INCENDI ABRUZZO, NOTTE DI FUOCO A VALLEVO’. CALDORA: “COSI’ ABBIAMO SALVATO IL RISTORANTE”

3 Agosto 2021 07:24

ROCCA SAN GIOVANNI – Le fiamme a tre metri dal ristorante, una corsa disperata con mezzi di fortuna per frenare l’incedere del fuoco: “abbiamo lavorato tutta la notte ma siamo riusciti a difendere il locale”.

Luca Caldora, proprietario insieme al fratello Marco del noto ristorante Caldora di Vallevò, a Rocca San Giovanni, ripercorre le tappe di una giornata infernale, il dramma dei roghi che hanno divorato angoli di paradiso, una ferita profondamente crudele al cuore della costa dei trabocchi e dei suoi abitanti, che pure non si sono arresi alla devastazione e hanno continuato a lottare contro tempo e fiamme.

“La prima telefonata ai vigili del fuoco l’abbiamo fatta alle 14.30 – racconta -, quando abbiamo visto la colonna di fumo salire dalla pinetina. Avevamo gente a pranzo ma, quando ci siamo resi conto della situazione, abbiamo evacuato il ristorante. Erano circa le 15. Quando sono riusciti ad arrivare, rallentati dagli altri incendi lungo la costa e in Val di Sangro, erano le 16.30. Erano già due ore che il fuoco divorava tutto, oggi della pineta non è rimasto niente”.

E mentre in lontananza, verso Ortona, si vedeva bruciare la Riserva dell’Acquabella, un nuovo incubo intorno alle 18: “Una volta domate le fiamme, grazie all’intervento dei vigili del fuoco, più avanti abbiamo visto partire un altro incendio. Probabilmente qualche scintilla, alimentata dal vento ‘bollente’, ha attraversato la statale 16 e dalla pineta ha raggiunto il mare, muovendo verso la Foce. Da qui è stato poi un attimo per tornare indietro, di nuovo verso di noi, mangiando velocemente la vegetazione che incontrava sulla strada, avvolgendo in parte la pista ciclopedonale. Lo abbiamo visto ‘correre’ velocissimo, in un’ora era da noi”.

“Mentre aspettavamo l’intervento dei vigili del fuoco, ancora impegnati lungo la costa, abbiamo fatto tutto il possibile per contenere le fiamme e rallentarne la corsa. Siamo stati aiutati dai nostri colleghi, dagli abitanti di Vallevò, dai tanti che sono scesi in strada solo per aiutarci. Qualcuno si è messo a tagliare le canne prima che potessero bruciare, le fiamme sono arrivate a tre metri dal locale. Un lavoro che è andato avanti fino alle 2.30 di notte”.

Operazioni portate avanti anche grazie al coraggio e alla solidarietà delle tante persone che si sono fermate a dare una mano: “Il mio ringraziamento va agli abitanti di Vallevò e ai miei colleghi, è soprattutto grazie a loro che siamo riusciti a salvare il ristorante, non lo dimenticheremo mai”.

Il locale al momento non ha ancora riaperto: “Contiamo di riaprire subito dopo aver pulito gli spazi esterni, probabilmente già da mercoledì. Dobbiamo finire di sistemare la strada di accesso, ancora invasa da canne e sterpaglie. È stata una nottata decisamente movimentata”.

 

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