresse sulla base di nuove opzioni organizzative degli uffici accorpanti, L’Aquila e Chieti, con il sostegno della Corte, pronti ad attivare in piena collaborazione con i magistrati e gli avvocati che in quelle sedi operano”.

Ad essere soppressi saranno, secondo la riforma della Giustizia, i tribunali di Avezzano e Sulmona, in provincia dell’Aquila, che saranno accorpati con quello del capoluogo, e di Vasto e Lanciano che saranno accorpati a quello del capoluogo teatino. Lo stesso magistrato, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della cerimonia inaugurale, non si è detto contrario all’accorpamento perché l’operazione porterebbe alla creazione di quattro grandi tribunali “dove saranno possibili delle specializzazioni”. Di parere contrario l’avvocato Silvana Vassalli, del Foro di Lanciano, che ha evidenziato come una grossa fetta di territorio, come il sud dell’Abruzzo, rimarrebbe senza presidi di legalità”.

MARSILIO: “SAGGE RIFLESSIONI FRANCABANDERA SU TRIBUNALI, SPERO MINISTRO ASCOLTI”

“Il passaggio dedicato alle difficoltà e alle incertezze legate alla soppressione dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, espresse con la prudenza e l’equilibrio suggerito dal ruolo e dal contesto, dovrebbero far riflettere il Ministero della Giustizia, finora tetragono nella sua determinazione nell’applicare la prevista soppressione”.

Così il presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Marco Marsilio, collegato da remoto all’inaugurazione dell’anno giudiziario, esprime apprezzamento “per le misurate e sagge riflessioni” offerte dalla presidente della Corte di Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, e si complimenta “per i risultati raggiunti nell’attività dagli uffici giudiziari abruzzesi”.

“Mi auguro che le parole espresse in una occasione così solenne, possano finalmente scardinare tanta testardaggine, aprendo la strada all’approvazione in Parlamento dell’emendamento da me sollecitato e sostenuto dai parlamentari abruzzesi (e non solo) di tutti i partiti che prevede la proroga di due anni, utile anche a rivedere la geografia giudiziaria nel suo complesso. Rilevanti anche i passaggi sui nuovi criteri ‘filtro’ per il rinvio a giudizio, per non disperdere più energie a coltivare processi-spettacolo che si risolvono in assoluzioni seriali, ma che comportano un carico di sofferenza e di pene per gli imputati, in favore del criterio del ragionevole pronostico positivo, che permette di concentrare l’azione giudiziaria sui casi di più evidente e certa colpevolezza; e quello sulla necessità di recuperare la credibilità della Magistratura e delle Istituzioni dello Stato presso i cittadini seguendo la strada dell’efficienza, dell’efficacia, dell’imparzialità e della serietà dei comportamenti, invece di alimentare polemiche distruttive tra i diversi Organi dello Stato”, conclude Marsilio.

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