INCENDI ABRUZZO: “DANNI INCALCOLABILI”, DA REGIONE PRIMI 400MILA EURO PER INTERVENTI

3 Agosto 2021 06:52

Regione: Abruzzo

ORTONA – Due mattine dopo gli incendi che hanno devastato l’Abruzzo, la costa dei trabocchi si sveglia con una ferita al cuore, con ettari di verde bruciati e ancora quel forte odore di fumo ma almeno ha dato un po’ di tregua quell’incubo del vento bollente.

Le immagini delle fiamme che divorano la vegetazione e fanno scappare i bagnanti dalla spiaggia sono ancora vive, troppo presto per fare bilanci precisi, i danni al patrimonio naturale, e non solo, sono incalcolabili. Dopo un ulteriore giorno di lavoro, però, la situazione sembra essere sotto controllo, a Ortona l’ultimo incendio è stato domato ieri pomeriggio.

Ancora nessuna comunicazione da parte della Regione dopo il vertice che si è tenuto ieri alla presenza del presidente Marco Marsilio, degli assessori Nicola Campitelli e del vice-presidente Emanuele Imprudente, e tutti i sindaci dei territori coinvolti. Si è trattato di una riunione interlocutoria ma, secondo quanto appreso, la Regione sarebbe pronta a stanziare per il momento almeno 400mila euro per i primissimi interventi.

Intanto a Pescara i carabinieri hanno già avviato le indagini e ieri mattina hanno effettuato i primi sopralluoghi. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo vario materiale, tra cui i filmati delle videocamere di sorveglianza, ed ascoltando residenti e testimoni. Tre, in base alle verifiche dei vigili del fuoco, i punti di innesco, cioè le aree da cui le fiamme sono partite e su cui sono in corso accertamenti. Non è ancora chiara, però, al momento l’origine dei roghi, su cui non si esclude nessuna ipotesi. La Procura di Pescara già ieri ha aperto un fascicolo sull’episodio, per fare piena luce su quanto accaduto.

Dopo l’emergenza, per i sindaci, comincia la prima conta dei danni.

“La situazione al momento è sotto controllo, l’incendio divampato ieri mattina è stato contenuto grazie all’intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco, le operazioni sono andate avanti anche il pomeriggio”, ha spiegato ad AbruzzoWeb il sindaco di Ortona, Leo Castiglione, uno dei comuni più colpiti dagli incendi lungo la costa dei trabocchi.

I roghi hanno interessato diverse contrade e ieri mattina ha destato apprensione un incendio di sterpaglie ripreso in contrada Peticcio, a ridosso del deposito Eni, dove hanno lavorato fino al pomeriggio quattro squadre dei Vigili del fuoco ed un elicottero. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha impedito che le fiamme raggiungessero il deposito dell’Eni.

“La Riserva dell’Acquabella è completamente distrutta, ettari di bosco sono andati in fumo, non sappiamo ancora quantificare i danni”, dice il primo cittadino tracciando un primissimo bilancio.

Fortunatamente, almeno ad Ortona, non si sono registrati feriti.

Alcuni abitanti hanno dovuto lasciare le rispettive abitazioni, chi non ha trovato sistemazione presso parenti o amici, è stato sistemato nel centro allestito dal Coc: “Le fiamme sono arrivate anche vicino alle case, è stato necessario evacuare due palazzine, per un totale di un centinaio di persone, 48 sono state ospitate nel campo allestito dalla croce rossa”.

Danni incalcolabili, una ferita profonda ma anche tanta forza e solidarietà: “Importantissima la collaborazione dei cittadini, che sono scesi in strada ad aiutare vigili del fuoco e soccorritori, con autobotti e piccoli serbatoi, grazie al loro intervento abbiamo sicuramente limitato i danni”, racconta Castiglione.

Rientrato anche l’allarme al canile, che ieri è stato evacuato e, anche in questo caso, tanta la solidarietà degli abruzzesi che hanno risposto in massa all’appello dei gestori della struttura che chiedevano urgentemente stalli per i cani.

I Vigili del Fuoco questa mattina hanno bonificato le aree già colpite dai roghi fra le quali quella del cimitero canadese, mentre il Comune ha ringraziato i tanti residenti e cittadini delle contrade di Villa Grande, San Donato, Acquabella, Santa Lucia Ciampino, Torre de Pittis che ieri immediatamente hanno creato catene umane per spegnere gli incendi, mettendo a disposizione mezzi agricoli, secchi, tubi, acqua, ed alcune aziende locali.

All’alba del giorno dopo, anche gli altri sindaci dei Comuni di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – assieme all’assessore alla Sicurezza Giovanni Finoro – Rocca San Giovanni, Giovanni Enzo Di Rito; Mozzagrogna, per il quale era presente il vice sindaco Giovanni Rapino; Torino di Sangro, Nino Di Fonso; e Santa Maria Imbaro, Maria Giulia Di Nunzio, contano i danni del devastante incendio.

A verificare quanto accaduto e ad ascoltare le voci dei sindaci il Prefetto di Chieti, Armando Forgione, che, dopo essersi recato a Ortona, è giunto a Fossacesia, nella stazione ferroviaria, assieme al colonnello Alceo Greco, comandante provinciale dei Carabinieri di Chieti, al comandante della Compagnia dei Carabinieri di Ortona, Luigi Grella e a quello di Fossacesia, Michele Cefaratti.

