INAUGURAZIONE PARCO DELLA MEMORIA, PICCININI: “UN’OFFESA INVITARE FAMIGLIE CON UN COMUNICATO”

25 Settembre 2021 15:35

L'Aquila: Terremoto e Ricostruzione

L’AQUILA – “Al taglio del nastro personalmente non sono stata invitata. Ritengo di aver subito un’offesa in quanto noi familiari siamo quelli che abbiamo sofferto e soffrono quotidianamente per quanto accaduto. Per noi non ci sarà mai pace e niente sarà mai abbastanza. Né si possono invitare i familiari tramite un comunicato stampa spedito ai media”.

Maria Grazia Piccinini,  presidente della “Rambaldi onlus”,  che nel terremoto del 2009 ha perso la figlia Ilaria Rambaldi e il fidanzato di lei, Paolo Verzilli, interviene così in merito all’inaugurazione del Parco della Memoria, all’Aquila, che si svolgerà martedì 28 settembre e alla quale parteciperanno il premier Mario Draghi e il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna. 

Lo sfogo di Piccinini arriva qualche giorno dopo quello di Vincenzo Vittorini, che la notte del 6 aprile 2009 ha perso moglie e figlia, e che si è detto “esterrefatto e profondamente indignato ed addolorato” per come sono stati trattati i familiari delle vittime, lamentando di essere stato avvisato all’ultimo momento,  l’”ennesimo schiaffo” alle persone “comuni” per assicurarsi la presenza di nomi “illustri”.

Ieri il sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi, dopo aver dichiarato di essere sorpreso per le “parole cariche di risentimento” di Vittorini, è tornato a chiedere ai familiari delle vittime di partecipare alla cerimonia di inaugurazione:  “Spero che tutti i familiari delle vittime di questa città, del cratere o di qualsiasi luogo d’origine, partecipino al momento inaugurale del Parco della Memoria martedì prossimo”.

Piccinini, avvocato di Lanciano (Chieti), sottolinea come al “taglio del nastro personalmente non sono stata invitata” e spiega: “sui social sono incappata in un post del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, a cui ho replicato, evidenziando che non sono stata contattata per l’evento e, come me, tutte le famiglie che conosco. Ritengo di aver subito un’offesa in quanto noi familiari siamo quelli che abbiamo sofferto e soffrono quotidianamente per quanto accaduto. Per noi non ci sarà mai pace e niente sarà mai abbastanza. Né si possono invitare i familiari tramite un comunicato stampa spedito ai media”.

“Personalmente, oltre, all’offesa arrecata a tutte le famiglie ignorate in quest’occasione, mi sento ancora di più offesa, in quanto quel Parco è stato realizzato lì perché l’associazione che io rappresento l’ha voluto, facendo una raccolta di firme depositata in Comune. La mia associazione – prosegue – ha anche regalato un progetto, che è stato ignorato, al Comune de L’Aquila: fu elaborato dagli amici di Ilaria e Paolo,  oggi tutti ingegneri e architetti, e da alcuni professori dell’Università de L’Aquila.  Infine come associazione, siccome ci risultava insopportabile l’idea di vedere scritti i nomi delle vittime nel fondo dei vasconi costruiti in memoria, senza previsione di ricircolo dell’acqua, abbiamo predisposto quattro bozzetti di modifica del progetto affinché i nomi fossero fuori dall’acqua. E oggi lo sono. A fronte di tanto impegno e di tanta partecipazione, avere in cambio l’oblio ed essere ignorati, sconvolge e fa rabbia. Come vengono rispettate le vittime? Quali vittime vengono rispettate? Forse, qualcuna è più vittima di altre?” , chiosa Piccinini.

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