“Ci siamo trovati in una situazione a dir poco surreale – le parole del sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio – e gestire l’emergenza su tre fronti differenti non è stato affatto semplice. Innanzitutto, avevamo il problema dell’ autostrada, nei pressi dell’uscita di Val di Sangro, si era creata una fila di svariati chilometri con il fuoco che rischiava di lambire le carreggiate e le persone che giustamente erano nel panico e che cercavano di fuggire, andando in senso contrario. A quel punto il titolare della MDB, Mario Di Biase, si è reso disponibile a scardinare il suo recinto, limitrofo all’area interessata, per far entrare la gente, ma dopo un po’ fortunatamente la direzione del vento è cambiata e quindi non vi è stata più tale esigenza”.

“Contestualmente sono state colpite alcune aziende ubicate attorno all’autostrada ed altre vicino alla statale 16 Adriatica, che si sono viste letteralmente circondate dalle fiamme. Ancora più preoccupante è stato il momento in cui le fiamme sono arrivate sino a dietro Baya Verde, la struttura presente sul Lungomare vicino alla spiaggia che a quell’ora era particolarmente gremita di persone. Da lì hanno preso fuoco anche alcuni ombrelloni dello stabilimento Supporter Beach che tra l’altro, ha fornito generosamente alle autobotti dei Vigili del Fuoco anche l’acqua per spegnere l’incendio che in tutta quella zona si stava propagando. Insomma, un vero disastro ed è stato un miracolo se nessuno si è fatto male e ancor peggio, abbia perso la vita, perché bastavano 10 minuti in più e le fiamme avrebbero invaso anche la pista ciclabile, con enorme pericolo per l’incolumità pubblica delle persone e per le abitazioni prospicienti”.

Anche nei pressi della stazione ferroviaria il fuoco ha provocato l’interruzione del traffico dei treni. Nello scalo per diverse sono rimaste molte persone che hanno avuto assistenza da parte del Comune di Fossacesia, grazie ai volontari della Protezione Civile.

Bruciava gran parte dell’Abruzzo ed i soccorsi hanno cercato in tutti i modi di far fronte ad una situazione che, agli occhi di tutti, si è palesata essere troppo più grande delle risorse umane e strumentali disponibili.

“La pinetina, praticamente, non c’è quasi più – ha spiegato il sindaco di Rocca San Giovanni, Giovanni Enzo Di Rito – hanno distrutto il polmone verde della Costa dei Trabocchi, l’area Sic, una Riserva Naturale fra le più belle d’Abruzzo. Quando è stato dato l’allarme a Vallevò intorno alle 14.00 sono subito stati allertati i soccorsi che purtroppo però erano impegnati altrove e quindi non sono riusciti a giungere in tempo per arginare subito gli incendi. Ho emesso l’ordinanza di sgombero della spiaggia la Foce, piena di gente a quell’ora, perché da me purtroppo le fiamme sono arrivate fino al mare. I danni sono immani, credo che il mio sia stato uno dei comuni maggiormente colpiti da questa tragedia, con ettari ed ettari di terreno ingoiati dalle fiamme”.

Sembra che appena iniziata l’emergenza, sia giunto sulla Costa dei Trabocchi un solo Canadair, perché gli altri impegnati in Sicilia, dove contestualmente la situazione era altrettanto drammatica.

“Noi combattiamo con gli incendi da martedì scorso – ha aggiunto Nino Di Fonso, sindaco di Torino di Sangro – e abbiamo cercato con le poche risorse disponibili di far fronte alla situazione, ma non è possibile una cosa del genere, così come non è possibile che si pensi di dirottare tutto il traffico autostradale sulla SS. 16 che non è nelle condizioni di poter sostenere, in sicurezza, un tale afflusso di traffico”.

Danni anche a Mozzagrogna, da dove pare sia partito un incendio nell’area sottostante il Castello di Septe, dove tra l’altro si stava svolgendo un matrimonio, e a Santa Maria Imbaro, dove sono stati colpiti alcuni terreni, fra i quali certi vicini alle abitazioni. Danni nella Bassa Val di Sangro alle colture agricole.

“Abbiamo visto Vigili del fuoco sfiniti, accasciati a terra distrutti dalla stanchezza e dal fumo acre che li ha invasi – hanno spiegato i sindaci – non sapevano dove arrivare prima, perché troppo esigui come numero e risorse. Abbiamo visto volontari della Protezione Civile cercare di porre rimedio alle fiamme anche con mezzi di fortuna. Abbiamo visto Carabinieri, Polizia, Forestale, Polizia Locale prestare il loro servizio ininterrottamente cercando di rassicurare le persone e di coordinare i soccorsi. A tutti loro non può che andare il nostro sentitissimo grazie”.

“Ora è tempo di rialzarsi e di farlo subito ed il primo intervento utile è che la Regione dichiari nell’immediato lo stato di emergenza. A ciò devono seguire interventi più a lungo raggio e per questo chiediamo uno sforzo maggiore al Governo affinché, una volta per tutte, provveda al rafforzamento del corpo dei Vigili del Fuoco, in Abruzzo ed in particolare in Provincia di Chieti dove ce n’è maggior bisogno e investa risorse maggiori in tema di prevenzione. Chiediamo inoltre alla Regione di farsi da portavoce di noi Sindaci che non possiamo essere lasciati soli. Chiediamo alla Provincia di adoperarsi maggiormente affinché tutte le strade provinciali, ad oggi di loro competenza, siano pulite e la stessa richiesta la rivolgiamo all’Anas. Noi, di nostro, cerchiamo di fare il massimo, ma da soli non ce la possiamo fare. Non è più tempo di aspettare, ora è il momento di fare!”.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: